Festa dell’unità a Catania, operaio morto a Piacenza : “di nuovo a Reggio Emilia…”

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-di MAURIZIO BALLISTRERI- 

 

“…Di nuovo a Reggio Emilia di nuovo là in Sicilia sono morti dei compagni per mano dei fascisti di nuovo come un tempo sopra l’Italia intera fischia il vento e infuria la bufera…”: è una strofa di una canzone di Fausto Amodei dal titolo “Per i morti di Reggio Emilia”, che ricorda l’uccisione, il 7 luglio 1960 nel corso di una manifestazione sindacale contro il governo Tambroni (un monocolore democristiano con il determinante appoggio esterno del Movimento sociale), che aveva concesso al partito neofascista la città di Genova (medaglia d’oro della Resistenza) come sede del congresso nazionale.


Sono gli anni dello “scelbismo”, dalnome del ministro degli Interni dei governi centristi, il siciliano di Caltagirone (il paese di don Sturzo) Mario Scelba, con i reparti mobili della muniti di camionette, che caricavano i manifestanti della Cgil e dei partiti di sinistra, socialista e comunista, con gravi violazioni delle libertà costituzionali e del diritto di sciopero.

Quel clima, spazzato via dal centrosinistra con il Psi al governo e, successivamente, dall’autunno caldo sindacale del 1969, è sembrato drammaticamente riemergere in questi giorni, dopo che le forze dell’ordine hanno impedito a manifestanti di sinistra e dei sindacati di base di contestare il premier Renzi in occasione della Festa dell’Unità a Catania, mentre un operaio di Piacenza è stato travolto da un camion che ha forzato un picchetto sindacale ad un’azienda.

Qualcuno ha accostato l’attuale ministro degli Interni Angelino Alfano a Scelba. Le analogie non mancano: entrambi siciliani e democristiani orientati a destra, considerato che il primo era il pupillo di Berlusconi, ma con un contesto politico che è profondamente mutato. Mentre Scelba era ministro in governi di centro, in cui la Dc costituiva l’asse centrale e che sovente, per liberarsi dai limiti programmatici che socialdemocratici e repubblicani indicavano, si appoggiava a missini e monarchici, Alfano è alleato del Pd, il partito guidato da Renzi erede di una parte della tradizione comunista e dei cosiddetti “democristiani di sinistra”.

E’ davvero un paradosso che dei manifestanti siano stati caricati dalle forze dell’ordine in occasione della Festa dell’Unità. Già le Feste dell’Unità, in cui, nella prima Repubblica, leaders come Togliatti e Berlinguer parlavano a masse oceaniche composte essenzialmente da operai; oggi, nella transizione verso la terza Repubblica, a quelle feste gli operai vengono caricati: povero Antonio Gramsci, fondatore del partito comunista e del giornale “l’Unità”!

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