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La Gran Bretagna “denuncia” le interferenze russe


 

-di MAGDA LEKIASHVILI-

Il premier britannico Theresa May è stata forte e chiara nella sua dichiarazione accusando Mosca di interferenze nelle elezioni e di spionaggio informatico. Con i rappresentati del settore business, la May ha parlato delle iniziative russe per condizionare le società libere. Il metodo usato sarebbe stato quello di “creare storie false per seminare la discordia in Occidente”. Nonostante il Regno Unito non abbia mai voluto un conflitto perpetuo con la Russia, stavolta, protegge a prescindere i propri interessi nazionali.

Le osservazioni della May sono in netto contrasto con quelle del presidente americano Donald Trump, che la scorsa settimana aveva quasi creduto all’innocenza russa nel caso delle elezioni presidenziali del 2016. In un messaggio molto chiaro, Theresa May invita Vladimir Putin a scegliere un percorso politico diverso, abbandonare le politiche di occupazione e provocazione in Ucraina e, soprattutto, smettere di lanciare attacchi informatici ai governi e ai parlamenti di tutta Europa.

La premier si rivolge così al governo russo:

Sappiamo cosa state facendo e non avrete successo. Poiché sottovalutate la resilienza delle nostre democrazie, attrazione per le società libere e aperte, e l’impegno delle nazioni occidentali alla alleanze che ci legano. La Russia ha ripetutamente violato lo spazio aereo nazionale di diversi paesi europei e ha montato una campagna di spionaggio conto l’Occidente. La strada per una partnership preziosa è giocare seguendo le regole”.

Nonostante il fatto che la Gran Bretagna stia lasciando l’Unione Europea, rimane assolutamente impegnata nel settore della difesa, restando nella Nato. D’altronde, fortificare la partnership economica tra il Regno Unito e l’Unione Europea può essere uno strumento contro la propaganda russa nel territorio europeo.

Per la Russia i fatti che sta descrivendo la premier May non rispecchiano la realtà. L’ordine mondiale di oggi è turbato da vari fattori, che non riguardano la Russia. La guerra in Libia, l’aumento del numero di attacchi terroristici in Europa, secondo il governo russo, non può essere risolto attaccando la Russia. I parlamentari russi non condividono neanche il pensiero secondo il quale la Russia stia cercando di indebolire il sistema internazionale delle regole. Mosca rifiuta di giocare la partita politica seguendo le direttive istruite al di fuori dalla Russia.

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