Pensioni, l’Inps descrive la miseria di massa

IMG_8412.JPG

-di SANDRO ROAZZI-

Non sono passati che pochi giorni dagli annunci sulla 14ma per i pensionati che rispuntano implacabili i dati sui redditi da pensione targati Inps: il 40% di essi naviga sotto i mille euro. Non solo, il 48% delle donne si trovano in queste condizione, quasi il 30% gli uomini. A questo punto verrebbe da dire che la…gratifica governativa finisce per diventare più un modo per lavarsi la coscienza che altro, per giunta in assenza di interventi riformatori reali in grado di restituire dignità a questa parte della società  che ha contribuito, e forse non poco, a tenere in piedi la nostra economia.

Probabilmente la strada da seguire resta quella di definire un progetto pluriennale di rivalutazione dei redditi da pensione, cui potrebbe dare nel frattempo un buon sostegno una riforma IRPEF che contenesse sul serio caratteri di equità. Di tutto questo non c’è traccia per il momento.

Ne risulta essere all’ordine del giorno di futuri confronti fra Governo e parti sociali. Certo, lo scenario dell’Inps si propone mentre proseguono le punzecchiature polemiche del suo Presidente Boeri che non facilitano una riflessione serena ma concreta sulla questione. Eppure dopo aver messo le mani nel sistema pensionistico per anni, ossessionati dai problemi di equilibrio nei bilanci, questo Paese non e’ ancora in grado di fornire a milioni di anziani prospettive che siano in grado almeno di eliminare incertezze ed angosce.

C’è da domandarsi se questo sia un modo civile di procedere. Certo, si pone inevitabilmente un problema di risorse quando si affrontano questi temi. Ma in realta’ le attenzioni della politica puntano altrove. E non solo verso l’ora X del referendum. E così mentre si attende di sapere se il numero delle sanatorie nei riguardi degli esodati toccherà le due cifre ( come nel caso dei ..bomber del calcio, redditi a parte), nessuno sa spiegare, o vuole, dove sta scivolando sul piano della tenuta sociale questo Paese.

Ad esempio quali reali tipi di welfare e di sistema sanitario si stanno delineando con la propensione a spostare verso il privato, ma quasi surrettiziamente, pezzi di questi basilari sistemi sociali. Ma se davvero ci sarà uno smottamento verso questa direzione come meravigliarsi allora se nel frattempo si scelga di tacitare gli anziani, tagliati fuori in buona parte da questi processi, con qualche marginale beneficio?

Le mutazioni in corso inoltre rischiano con il passare degli anni di complicare ancor più la situazione. Basti pensare a quello che avverrà nel mondo del lavoro nei prossimi anni sotto la spinta della innovazione: posti di lavoro cancellati, nuove professioni, nuova precarietà, nuove élite, insomma un vero e proprio rimescolamento delle carte economiche e sociali.

In questo contesto se si vuol fare qualcosa per evitare che l’Inps continui a sciorinare cifre di miseria incombente per i pensionati , si dovrebbe agire tempestivamente. Ma se non ci sarà  la necessaria sensibilità  etica e politica in circolazione, quelle cifre finiranno per diventare un costante ma sterile atto di accusa verso la attuale classe dirigente. Conclusione ad oggi non improbabile.

fondazione nenni

Via Alberto Caroncini 19, Roma www.fondazionenenni.it

Rispondi