La vendetta divina sulle frequenze di Radio Maria

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-di VALENTINA BOMBARDIERI-

Radio Maria è quella radio che non si capisce per quale ragione, si prende un po’ ovunque. In mezzo alle montagne quando non riesci a sintonizzarti neanche su Isoradio, Radio Maria c’è. Con i suoi 850 ripetitori ha una copertura superiore a quella della Rai. Radio Maria è quella radio che a volte sarebbe meglio se non ci fosse. Perché sinceramente di certe sue spiegazioni delle catastrofi contro cui molti nostri connazionali quotidianamente combattono, faremmo volentieri a meno.

Il direttore, Padre Fanzaga, è colui che ha definito le famiglie arcobaleno “sporcizia” e che in occasione di Vatileaks ha sostenuto che i giornalisti Emiliano Fittipaldi e Gianluigi Nuzzi sarebbero “da impiccare”, dimenticandosi non solo dei concetti di carità cristiana che dovrebbero ispirarlo, ma anche del rifiuto opposto dai paesi democratici europei (l’Italia sembra essere ancora tale) all’utilizzo della pena di morte in ossequio al principio del recupero dei reprobi (vade retro, Beccaria). Attaccò Fittipaldi e Nuzzi, autori dei due libri che hanno fatto tremare il Colonnato del Bernini. «Voglio semplicemente dire, a chi ha venduto i documenti, a chi li ha comprati… dico loro che Giuda dopo aver concluso l’affare andò ad impiccarsi». In realtà, qualche dubbio sulle motivazioni di quel famoso suicidio è stato sollevato da alcuni storici e da alcuni vangeli apocrifi anche perché tra i discepoli di Cristo, Giuda era l’unico dotato di buona cultura e per giunta piuttosto ricco, di trenta denari (somma irrisoria anche per l’epoca) non avrebbe saputo che farsene. A febbraio scorso sempre in ossequio ai principi di cristiana carità, augurò la morte alla senatrice Monica Cirinnà, relatrice del testo della legge sulle Unioni Civili: «Brinda a Prosecco alla vittoria. Signora, arriverà anche il funerale». Come se lui fosse immortale.

Il Nostro si volle cimentare anche con il terremoto d’Abruzzo, alla sua maniera, ovviamente, sempre carica di carinerie, carità, pietas umana: “Tragedia voluta dal Signore, il Signore che voleva far partecipare il popolo abruzzese della sua sofferenza durante la settimana santa di passione prima della Pasqua”. Nel nostro simpatico commentatore, il Signore non è circonfuso di luce, ma di tenebre: è sempre il Dio che, spadone tra le mani, punisce, non quello di Maria Maddalena, che perdona. Evidentemente deve essersi perso qualche passaggio della dottrina rivisitata da Papa Francesco, a cominciare dal fatto che è stato organizzato un Anno Santo straordinario e lo si è dedicato alla Misericordia, esattamente la qualità che in lui sembra difettare.

Ora l’ultima (si spera) boutade. Mentre il terremoto metteva in ginocchio l’Italia centrale lui ha dato sfogo alla sua visione oscura, vendicativa, millenaristica della religione: Il terremoto è un castigo divino che si è abbattuto sul Paese a causa dell’approvazione delle unioni civili. “Dal punto di vista teologico questi disastri sono una conseguenza del peccato originale, e quindi si possono considerare come castigo del peccato originale, anche se la parola non piace”. Attenti a mangiare le mele, soprattutto le annurche, ottime in questa stagione.

La redazione di Radio Maria smentisce che a pronunciare queste parole sia stato Padre (di chi?) Livio. “Sono di un conduttore esterno, fatte a titolo personale, che non rispecchiano assolutamente il pensiero di Radio Maria a riguardo”, spiega l’emittente. Dichiarazioni, in ogni caso, arrivate dopo quelle analoghe del viceministro israeliano per il quale la punizione non era da addebitare alle unioni civili bensì al voto italiano in sede Unesco favorevole a una visione molto parziale di Gerusalemme come testimonianza di una sola cultura (palestinese) e quelle del giornalista televisivo Antonio Socci che ha rinfacciato al Papa di omaggiare Lutero anziché starsene in Vaticano a chiedere la protezione della Madonna per l’Italia (e anche su Lutero ci sarebbe qualcosa da dire ma Socci non gradirebbe visto che all’epoca avrebbe fatto parte di coloro, le alte gerarchie poco inclini a raccogliere gli inviti a una certa austerità di costumi soprattutto economici, che lo spinsero a uno scisma che non avrebbe voluto né aveva programmato).

Se l’andazzo è questo (simile a quello che induce un po’ tutti gli eserciti in guerra a ritenersi guidati dalla mano di Dio o di un dio) allora in base al Corano le donne devono attendersi una punizione divina perché non coprono il volto. E poi perché dovrebbero essere “vendicate” solo le unioni civili? Chi non va a messa la domenica, allora? Certo, si sarebbe anche tentati di ricordare coloro che poi a messa ci vanno, si battono tre volte il petto (mea culpa, mea culpa, mea maxima culpa), a volte recitano pure il rosario e poi, all’uscita dalla Chiesa, si abbandonano alla violazione di buona parte dei dieci comandamenti, a cominciare dai più compromettenti. Sempre però da buoni cristiani come Padre Fanzaga. Se il principio è la punizione, dobbiamo, allora, giungere alla conclusione che Dio punisce con ogni tipo di doloroso imprevisto: gli incidenti stradali, le malattie (anche se la cosa potrebbe apparire un po’ in contraddizione con il conforto da garantire agli ammalati). Persino il traffico del mattino potrebbe essere il segno tangibile (o tangenziale: quella di Roma è terribile) di una trasgressione insopportabile per chi dal Cielo guarda e colpisce.

Una visione allo stesso tempo surreale e superstiziosa: l’idea di un Dio che ci guarda e ci percuote con un nodoso bastone in mano, che colpisce l’umanità in maniera casuale dando libero e incontrollato sfogo alla sua ira, seminando morte e disperazione anche tra chi non ha fatto assolutamente nulla se non cercare di mantenersi in vita, più o meno dignitosamente.

Se questo Dio esistesse realmente, forse fulminerebbe tutti voi che vi permettete di tirarlo in ballo con simili idiozie, voi veri bestemmiatori, che lo nominate invano solo per dare libero sfogo ai fantasmi oscuri che popolano la vostra mente e, probabilmente, anche la vostra anima. Voi che non mostrate alcuna clemenza nei confronti della gente che soffre ma poi risolvete tutto nel chiuso di un confessionale, con un paio di Padre Nostro e tre Ave Maria. Perché poi predicare è semplice, almeno quanto il vostro razzolare male.

Alla prossima, sempre che dopo questo articolo, Dio non mi fulmini.

Valentina Bombardieri

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