Mille euro in più a famiglia , inizia l’anno nuovo all’insegna della stangata


-di GIANMARIO MOCERA-

Luce, gas, autostrade, trasporti pubblici e privati, servizi rifiuti, assicurazioni, servizi bancari, ma anche latticini, formaggi e salumi, sacchetti biodegradabili, e via all’aumento anche per altri consumi trascinati dell’aumento dei costi primari.

Il 2018 porta con sé un’ondata di rincari e aumenti. Una stangata di mille euro, che nelle tasche delle persone e delle famiglie non sono pochi, soprattutto con gli indicatori economici che ostentano una verità inesistente, cioè quella della ripresa economica.

I dati ci danno un PIL in aumento, cosa sicuramente positiva, ma il PIL misura solo la quantità generale del flusso economico, non misura come questa quantità viene redistribuita ai cittadini, non fa giustizia delle sperequazioni tra le persone, il Pil è un misuratore generale, non toglie ai ricchi benestanti per redistribuire la ricchezza, del resto non è neanche il suo compito.

E’ la solita storia, il nostro è il Paese, che, forse, più di tutti usa le bollette e le tariffe per dispensare tasse indirette, cioè quelle tasse che agiscono su di tutti, al di la, del censo e del reddito, agisce sui consumi.
Certo ognuno di noi, e siamo in tanti, vorrebbe il pagamento delle tasse con imposte dirette come l’Irpef, vero misuratore del reddito, invece ci tocca pagare una tassa o più tasse anche nella bolletta della luce.

Per i consumatori che ancora sono nel mercato a maggior tutela, la luce aumenterà del 5,3 % nel primo trimestre dell’anno, leggermente più contenuto l’aumento del gas, che si attesta al 5 %…
L’Autorità per l’energia elettrica del gas e del sistema idrico, così com’è previsto dalla Legge, ha aggiornato i prezzi di riferimento, motivando la “manovra” a fattori concernenti la ripresa dei consumi, adeguamento degli impianti di produzione di energia elettrica, il fermo delle centrali nucleari francesi, la siccità dei fiumi, che hanno impedito l’attivazione delle centrali idroelettriche e l’aumento dei prezzi all’ingrosso del gas, combustibile usato per produrre energia elettrica, ma anche per le agevolazioni tariffarie per le aziende maggiormente energivore; in poche parole paghiamo la corrente elettrica anche alle aziende…

Nella Relazione annuale dell’Autorità lo stesso Presidente Guido Bortoni ha evidenziato la situazione inammissibile relativa alle vere e proprie tasse occulte che si annidano all’interno delle bollette dell’energia elettrica e del gas. I cittadini continuano a pagare in bolletta i famigerati oneri di sistema per la dismissione delle centrali nucleari, per le agevolazioni alle imprese energivore, per i regimi tariffari speciali a favore delle ferrovie, per gli incentivi alle fonti rinnovabili.

Tutte voci che, attraverso un serio e mirato intervento normativo, dovrebbero essere riviste e ridimensionate.

E’ singolare sentire dal Presidente dell’Autorità una simile denuncia, ma nulla si muove, anzi si muove eccome!
Purtroppo non è tutto, aumentano anche le autostrade, mediamente attorno al 3%, ma per alcuni tratti il costo è maggiore, la Milano – Torino più 8%.

Rincari che avranno effetti rilevanti sulle tasche dei pendolari e dei trasporti in generale, quindi a cascata sui consumatori, sarà tutto più caro, gli aumenti cadranno su tutti, su chi ha l’eccesso e su chi tira a fine mese, su chi potrà vantare abitazioni di pregio e su chi ha subito il terremoto come ad Amatrice.
Insomma ancora una volta tasse sui consumi, che come forche caudine cadono sui consumatori, sui cittadini. Non c’è equità quando lo Stato usa imposte indirette per ricavare risorse, se poi queste risorse sono usate ad appannaggio delle imprese o delle ferrovie italiane, vuol dire che c’è uno Stato poco attento ai propri cittadini e distratto da altre evenienze.

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