Moscovici apre sulla flessibilità ma non è tutto oro ciò che luccica

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-di SILVANO MINIATI-

Che siamo davvero in una condizione disperata, lo dimostrano i giornali di questa mattina. Le dichiarazioni di Moscovici sulle flessibilità da concedere all’Italia stanno suscitando grande clamore e stanno anche contribuendo a tirare su il morale soprattutto per coloro che non hanno capito che le grandi quantità di farmaco non possono essere distribuite col contagocce o gestendo i rapporti politici come se ci trovassimo in una sala giuochi.

Sia chiaro che, il fatto che Moscovici assuma un atteggiamento più aperto sulla questione della flessibilità e degli immigrati non può che fare piacere. Moscovici è un socialista francese e questo un po’ incide sul mio gradimento.
E’ davvero importante che a proposito delle richieste dell’Italia sulla possibilità di agire incrementando il deficit generale, non si risponda in tedesco o in olandese con il classico “all’Italia abbiamo già dato”.

Quello che ha detto Moscovici non va enfatizzato. Si tratta di affermazioni che migliorano il clima nei rapporti tra l’Italia e l’UE, ma in concreto non cambiano assolutamente niente, almeno al momento.
Il fiume di parole e di commenti positivi che le dichiarazioni di Moscovici hanno suscitato la dice lunga sul fatto che si possa continuare con smaccata incoscienza a sostenere ad ogni pie sospinto che i soldi gli abbiamo, e che se l’Europa non è d’accordo, noi, certe cose, le facciamo lo stesso. Su questo piano, se leggiamo attentamente le dichiarazioni del nostro governo, finiamo per sentirci molto più inglesi che europei. E’ chiaro però che si è trattato di discorsi campati in aria, poiché è evidente che da soli, non siamo in grado di fare assolutamente niente di tutto quello che abbiamo promesso e non realizzato in questi anni. Lo stato generale dei nostri conti lo dimostra.

Moscovici, ripeto, è francese anche socialista. Ci ha detto alla fine che le regole generali andranno comunque rispettate. Aggiungendo nella sua dichiarazione un inciso che io non sottovaluterei affatto. Moscovici ha affermato che necessita aiutare l’Italia perché è un paese importante a rischio di populismo. Certo, il rischio populismo non va sottovalutato in nessuno dei paesi europei.

Aiutare l’Italia a difendersi dal populismo può anche significare paese da prendere per mano. Moscovici non ha detto affatto che aiutarci significa difendere la nostra dignità e la nostra autonomia.
Rileggendo le sue dichiarazioni infatti, tornano in mente quelle ben più forti che abbiamo ascoltato quando il “paese a rischio” e quindi da aiutare era la Grecia. In quanto importante per il ruolo da svolgere in Europa.

Oggi, la realtà è sotto gli occhi di tutti. Il rischio populismo in Grecia non è affatto sparito, la Grecia, sì.
Credo che dobbiamo pensarci bene prima di attaccarci ai Moscovici di turno o comunque ad altri presunti salvatori. Non sono le dichiarazioni che ci possono salvare, ma solo i fatti e soprattutto la nostra capacita di diventare consapevoli che quando si è nel pantano fino al collo, la prima norma elementare alla quale rimanere fedeli è quella di non aprire bocca e questo vale per tutti noi. Sicuramente dovrebbe valere anche per coloro che pensano addirittura che in mezzo al pantano, si possa mettersi a cantare.

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