M5s e caso Palermo: a Grillo ora basta la “sospensione”

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“Chiediamo a tutti gli indagati nell’inchiesta di Palermo di sospendersi immediatamente dal MoVimento 5 Stelle non appena verranno a conoscenza dell’indagine nei loro confronti a tutela dell’immagine del Movimento e di tutti i suoi iscritti”. Così parlò lo Zarathustra genovese rivolgendosi a un “popolo” leggermente in ansia per le notizie che arrivano da Palermo dove per una vicenda di firme false sulle liste presentate nel 2012 dal M5s alle elezioni comunali, lunedì prossimo buona parte dello “stato maggiore” isolano potrebbe finire formalmente sotto accusa per falso. Tra i possibili indagati Claudia Mannino, Riccardo Nuti, Giulia Di Vita e Chiara Di Benedetto, tutti approdati nel frattempo in Parlamento. A noi che per principio siamo garantisti, che non riteniamo (al contrario di quel che affermano i Grillo-Boys) che l’immunità parlamentare debba essere cancellata in toto, che l’obbligo di mandato è un principio contrario alla democrazia da Montesquieu in poi e che una persona è innocente sino a sentenza passata in giudicato, la sospensione va bene. Ma a Grillo e i suoi appaiono un po’ in contraddizione con quel che dicevano solo sino a poco tempo fa quando sostenevano che l’avviso di garanzia doveva far scattare immediatamente le dimissioni. I tempi evidentemente cambiano.

antoniomaglie

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