Accordo P.A.: 85 euro, welfare e integrativi

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-di VALENTINA BOMBARDIERI-

Fumata bianca anche per il contratto nazionale del pubblico impiego. Dopo sette anni l’impresa è compiuta. Al tavolo erano presenti la ministra della funzione pubblica Marianna Madia e i leader di Cgil Cisl e Uil, Susanna Camusso,Annamaria Furlan e Carmelo Barbagallo e i rappresentanti delle categorie. Tutti hanno firmato.

L’accordo prevede aumenti di stipendi “non inferiori a 85 euro mensili”, cifra sulla quale si è incentrata la trattativa tra il sindacato che parlava di “aumento minimo” e l’esecutivo di “aumento medio”. L’ultima posizione è stata quella che ha prevalso.

Il governo si è impegnato inoltre a incrementare le risorse per il 2018, in modo da garantire che la cifra indicata nel documento possa trovare effettiva copertura. Al momento risultano stanziati 1,4 miliardi di euro per il 2017 e 1,9 miliardi per il 2018. Il governo “si è impegnato per un totale di 5 miliardi di euro nell’arco di un triennio 2016-2018” per i rinnovi contrattuali dei 4 comparti della Pa. Lo annuncia il segretario generale della Cgil Susanna Camusso al termine dell’incontro di Palazzo Vidoni.

Le polemiche riguardo il bonus di 80 euro sono state risolte, si riduce infatti a partire dai 25 mila euro e si azzera a 26 mila euro. Il governo si è impegnato a fare in modo che i dipendenti pubblici che dovessero superare queste soglie possano conservare l’aumento.

Un capitolo importante del nuovo contratto sarà dedicato al welfare, così come nel contratto dei metalmeccanici. La volontà è quella di erogare benefici come coperture sanitarie e fondi pensione per i dipendenti pubblici. Nell’accordo è presente inoltre una defiscalizzazione del salario accessorio.

Altra vittoria dei sindacati è stata quella di includere nel contratto anche il settore della scuola, che inizialmente sembrava essere stato tirato fuori dai giochi. Si è intervenuto infatti correggendo le norme introdotte dalla legge Brunetta e dalla buona scuola che limitavano la contrattazione

Di particolare valore la garanzia assunta dal governo di rinnovare i contratti dei lavoratori precari assunti dalle pubbliche amministrazioni in scadenza e l’impegno a superare con apposite norme il precariato all’interno della legge quadro che dovrà essere prossimamente varata.” Queste le parole della Cgil-Fp pubblicate poco fa in una nota.

«L’accordo raggiunto oggi rappresenta una bella giornata per tutto il Paese: abbiamo agito in coerenza e con lo spirito unitario che dall’inizio ha mosso il governo, mai per dividere il Paese ma per migliorare la qualità di vita dei cittadini». Queste le parole della ministra Marianna Madia felice «di un accordo innovativo, vogliamo aiutare chi ha sofferto più la crisi ed il contenuto dell’intesa sono frutto di un lavoro congiunto che oggi abbiamo blindato».

Per Susanna Camusso: «Abbiamo fatto un buon lavoro e costruito l’atto con cui si avvia la stagione contrattuale e abbiamo inoltre invertito grazie ad una lunga mobilitazione l’orientamento della sottrazione alla contrattazione di tante materie con le modifiche alla legge Brunetta e alla Buona scuola». L’aumento di 85 euro «porta con sé che c’è un impegno del governo sia sulle risorse centrali che su ciò che sarà fatto con le regioni».

Soddisfazione anche in casa Cisl. “Sono molto soddisfatta e contenta per milioni di lavoratori del pubblico impiego” le parole di Anna Maria Furlan. «È stata sbloccata la contrattazione e si è fatta valere la contrattazione sulla legge» e «ora attiveremo la contrattazione di secondo livello che garantirà non solo buste paghe più pesanti ma anche più qualità del servizio». Riguardo gli 85 euro afferma: “Si tratta comunque di una cifra più che dignitosa. I dipendenti pubblici sono stati tropo tempio senza contratto. Finalmente saremo in condizione di rispondere al meglio alle esigenze dei lavoratori».

Per Carmello Barbagallo «è stato raggiunto un accordo storico, un successo frutto della determinazione dei sindacati». Per il leader della Uil. «Un anno fa questo accordo ce lo sognavamo, la legge Brunetta è stata modificata ed è stata ridata dignità ai lavoratori».

Un accordo che riconosce il valore del lavoro pubblico e valorizza le professionalità – è il commento di Antonio Foccillo, Michelangelo Librandi, Nicola Turco, Sonia Ostrica e Pino Turi, rispettivamente segretario confederale UIL, segretari generali di UIL FPL, UIL PA, UIL Rua e UIL Scuola.

“La UIL valuta positivamente il testo sottoscritto oggi perché sostanzia quello che abbiamo più volte richiesto in particolare una nuova definizione delle relazioni sindacali; la ripresa della contrattazione di secondo livello liberata dai vincoli attualmente esistenti; la defiscalizzazione del salario accessorio; l’introduzione del welfare aziendale e a sostenere lo sviluppo della previdenza complementare. Significativo è l’impegno per la riduzione del lavoro flessibile ed il superamento del precariato”. Le parole di Antonio Foccillo, segretario confederale Uil.

Per Nicola Turco, segretario generale UILPA “siamo sulla strada giusta, si avvia un percorso positivo per il recupero salariale, ma soprattutto, si restituisce ai lavoratori, la partecipazione ai processi di riforma della PA”.

“L’ accordo di oggi può rappresentare un modo per ricucire lo strappo con il mondo della scuola. Con l’intesa di oggi possiamo, ora, avere lo strumento per correggere misure sbagliate e etero dirette che minano l’autonomia scolastica e incidono negativamente sul lavoro e sui diritti dei lavoratori. Ci sono le condizioni per fare un vero contratto”. Le parole di Pino Turi.

Per Michelangelo Librandi “la contrattazione riacquista il ruolo naturale per le materie riguardanti l’organizzazione del lavoro, la lotta agli sprechi e la conseguente attribuzione ai lavoratori di parte delle risorse recuperate. Si ribadisce inoltre il confronto su testo unico del pubblico impiego e l’impegno del Governo a stanziare per i comparti Regioni, Autonomie Locali e Sanità risorse pari a quelle definite nell’accordo”.

Per Sonia Ostrica, segretario generale UIL RUA l’impegno assunto dal governo è ottimo al fine di garantire i rinnovi del personale precario in scadenza, in attesa del superamento definitivo del precariato.

Un contratto che coinvolge circa 3 milioni e mezzo di lavoratori. Un’altra scommessa vinta dal sindacato da sette anni in prima linea per il rinnovo dei contratti.

Valentina Bombardieri

2 thoughts on “Accordo P.A.: 85 euro, welfare e integrativi

  1. Complimenti ai Sindacati che hanno potuto sfruttare anche la “volontà di un accordo in prossimità del Referendum”da parte del Governo che ora dovrà impegnarsi per accrescere le disponibilità finanziarie del rinnovo contrattuale”
    Riaprire ibrinnovi contrattuali significa anche sostenere i consumi interni necessari per far riprendere la Nostra economia basata sugli Artigiani, Commercianti e PMI.

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