Le donne cambiano la carta geografica del potere

 

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-di VALENTINA BOMBARDIERI-

In Germania Angela Merkel dal 2005 guida la prima potenza economica europea. Prima donna ad accedere al cancellierato.
In Croazia Kolinda Grabar Kitarovic ministro degli Affari Esteri è stata eletta presidente nel gennaio 2015: prima donna in quell’area a essere eletta presidente col suffragio universale. In Lituania Dalia Grybauskaite ricopre la stessa carica dal maggio 2009, esordio assoluto in quel paese baltico. Marie-Louise Coleiro Preca presiede la Repubblica a Malta. Erna Solberg è invece primo ministro in Norvegia. In Polonia Beata Szydlo è diventata premier a novembre 2015 succedendo a Ewa Kopacz. In Bangladesh Sheikh Hasina Wajed, primo ministro da inizio 2009, ha nuovamente ricevuto l’incarico a gennaio 2014 per un altro quinquennio. Aung San Suu Kyi è capo del governo de facto in Birmania. Park Geun-Hye, eletta a dicembre 2012 per un mandato di cinque anni, è la prima donna presidente della Corea del Sud, privilegio riservato anche dal parlamento nepalese nel 2015 Bidhya Bhandari, un esordio assoluto in un ruolo essenzialmente simbolico. In Cile dopo il mandato 2006-2010, Michelle Bachelet è stata rieletta nel dicembre 2013.

Il record mondiale di permanenza al vertice dello stato lo detiene (per diritto ereditario) la Regina Elisabetta II, salita al trono britannico nel 1952. Theresa May, che si accinge ad assumere la guida del governo britannico allunga la lista delle donne al potere contemporaneamente negli Stati Uniti si potrebbe essere prossimi alla prima volta di una donna alla Casa Bianca, Hillary Clinton, a cui era stata affidata la politica estera.

Più di cinquant’anni fa Sirimavo Bandaranaike divenne primo ministro dello Sri Lanka in seguito all’assassinio del marito nel 1960; quasi quaranta fa, invece, toccò a Isabelita Peron ascese al rango di Capo di Stato dell’Argentina nel 1974, sempre dopo la morte del marito, Juan Domingo: la storia, però, ha dimostrato che non si trattò di un giorno felice per quel paese sudamericano. Storie che hanno dato il via all’accesso delle donne nella politica mondiale. In Italia le amministrative sono state stravinte da Virginia Raggi e Chiara Appendino ma per quanto riguarda il governo siamo ancora indietro.

Gli studi sul ruolo delle leadership al femminile aumentano. Le donne al potere eccellono rispetto agli uomini. Delle ricerche condotte dal settimanale “L’Espresso”, dimostrano che in politica quando a governare è una donna i crimini legati alla corruzione scendono mentre l’efficienza della cosa pubblica sale; inoltre le donne al vertice riescono a ottenere più fondi dall’amministrazione centrale e a spenderli meglio. Dati che non dovrebbero stupire, visto che è noto che le donne statisticamente commettono meno crimini degli uomini.

I dati di Forbes dicono che in Europa la crescita economica è maggiore laddove è più robusta la presenza di donne manager nei consigli di amministrazione: le società con board a maggioranza femminile sovrastano la concorrenza del 42% nei profitti e del 66% nel ritorno del capitale investito.

Vari studi hanno dimostrato che tra le doti delle donne leader ci sono in particolare: empatia, comunicazione, vision, prospettiva e maturità. Quindi spazio alle donne.

Valentina Bombardieri

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