Come Berlusconi, amico di Putin: Kaladze ora è sindaco


 

-di MAGDA LEKIASHVILI-

Tra calcio e politica non sembra che ci sia tanta distanza. Almeno così è nel caso dell’ex calciatore (difensore) del Milan Kakhaber Kaladze è così. Coinvolto ufficialmente in politica dal 2012, Kaladze da oggi prende in mano il governo della capitale della Georgia, Tbilisi, avendo vinto le elezioni con il 51 percento dei voti. Durante la sua vita sportiva sosteneva vivamente la politica dell’ex presidente della Georgia, Mikheil Saakashvili, ritenendo quest’ultimo un leader democratico e pro-occidentale. Cambiò idea nel 2011e abbandonò definitivamente lo sport per portare avanti la sua carriera politica. Si presentò davanti ai cittadini e tifosi georgiani come un membro del partito di opposizione a Saakashvili, il Sogno Georgiano, guidato da una oligarca pro-russa, Bidzina Ivaniashvili. Poi ricoprì il ruolo di ministro dell’Energia (non avendo competenze in materia) e di vice premier. Una delle vicende più chiacchierate legate al suo nome è il nuovo accordo con Gazprom, azienda sotto il controllo del presidente russo Vladimir Putin che la usa come arma potente di costruzione del consenso e condizionamento politico. Essendo la Georgia un paese di transito, Gazprom come contropartita ha ceduto a Tbilisi il 10% del gas naturale trasportato attraverso il paese caucasico verso l’Armenia. Il contratto fra la Georgia e la Russia viene aggiornato ogni anno. Fino ad ora la Georgia è riuscita a tenersi stretto il 10% del gas messo a sua disposizione. Mentre, secondo un nuovo accordo, dal 2018, la Georgia riceverà una compensazione monetaria direttamente proporzionale alla quantità di gas russo che transiterà nel proprio territorio. Avrà anche il diritto di richiedere forniture aggiuntive di gas a un prezzo ribassato, 185 dollari ogni 1.000 m³ invece di 215 dollari ogni 1.000 m³. Detta cosi sembra davvero un favore da parte di Gazprom. Però in Georgia gli esperti temono che il nuovo accordo porterà come risultato un’ulteriore dipendenza dalle Russia.

Dopo aver portato a termine il dialogo con Gazprom, Kaladze ha lasciato il suo incarico appunto per candidarsi alle elezioni amministrative. Poco prima che si svolgessero le elezioni, ha invitato i vecchi compagni del mondo del calcio, italiani e non solo, per una partita di calcio a Tbilisi e sono accorsi i vari Francesco Totti, Paolo Maldini, Andriy Shevchenko, Javier Zanetti, Rivaldo, Alessandro Costacurta. L’evento aveva una dichiarata finalità nobile: raccogliere fondi per la ricostruzione della foresta georgiana di Borjomi, distrutta da un incendio nell’estate scorsa. Ma il motivo vero è stato ben altro. Kaladzel l’ha utilizzata come strumento di propaganda elettorale, per dare un impulso forte alla sua visibilità personale, visto che poi tanto Paolo Maldini quanto Andriy Shevchenko hanno fatto pubblicamente dichiarazione di voto a suo favore. Prese di posizione tendenti evidentemente a influenzare le scelte dei cittadini sollecitando per questo ha avuto una valutazione negativa da parte delle organizzazioni non governative georgiane e degli osservatori stranieri. Si è trattata senza alcun dubbio di un’interferenza nelle elezioni amministrative.

Sempre interessato della politica, Kakhaber Kaladze non ha mai nascosto la sua simpatia verso Silvio Berlusconi dal quale ha probabilmente “ereditato” anche la i giudizi positivi nei confronti di Putin che lo hanno indotto a cambiare “casacca”, passando da un fronte all’altro della politica georgiana, più o meno come molti parlamentari fanno in Italia segnando pure i destini dei governi. Nel 2008 dopo la guerra Russo – Georgiana Kaladze si era detto sicuro che a la conclusione del conflitto armato tra Mosca e Tbilisi durato cinque giorni fosse stato proprio il suo ex datore di lavoro. Silvio Berlusconi, all’epoca primo ministro e il difensore (considerato anche grande amico di Barbara, la figlia del tycoon italiano) spiegò chiaramente: “È da sempre molto vicino al primo ministro russo, sono molto amici ed è stato proprio il suo intervento a fermare il conflitto tra Georgia e Russia. So che il premier italiano ha trascorso oltre cinque ore (evidentemente, un’ora per ogni giornata di guerra, n.d.a.) al telefono con Putin per cercare di mediare questa delicatissima situazione. Anche in questa occasione si è dimostrato persona sensibile e abile nei rapporti diplomatici”. In realtà nessuna fonte affidabile ha mai confermato quella versione dei fatti e pertanto le affermazioni di Kaladze sono sempre apparse poco credibili.

Il coinvolgimento in nella politica dell’attuale sindaco di Tbilisi comincia proprio proprio in Italia, durante il primo anno al Milan, quando in Georgia venne rapito il fratello minore di 20 anni, Levan. L’evento drammatico nel 2001avrebbe mutato il suo modo di osservare le vicende della Georgia spingendolo a entrare sulla scena pubblica sotto una veste diversa rispetto a quella del semplice calciatore. Levan, studente di medicina, fu rapito da due uomini che si presentarono come agenti di polizia chiedendo un riscatto di 385.000 euro. Il presidente georgiano dell’epoca Eduard Shevardnadze che bloccò il pagamento, garantì alla famiglia Kaladze e a tutto il paese, che la polizia avrebbe fatto di tutto per arrestare i sequestratori. Ma gli inquirenti non riuscirono mai a trovare le tracce degli spietati rapitori. Nel 2005 otto cadaveri furono rinvenuti nella regione di Svaneti e tra gli otto c’era anche quello di Levan (l’iniziale ipotesi trovò conferma nove mesi dopo). Gli arrestati per quell’orribile delitto sono originari di una regione piuttosto selvaggia (Pankisi) abitata prevalentemente da ceceni e nella quale, secondo Putin, trovano rifugio i terroristi.

Come e perché Levan sia stato ucciso non è stato mai completamente accertato. Esistono ancora tanti dubbi al riguardo. La versione più accreditata è quella che sostiene che i rapitori siano stati colti dal panico essendo venuti a conoscenza di una trappola organizzata dalla polizia, programmata per scattare al momento del pagamento del riscatto. Di sicuro c’è soltanto che nel marzo 2007 due uomini sono stati condannati rispettivamente a 25 e 5 anni per l’assassinio di Levan Kaladze. Ora nel nome di Levan, diventa sindaco Kakhaber. Si dice spesso che le scuole di politica non esistano più. Forse sono state sostituite dalle scuole-calcio, in particolare da quella rossonera. Infatti, mentre Kaladze conquistava la poltrona di sindaco, l’attaccante, George Weah, si dedicava a inseguire una carica ancora più importante: la presidenza della Liberia. Ci ha già provato una volta senza successo. Ora, però, è riuscito a ottenere l’accesso al ballottaggio e i pronostici gli sono favorevoli. L’uno e l’altro, ovviamente, vincono nel segno di Berlusconi che così almeno si consola non conquistando più Champions e scudetti.

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