Pubblica amministrazione: accordo fatto

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La maratona per chiudere l’accordo quadro che sblocca i rinnovi contrattuali nel pubblico impiego è terminata con la firma. È stata necessaria una lunga riunione ristretta tra i segretari generali della confederazioni, Susanna Camusso (Cgil), Annamaria Furlan (Cisl) e Carmelo Barbagallo (Uil). In una bozza di intesa che circola dal pomeriggio si parla di premi legati alle presenze. Il documento spiegherebbe che le parti “si impegnano ad individuare, con cadenza annuale, criteri e indicatori al fine di misurare l’efficacia delle prestazioni delle amministrazioni e la loro produttività collettiva con misure contrattuali che incentivino più elevati tassi medi di presenza”. Il dato certo è rappresentato dal fatto che l’accordo varrà per tutti i comparti della pubblica amministrazione in risposta a una richiesta dei sindacati, che avevano insistito per specificare l’area di efficacia dell’accordo. In tutto 3 milioni 253 mila 67 lavoratori, Per il rinnovo dei conttratti lo Stato stanzierà cinque miliardi per il triennio 2016-2018. L’accordo comporterà un aumento contrattuale medio delle retribuzioni mensili pari a 85 euro.. La Madia ha spiegato che il fatto che gli aumenti siano medi signifcia che ci sarà  “una maggiore attenzione e un maggiore sostegno ai redditi bassi, a chi ha sofferto di più la crisi e il blocco contrattuale”. Che si è conlcluso dopo poco meno di sette anni. Per salvare gli 80 euro governativi di bonus sui redditi più bassi (che è stato il grande nodo del negoziato) si potrebbe fare ricorso alla previdenza integrativa (la proposta viene da Cgil, Cisl e Uil sul modello dell’accordo dei metalmeccanici) che insieme all’assistenza complementare e alla contrattazione di secondo livello rappresentano le novità di questo accordo. I sindacati hanno, però, dovuto arretrare dal punto di vista salariale dal fronte degli 85 euro minimi accettando la soluzione prospettata dalla ministra

Al rinnovo sono destinati 850 milioni per l’anno prossimo. A queste risorse vanno aggiunte quelle per le forze dell’ordine, circa 900 milioni di euro per il solo 2017. Per quanto riguarda le altre voci si prevedono: 480 milioni alla proroga degli 80 euro, fino a 170 milioni alle assunzioni, 40 milioni alla forestale e 250 al riordino delle carriere.

Soddisfatti in sindacati. Annamaria Furlan ha sottolineato che l’aumento salariale è dignitoso sottolineando che “abbiamo stabilito che il contratto prevale sulla legge, la legge Brunetta è stata così superata”.

Decisamente raggiante il segretario generale dell Uil, Carmelo Barbagallo: “Un accordo così un anno fa ce lo potevamo sognare”. Che ha poi confermato: “Per il bonus 80 euro si è trovato un salvagente nella contrattazione sarà la scala parametrale, che sarà rivista, ad assicurarlo”.
Susanna Camusso, a sua volta, ha spiegato: “Abbiamo fatto un buon lavoro, che rende possibile riaprire la stagione per i rinnovi contrattuali nel pubblico impiego. Il governo si è impegnato a modificare la legge Brunetta e la buona scuola”. In più, secondo quanto afermato dalla segretara della Cgil, “il governo si è impegnato a prorogare i contratti in scadenzi per i precari della PA”.

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