M5s, a Roma da “onestà, onestà” a “fedeltà, fedeltà”

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A Roma, sembra che i nuovi “padroni” del Campidoglio, cioè quelli che vogliono restituire la politica ai cittadini, nel frattempo abbiano cominciato a “distribuirla” tra parenti, amici, fidanzati, mamme e figli. In sostanza, i posti di “seconda fila” (quelli di prima, cioè dell’area più prossima al sindaco dove peraltro c’è già stata bagarre) che riguardano i numerosi municipi capitolini, sarebbero stati oggetto di una divisione in base a regole che il Movimento 5 stelle diceva di combattere. A orientare le scelte non sarebbero il merito, la competenza e i famosi curricula che tanto piacevano a Ignazio Marino, il marziano a Roma, ma altri criteri che vanno dalla contiguità con qualche leader locale, alla fedeltà garantita, all’obbedienza certa. Insomma, se la sera del trionfo elettorale si scandiva lo slogan “onestà, onestà”, ora si starebbe passando a un più prosaico “fedeltà, fedeltà”.

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