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2017 in mostra: da Botero e Vermeer alla Biennale


picnic2001

-di FEDERICA PAGLIARINI-

Il 2017 è arrivato e con lui tante novità nei musei italiani. Le mostre non mancheranno di certo e alcune sono molto interessanti.

Partiamo con Roma. L’evento più importante, cominciato già nell’ottobre del 2016, è “L’Ara com’era”, all’Ara Pacis. Il famoso altare, fatto costruire da Augusto intorno al 9 d.C e dedicato alla Pace, è il protagonista di questo evento. L’idea è stata ripresa da un’altra mostra fatta qualche anno fa, precisamente a metà agosto del 2014, quando sui pannelli scolpiti dell’ara, erano stati proiettati i colori che, una volta, adornavano il monumento. Ebbene sì, l’Ara Pacis, come tutte le architetture, le colonne, i frontoni e i fregi, greci e romani, erano colorati. Lo era anche la Colonna Traiana e l’altare di Pergamo, per fare solo due esempi. Oggi purtroppo non li vediamo più a causa di fattori esterni che hanno fatto svanire i colori. Il progetto è stato quello di far ammirare al pubblico la bellezza dei colori che adornavano l’ara nel 9 secolo d.C. Tanti studi sono stati fatti dagli archeologi per scoprire in che modo fosse decorata. Si potevano ammirare i colori del fronte occidentale dell’altare con i pannelli di Enea e il Lupercale, sia il fronte orientale con Tellus, la Dea Roma e il fregio vegetale. Oggi l’idea è stata ulteriormente modernizzata e digitalizzata. Si permette al visitatore di entrare proprio dentro l’opera. In che modo? Con una combinazione di strumenti hardware e software. Ogni persona riceve all’entrata un Samsung GearVR (i famosi occhiali che permettono di vedere in 3D) abbinato ad un telefono Samsung S7 e tramite questi vivere in prima persona un’esperienza immersiva. Oltre ad osservare dal vivo, sembrerà proprio di essere tornati indietro nel tempo e il visitatore potrà ascoltare anche suoni e narrazioni. L’idea di questa mostra è sicuramente più sensoriale e percettiva della precedente, più digitale. Si potrà visitare fino al 30 ottobre 2017.

Sempre a Roma, ma ancora in attesa di una conferma ufficiale, ci saranno al Complesso del Vittoriano le mostre su Fernando Botero e Edward Monet (che si concluderebbe nel gennaio 2018). Due artisti molto interessanti e diversi tra loro. Botero è sicuramente il più particolare e il più conosciuto per le sue figure “grasse”. Uomini, donne, bambini, vecchi e addirittura animali, vengono dipinti in modo abnorme. Ci si potrebbe chiedere come mai Botero sia così ossessionato dalle rotondità delle figure. In realtà il motivo non è così complicato. L’artista era sempre stato interessato all’arte del passato e alle forme perfette della geometria. Nelle sue figure non fa altro che riproporre queste forme. Il suo interesse è per il volume. Non è quindi ossessionato dall’obesità, come si potrebbe inizialmente pensare. Iniziò nel 1956 quando creò una natura morta con un mandolino. Dipinse il foro di risonanza dello strumento di dimensioni più piccole del normale e la conseguenza fu che il mandolino risultava più allargato. Questa forma gli piacque, gli suscitava una profonda sensualità. Da qui iniziarono i suoi studi sui volumi e sulla dilatazione, che divennero il suo marchio di fabbrica.

Monet, anche lui famosissimo al grande pubblico, è stato uno degli esponenti più importanti dell’impressionismo francese. Famoso per le sue ninfee, ma soprattutto per l’interesse dato al modo in cui cambiano le luci durante le diverse ore del giorno. Un esempio calzante è “La cattedrale di Rouen”, che cominciò a dipingere nel 1892. La cattedrale era sempre la stessa, ma i suoi colori cambiavano secondo le fasi del giorno. La sua era una pittura “en plein air”, come tutta quella degli impressionisti.

Anche a Milano non mancheranno gli eventi. A Palazzo Reale dal 20 settembre 2017 partirà una retrospettiva di Caravaggio: “Dentro Caravaggio” (che non può mai mancare) basata su tutti i nuovi studi e le nuove scoperte emerse. E su di lui c’è tanto ancora da fare, dato che non sono stati ancora trovate opere che invece risultano dagli archivi storici. Cosa ci riserveranno queste nuove scoperte? Bisognerà attendere settembre per saperlo.

Al Mudec dal 15 marzo 2017 partirà una mostra su Kandinsky, uno degli artisti più belli e coinvolgenti dell’astrattismo. Si indagherà il rapporto tra le sue opere e i suoi studi sui colori e la musica, che il pittore riteneva strettamente correlati. Saranno esposti i quadri provenienti dai maggiori musei russi.

A Napoli al Museo di Capodimonte, fino al 9 febbraio, sarà esposta il quadro inedito di Vermeer “La donna con il liuto” (1664), in prestito dal Metropolitan Museum di New York. Il pittore è maggiormente conosciuto al grande pubblico per il famoso quadro “La ragazza con l’orecchino di perla”. In questo caso invece si dà spazio ad opere “minori” (o meglio, meno conosciute al pubblico) altrettanto interessanti e ricche di storia. Accanto al quadro sono esposti un liuto e una carta geografica, che sempre ossessionarono gli artisti olandesi e quattro opere che rappresentano donne suonatrici. Ovviamente, oltre a questo dipinto, si potranno ammirare gli altri capolavori permanenti del museo.

Per finire, non si può non parlare dell’evento dell’anno che avrà luogo a Venezia: La Biennale. Ogni due anni, nella città lagunare, si inaugura questa retrospettiva artistica, che vede la partecipazione di tantissimi artisti, conosciuti e non. La Biennale si pone all’avanguardia per promuovere nuove tendenze artistiche. Le sue origini sono molto lontane, risalgono al 1895, con la prima esposizione. Ad oggi, cinquanta paesi hanno confermato la loro partecipazione e il titolo sarà “Viva Arte Viva”, simbolo di un atteggiamento ottimista verso la creatività e gli artisti. Interessante quest’anno sarà un’iniziativa che si terrà ogni sabato. Prenderà forma una “Tavola Aperta” dove un artista a rotazione pranzerà con il pubblico nei Giardini e nell’Arsenale (che sono i due spazi principali della Biennale) per portare ad uno scambio di idee. Inoltre si proietteranno video in cui gli artisti mostreranno il loro operato. Servirà a far capire al pubblico come agiscono e perché hanno deciso di utilizzare una particolare tecnica invece di un’altra. L’inaugurazione sarà il 13 maggio 2017 e si chiuderà il 26 novembre.

Informazioni su fondazione nenni ()
Via Alberto Caroncini 19, Roma www.fondazionenenni.it

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