State sereni, il ministro Padoan è tornato

image.jpeg

-di SILVANO MINIATI-

Come ogni estate, il ritorno dalle ferie coincide con l’appuntamento di Cernobbio. Guardandosi attorno, il panorama che ci circonda è sicuramente dei peggiori. I guai procurati dal terremoto hanno colpito in maniera drammatica intere popolazioni del centro Italia. Ci troviamo però tutti in buona compagnia nel sostenere che questa deve essere davvero l’ultima occasione perduta. Non c’è sicuramente cittadino che in queste ore non sostenga che è venuto di voltare pagina. Le ammissioni che i guasti prodotti dal terremoto sono conseguenza diretta delle nostre inadempienze sembrano diventate acquisizioni generali.

La sottoscrizione sta dando risultati davvero eccezionali dimostrando ancora una volta la nostra generosità unita al desiderio di archiviare rapidamente anche i nostri sensi di colpa. Si moltiplicano così i convegni, le passeggiate dei ministri, e sottosegretari e anche di cardinali e vescovi, tutti ovviamente disposti a esprimere il loro sdegno per quanto è successo che, si riconosce, poteva essere evitato.

In un paese dove i mass media hanno ruolo fondamentale, abbiamo scoperto all’improvviso che non esistevano giornalisti d’avvero interessati a conoscere le delibere e gli atti dei comuni che potrebbero in qualche modo essere catalogati nel capitolo prevenzione. Molti di questi giornalisti hanno scoperto leggendo per la prima volta gli atti e le delibere dei comuni gli errori e le violazioni compiuti. I governanti di qualsiasi colore e livello ritengono di avere risolto o almeno tacitato le loro colpe scaricando molte responsabilità a Vasco Errani.

Vasco Errani confinato frettolosamente nel dimenticatoio quando fu presa la palla al balzo di atti giudiziari campati in aria e che viene oggi ripescato per soddisfare le esigenze di presentare al pubblico che chiede chiarezza e trasparenza volti di persone credibili perché serie e competenti. Persone che si ritiene dovrebbero essere all’altezza del compito di mettere a disposizione competenza e coerenza e soprattutto attenzione al bene comune. Mentre il circo mediatico si muove tra una scossa di terremoto e l’altra, piovono incessantemente messaggi e messaggini telematici con i quali i soliti noti ci ripetono che tutto va bene e che è chiaro che l’Italia è comunque un grande paese.

Mentre noi ci attendiamo da Cernobbio un messaggio di chiarezza o comunque qualche brano di verità, arriva il solito Ministro Padoan, ormai consegnato alla storia come l’inventore assieme a Renzi e a Poletti di una politica economica e sociale che tanti guasti ha prodotto nel nostro paese. Il messaggio che il nostro ministro ripete comodamente seduto sui divani di Cernobbio è quello noto. Tutto va bene e anche i dati di oggi dell’Istat lo dimostrano (se lo dice lui).

Di fronte a tanta dabbenaggine che potremmo definire anche arroganza viene spontaneo chiedersi se è Padoan che non capisce più niente o se con il passare del tempo non ne azzecca più una. Salvo che non siamo noi i responsabili di tali fraintendimenti. Se prendiamo per buono che è Padoan che non ne azzecca più una, dobbiamo anche mettere in conto che la regola vale anche quando il Ministro parla di banche, di stato sociale o di pensioni. In quel caso può succedere che i giovani ivi compresa la figlia di Padoan che auspicano un avvenire migliore non abbiano nessuna ragione per essere ottimisti.

fondazione nenni

Via Alberto Caroncini 19, Roma www.fondazionenenni.it

Rispondi