Lavoratori in allarme: Calenda pensa a “Lavoro 4.0”

IMG_8453.JPG

Nubi scurissime si addensano sulla testa dei lavoratori.Quasi all’unisono il ministro della Confindustria, Carlo Calenda, e il ministro dell’economia (più o meno domestica), Pier Carlo Padoan, hanno annunciato di volersi dedicare al “lavoro 4.0” e alla “Pubblica amministrazione 4.0”. Calenda, ad esempio ha spiegato che “dopo Industria 4.0 serve il lavoro 4.0”. Gli ha fatto eco Padoan: “Se Calenda ha parlato di lavoro 4.0 io parlo anche di pubblica amministrazione 4.0 perché è l’altra faccia della medaglia per la trasformazione del sistema”. Ovviamente questi intendimenti Calenda li ha manifestati nella sua sede, dal suo punto di vista, più propria: un convegno della Confindustria. Considerato che al momento l’unico intervento sul lavoro di questo governo è stato il Jobs Act, la preoccupazione appare più che fondata. Anche perché il ministro ha fatto sapere che bisogna “adattare il personale” alle esigenze del mercato del lavoro. E l’unica maniera possibile sembra essere quella di comprimere un po’ di più i salari (come da dottrina sociale confindustriale), allungare gli orari di lavoro cancellando tutto il cancellabile, semmai invitare i lavoratori a versare un periodico obolo al datore di lavoro per consentirgli di rimanere al suo posto, e, alla fine, cancellare i diritti (piuttosto pochi) che sono sono rocambolescamente sopravvissuti alla gelata del Jobs Act.

fondazione nenni

Via Alberto Caroncini 19, Roma www.fondazionenenni.it

Rispondi