Referendum: vince “l’accozzaglia” del NO

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-di VALENTINA BOMBARDIERI-

Ha vinto l’Italia del no. Non tutti hanno vinto però, il Governo e Matteo Renzi hanno perso, ed anche nettamente. Il premier ha segnato la sua sconfitta “se vince il no, mi dimetto” tuonò ad Aprile. Cosa peggiore non poteva fare se non quella di trasformare un referendum costituzionale in un voto sul governo.

La costituzione non cambia. Non si tocca. Cambiano però gli equilibri politici. Perché il fronte del no, l’accozzaglia come era stata definita dal Premier, adesso vorranno incassare.

In prima linea il Movimento Cinque Stelle che con un intervento di Beppe Grillo sul Blog chiede le elezioni festeggiando “la vittoria della democrazia”. Un voto che ha “due conseguenze: addio Renzi, e gli italiani devono essere chiamati al voto al più presto». Un augurio è rivolto a Presidente della Repubblica mostrandosi “disponibili a fare tutti i passi necessari per arrivare alle elezioni politiche” . Grillo continua poi sostenendo che “i partiti faranno di tutto per tirarla per le lunghe e arrivare a settembre 2017 per prendere la pensione d’oro. Non glielo permetteremo e l’unica soluzione è quella che proponiamo. Chiediamo agli italiani di stare al nostro fianco in questa battaglia”.
Matteo Salvini festeggia parlando di “vittoria di popolo contro i poteri forti. C’è stata una grande partecipazione popolar grazie ai cittadini italiani che hanno votato oltre ogni più rosea previsione. Sono stati sconfitti i gufi”.
Silvio Berlusconi resta convinto ora della necessità di un tavolo per la riforma della legge elettorale, confermando di avere una linea diversa da quella del resto del centrodestra che, con Salvini e Meloni, chiede si vada subito al voto.

Secondo Giorgia Meloni le dimissioni di Renzi erano una scelta obbligata. “Questa mattina una infinità di italiani, più di quanti non siano andati a votare in elezioni ben più politiche, si sono alzati e sono andati a votare solamente per dire a Renzi che non volevano essere governati da lui . Dubito che avrebbe potuto fare scelte diverse, dopodiché sul merito del suo discorso, che per carità è un discorso assolutamente dignitoso, perché questo che gli vada riconosciuto, a me pare che manchi un pezzo».

Ora non ci resta che attendere per valutare i possibili scenari dopo le dimissioni di Matteo Renzi. Chi è andato a votare no, ha votato consapevole del rischio. Ha scelto di saltare nel burrone. . Gli Italiani hanno votato per difendere la Costituzione e/o contro il Governo e ora la palla passa alla classe politica nella speranza che ora, più come mai, sia in grado di dare risposte certe.

Valentina Bombardieri

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