110 miliardi di evasione, quasi tutto prodotto dalle imprese

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-di SANDRO ROAZZI-

Bruxelles batte cassa con l’Italia e l’impressione è che ancora una volta il giudizio prevalente sia di natura politica, vale a dire la sensazione di una nostra inaffidabilità. Un giudizio che questa volta coinvolge anche l’operato del Governo Renzi e del suo… attivismo europeo che aveva generato attese poi trasformatesi, a quanto pare, in delusioni. La richiesta di intervenire con una… manovrina finisce per essere una… diffida, l’ennesima, a proseguire sulla via degli interventi tampone, delle promesse che si trasformano in giochi di prestigio.

Vero è che la crisi ha colpito duramente il nostro Paese più di altri e che comunque la prudenza del Ministro Padoan ha evitato probabilmente esiti peggiori ma resta il fatto che l’Italia resta intrappolata in un triangolo da paura come il debito pubblico, la situazione bancaria, la bassa crescita (che potrebbe rivelarsi un eufemismo). Certo 3,4 miliardi di euro, come si vocifera, non sono un gran salasso, eppure finiscono per essere un sintomo ulteriore della incertezza che regna sul Paese come se questa fosse una porta sprangata in faccia al ritorno di una era fiducia.

Se li paragoniamo poi alla montagna di evasione fiscale che anche oggi in una audizione al Parlamento viene spiattellata dal comandante della Guardia di Finanza, Giorgio Toschi, 109 miliardi nel biennio 2012-2014. L’unica attenuante, se vogliamo essere generosi è costituita dal fatto che stiamo parlando del periodo più pesante della recessione che ha messo a dura prova il nostro sistema delle imprese e più in generale quello economico. Ma la scomposizione di quella cifrona offre lo spunto per alcune considerazioni.

Il… contributo maggiore all’evasione verrebbe ancor una volta dall’Iva con 40 miliardi di euro; segue l’Irpef a carico delle imprese e del lavoro autonomo; poi arriva l’Ires, anche essa riferita al mondo imprenditoriale con 13 miliardi ed infine l’Irap dovuta dalle imprese con 8,5 miliardi. E siamo già ad 89 miliardi e passa sul totale. Ad essi vanno aggiunti i 10 miliardi di evasione contributiva da parte di imprenditori e lavoratori dipendenti. Resta il fatto che nel mondo imprenditoriale, senza fare ingiuste generalizzazioni, si concentra un… attivismo di tutto rispetto, mentre nel frattempo si sono moltiplicati gli interventi a suo favore per far riprendere la macchina economica con sgravi e incentivi.

Ai quali non ha finora corrisposto una convincente risposta, anche questo va sottolineato, in termini di investimenti. Ma quel che più colpisce è che nel frattempo l’unica riforma che poteva riportare un po’ di equità nel sistema fiscale è stata rimandata e con i chiari di luna chissà se mai vedrà la luce. Stiamo parlando ovviamente della riforma dell’Irpef. Inutile piangere sul latte e versato, è chiaro. Tanto che in passato l’emersione di gigantesche cifre di evasione accertata ma senza la possibilità di essere incassata ha avuto più il sapore della beffa per i contribuenti onesti, imprenditori compresi, che diventare un utile elemento di… conoscenza sia pure tardivo.

C’è da chiedersi se ad esempio sia giusto ed accettabile che le organizzazioni imprenditoriali facciano finta di nulla, pur avendo nel passato esercitato anche un ruolo non facile di persuasione nei confronti dei loro associati per allinearsi almeno – pensiamo agli studi di settore – a standard minimi accettabili. Un silenzio dopo la gratificazione, oggi possiamo dirlo molto “elettorale”, del Governo nella legge di stabilità suonerebbe male in una situazione nella quale l’economia continua a stentare e le diseguaglianze sociali si fanno più acute ed insopportabili.

Ma forse c’è anche motivo per il sindacato di interrogarsi sul ruolo che può interpretare sul terreno di una rinnovata richiesta di equità fiscale. Senza inutili crociate od anatemi, ma con la determinazione che si deve mostrare se non altro per non tornar a tempi nei quali la furbizia vincente nei confronti del fisco era considerata una… virtù. Un passato invece da seppellire. Oggi ci sono strumenti in grado di ridurre questa imponente evasione fiscale ed alcuni passi avanti sono stati anche fatti od introdotti anche dall’ultimo Governo come i criteri di controllo sull’Iva. Ma hanno bisogno di un forte sostegno civile senza il quale sarà difficile invertire davvero la tendenza che genera questo ammasso di… risorse sottratte allo sviluppo ed al miglioramento della qualità della vita di tutti.

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