Lavoro per i giovani. Annunci e passi indietro.

a

-di SANDRO ROAZZI-

Ha fatto scalpore la notizia che oltre 100 mila persone, molti giovani, sono espatriate per cercare un futuro ed un lavoro degno di questo nome all’estero.  Anzi,  c’e’ anche chi  ha incitato i nostri giovani a seguire l’esempio. L’Italia e’ bella ma e’ anche un Paese…sciagurato, si e’ affermato con sussiego. Un invito che pero’ assomiglia piu’ ad uno scarico di responsabilita’ che alla valorizzazione del principio della libera circolazione. In un Paese che risulta fra i piu’ vecchi del mondo i giovani e le loro attitudini a vivere nella societa’ tecnologica e scientifica  dovrebbero essere una risorsa da tenere ben stretta. Ma in realta’ l’Italia sembra essere abbonata ad azioni che scoraggiano i giovani a scommettere sul loro Paese. Si prenda l’esempio dell’apprendistato: in Germania e’ una delle porte principali per l’ingresso dei giovani al lavoro. In Italia secondo dati della Cgia dal 1970 al 2015 e’ crollato del 43%. Senza mai essere stato negli ultimi anni  un veicolo privilegiato per pilotare i giovani nelle imprese. Una lenta erosione che rispecchia anche le trasformazioni (in peggio) della scuola e che ha accelerato durante la recessione. Questo crollo non ha solo significato minori opportunita’ per i giovani ma anche distruzione di mestieri e di sapere. In particolare dal 2009 al 2015 le imprese artigiane, secondo Cgia,  hanno registrato un. ..cedimento del ricorso all’apprendistato del 45%. Anche in questo caso le costruzioni segnalano la performance peggiore (-65%) in linea con gli anni bui di questo settore, ma anche altri comparti hanno accusato cali notevoli, quello delle attivita’ finanziarie – aspetto davvero singolare – addirittura del 54%.  Si e’ sempre accusato l’apprendistato di soggiacere a normative complesse e farraginose. Poco “benedetto” da agevolazioni come per altre dinamiche presenti nel mercato del lavoro.  Di conseguenza gli ultimi Governi si sono fatti un vanto di misure che dovevano rendere l’apprendistato nuovamente appetibile.  Se questo e’ il risultato…Un percorso simile l’ha sperimentato negli anni un altro pilastro…mancato dell’avvio al lavoro: il collocamento. Oggi la riforma varata, ma chissa’ quando operativa,  dovrebbe tentare di mettere in contatto offerta e domanda secondo i dettami della modernita’. Ma sospendere il giudizio in attesa…di notizie e’ il minimo. Nel frattempo domandarsi il perche’ i giovani scappano finisce dopo queste considerazioni per rivelarsi  un esercizio inutile. Anche se da parte di qualcuno si sottolinea anche il nodo di un approccio “faticoso”  con il lavoro come uno dei problemi che complica le scele dei giovani. . In parole povere l’apprendistato sarebbe un ripiego, il presentarsi agli uffici per il lavoro una fatica vana, forse anche umiliante. Sarebbe allora utile compiere uno sforzo anche culturale per ridare un piu’ forte valore alla parola lavoro. Ma per far questo bisognerebbe liberarsi di alcune ubriacature del recente passato: il mito del successo facile,  il titolo di studio come un talismano, l’individualismo piu’ egoista come chiave, cinica,  per l’affermazione personale. E non ultimo l’esempio di classi dirigenti chiuse in una logica di appartenenza esclusiva che, fra l’ altro ridimensionano il ruolo dei corpi intermedi oltre i loro ritardi. L’Italia del benessere di cui ancora avvertiamo i benefici (calanti), non e’ certo stata realizzata con questi presupposti.  Sarebbe bene ricordarlo e ricordarselo qualche volta.

fondazione nenni

Via Alberto Caroncini 19, Roma www.fondazionenenni.it

One thought on “Lavoro per i giovani. Annunci e passi indietro.

  1. E’ una analisi puntuale dello stato del nostro paese dove, la nuova politica del battutismo, di tanto in tanto iniziano le chiacchiere, infrastrutturali, sullo stretto di Messina.

Rispondi