L’Unione Europea e la sua cittadinanza: Lo sai che…


-di GIULIA CLARIZIA-

Lo sai che oggi ricorre l’anniversario del concepimento dell’Unione Europea?

Ebbene sì, gli europeisti non festeggiano San Valentino perché hanno ben altro da festeggiare.

Il 14 febbraio del 1984 venne approvato dal Parlamento Europeo il Progetto per il trattato istitutivo dell’Unione Europea, noto come trattato “Spinelli” dal nome del suo principale promotore. Anche se questo trattato non entrò mai in vigore, esso ha dato avvio alla fase di costituzionalizzazione dell’Unione Europea e di fatto, gran parte di esso è confluito nei trattati successivamente approvati.

 

Chi era Altiero Spinelli? E cosa si intende per costituzionalizzazione?

Altiero Spinelli è uno dei più importanti padri dell’Europa. Confinato sull’isola di Ventotene durante il fascismo, elaborò insieme ad Ernesto Rossi, Ursula Hirschmann ad Eugenio Colorni il Manifesto di Ventotene (Per un’Europa libera e unita). In questo documento era contenuto il progetto per un’Europa federale, i così detti Stati Uniti d’Europa, come risposta alla distruzione delle guerre infra-europee e alle sfide della crescente internazionalizzazione (che oggi chiameremmo globalizzazione).

Questa visione federalista, venne poi messa da parte con il prevalere del processo di integrazione europea in ottica funzionalista, cioè per settori, così come proposto dal francese Jean Monnet. Ne seguì l’integrazione in chiave economica che noi tutti conosciamo, ma con l’importante premessa, troppo spesso dimenticata, che la realizzazione di un mercato comune costituiva solo il primo passo verso un’integrazione politica. Proprio Spinelli nel 1984 pensò che fosse giunto il momento di compiere un passo in questo senso.

La costituzionalizzazione dunque consiste nello spostare l’accento da una logica di Comunità economica verso una logica di Unione politica fondata su valori comuni e sui diritti dei cittadini.

E allora perché non esiste una costituzione europea?

Il trattato costituzionale europeo fu redatto nel 2004, e non a caso, comprendeva molti dei punti toccati dal trattato “Spinelli”. Tuttavia, in questi termini venne bocciato in fase di ratifica da Francia e Olanda. Per questo, non esiste propriamente una costituzione europea.

E cosa ne è stato del contenuto di questa costituzione?

Fondamentalmente, è stato convertito nel trattato di Lisbona che è entrato in vigore nel 2009.

Ma se i contenuti del trattato costituzionale sono confluiti nel trattato di Lisbona, perché il primo non è stato ratificato, mentre il secondo sì?

È una questione formale e di forte importanza dal punto di vista simbolico. Dotarsi di una costituzione ha un significato politico profondo. Nel 2004, i tempi non erano maturi per questo, ma era necessario riformare un’Unione Europea profondamente mutata dopo gli allargamenti del 2004 e del 2007. Per questo si è deciso di integrare quegli stessi contenuti nella tradizionale forma del trattato internazionale, tipica di un accordo preso tra stati sovrani.

Lo sai che il trattato di Lisbona ha riconosciuto ufficialmente la cittadinanza europea? E indovina chi è che ne aveva parlato per primo?

Proprio Spinelli, e lo aveva ribadito in quel progetto del 1984. Parlare di cittadinanza europea, significa spostare l’accento sulle persone e sui loro diritti. Significa metterle al centro dell’Unione.

Dopo il trattato di Lisbona è stato istituito uno “spazio di libertà, sicurezza e giustizia”, che in termini non tecnici significa avere anche fuori dai propri confini nazionali le stesse tutele e libertà. Significa che la nostra “casa”, diventa tutto il territorio dell’UE. Oggi, se qualcuno decide di trasferirsi in Francia, o in Germania, o in Ungheria, non dove chiedere il permesso a nessuno. Questo non è un traguardo da poco, ma è troppo spesso sottovalutato e da questo punto di vista si sentiranno le dure conseguenze della Brexit per quei cittadini inglesi che vorranno lavorare in un paese UE e viceversa.

Per esempio, lo sai che se ti trovi al di fuori dell’UE e hai bisogno di una protezione consolare, puoi recarti in qualsiasi ambasciata o consolato di un paese membro dell’Unione?

L’articolo 23 del Trattato sul Funzionamento dell’Unione Europea[1] recita: “Ogni cittadino dell’Unione gode, nel territorio di un paese terzo nel quale lo Stato membro di cui ha la cittadinanza non è rappresentato, della tutela da parte delle autorità diplomatiche e consolari di qualsiasi Stato membro, alle stesse condizioni dei cittadini di detto Stato”.

È un aspetto poco noto, ma che può essere molto importante per chi viaggia.

 

 

 

 

 

 

[1] I trattati attualmente in vigore sono due, il Trattato sull’Unione Europea (TUE) e il Trattato sul Funzionamento dell’Unione Europea (TFUE). Entrambi sono stati emendati nella loro forma vigente con il trattato di Lisbona. Il primo ha avuto origine con la fondazione dell’Unione Europea (Maastricht, 1991), mentre il secondo ebbe origine con la nascita della Comunità Europea (Roma, 1957), ed il cui nome è stato modificato dopo Lisbona a causa del superamento della separazione tra Comunità europea ed Unione.

Per un eventuale approfondimento si rimanda a questa pubblicazione del Senato della Repubblica: https://www.senato.it/application/xmanager/projects/leg17/file/repository/relazioni/libreria/novita/XVII/Trattato_sull_unione_europea.pdf

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