Estate con tanti turisti e pochi consumi

 

-di SANDRO ROAZZI-

Estate double face. Bene il turismo, male le vendite al dettaglio dai cibi alimentari ai… souvenir verrebbe da dire. Turisti si’ ma… che si portano tutto… da casa? La flessione è netta e penalizza ancora una volta i piccoli esercizi commerciali per i quali, se non si vuole desertificate i centri storici, occorrerebbero probabilmente interventi in grado di aiutarli a modernizzarsi oltre che reggere su vari terreni, dai servizi agli affitti, la concorrenza di strutture commerciali come i mini market e i grandi centri commerciali che stanno prendendo un sopravvento che sa di… definitivo. Il problema è speculare a quello della inflazione: senza un aumento della capacità di spesa reale non si può sperare in miglioramenti. Il grande assente è l’ inflazione da salari, la cui latitanza imporrebbe a tutti i protagonisti della scena economica una riflessione molto approfondita. Del resto è un problema perfino evocato dal Presidente della Bce, cosa si vuole di più? Serve un cambiamento nelle politiche salariali, oltre che l’allargamento della base occupazionale e produttiva. Ma secondo il Governo va bene così, i risultati si vedranno in seguito, o meglio li vedranno coloro che in economia saranno in grado… di sopravvivere.

Tanto lo si è capito: si vive di contraddizioni. Il Jobs act è una meraviglia ma i posti di lavoro hanno in grande maggioranza il marchio della precarietà. Gli ultimi governi hanno abbassato le tasse ma il gettito fiscale cresce e… salva il medesimo Governo, con l’Irpef in attesa di riforma che fa la parte del leone (in questo caso Iva inclusa). Roma affonda nel degrado sociale ed economico ma per ora il tavolo che dovrebbe affrontare le questioni più gravi sembra un ring fra il Ministro e la sindaca.

Insomma si continua a navigare a vista nelle acque basse di una congiuntura per fortuna favorevole ma non si sa per quanto. Nel frattempo non mancano le legnate con l’Ocse che ci bastona sui deficit da istruzione. Un volano economico e civile che ci vede in forte ritardo e punisce ingiustamente i giovani, ma anche le potenzialità di crescita del nostro sistema produttivo e dei servizi. Ma la politica ha da pensare ad altro… Il gioco è: chi sta con chi. Non con il futuro, però…

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