Presidenziali Usa, la corsa degli antipatici

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-di LUIGI TROIANI-

Nella serata americana di lunedì 26, quando in Italia sarà notte piena, Hillary Clinton e Donald Trump si affronteranno in singolar tenzone per 90’, nel primo dei tre dibattiti televisivi presidenziali (gli altri avverranno il 9 e il 19 ottobre). Li modererà Lester Holt, Anchor di NBC Nightly News, davanti a pochissimi studenti di Hofstra University scelti a sorteggio, e l’immensa platea televisiva nazionale e mondiale. La partita sarà giocata sulla lunghezza dei 6 tempi, di 15 minuti ciascuno dedicati a temi diversi. In teoria Clinton, immensamente più dotta e capace, dovrebbe stendere l’avversario che in campagna ha confermato di essere presuntuoso e ignorante. Ma il risultato dei match, notoriamente, lo si conosce al termine. Nell’attesa, qualche considerazione che difficilmente sarà smentita dal dibattito di lunedì notte.

1) L’America ha mostrato, in questa campagna presidenziale, una faccia più “estrema” del consueto; sui tre concorrenti rimasti in lizza sin quasi alle nomination, due, Bernie Sanders democratico e Donald Trump repubblicano, rappresentavano le posizioni rispettivamente più a sinistra e più a destra dei loro partiti. Non è un buon indizio per Clinton, esponente dell’establishment centrista. Disoccupazione giovanile, ingiusti arricchimenti speculativi, terrorismo islamista ci hanno messo del loro nel creare negli elettori l’aspettativa del giustiziere.

2) Gli elettori saranno, al solito, in pochi. Può con ragionevolezza affermarsi che tantissimi tra di loro andranno a votare contro il candidato detestato, non per un candidato amato. I contendenti hanno fatto il pieno di antipatizzanti, il che getta un’ombra sulla prossima Casa bianca: non sarà gradita alla maggioranza dei cittadini, comunque vadano le cose.

3) Hillary ha dalla sua il vantaggio di essere stata sponsorizzata da due presidenti, Obama e Clinton. Offre anche la garanzia di avere accanto il marito Bill, stimato e apprezzato dagli americani. Trump, scansato dal vertice repubblicano, userà quegli appoggi come segno di debolezza dell’avversaria, tutele che confermerebbero l’incapacità della donna a guidare con forza la macchina dello stato e delle quali lui non ha avuto e non avrà bisogno.

4) Trump è così impresentabile che chi pubblica i risultati delle inchieste sulle intenzioni di voto, si sente in obbligo di spiegare che, vergognandosi in tanti di dirsi elettori di Trump, i numeri vanno presi con le molle. Accadrà anche lunedì notte dopo il dibattito. Faccia attenzione Clinton, che sinora ha goduto di poll in genere più favorevoli.

Se i colpi della polmonite non ne avranno infiacchito la tempra, Hillary, lunedì notte, dovrebbe avere la capacità di far cadere l’avversario in una delle tante trappole che può facilmente tendergli, tanta è la sua impreparazione e istintività. Se non ci riuscisse, allora sì, il suo staff dovrebbe iniziare a preoccuparsi.

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