Perché è un’occasione l’efficientamento energetico

Pescia (Pistoia, Tuscany, Italy) - Houses of various colors. Windows

-di GIANMARIO MOCERA-

Le ESCo sono imprese che si occupano della ristrutturazione energetica degli edifici pubblici e non, intervengono sugli immobili per migliorarne l’efficienza energetica, usando un mix d’interventi capaci di portare un’immobile da classe F in classe A.

Intervengono con dei materiali isolanti, coibentazioni, cappotti, istallazione d’impianti fotovoltaici, s’interviene sui serramenti, sull’illuminazione usando lampade a basso consumo energetico, sono istallate caldaie termiche molto innovative, insomma tutte attività che hanno come unico scopo quello di  abbattere i consumi di energia dell’immobile, della casa.

Il suo modello organizzativo prevede la partecipazione ad aste pubbliche, indette per la ristrutturazione degli immobili di proprietà degli enti stessi, generalmente il contratto prevede che la ESCo si accolli i costi della ristrutturazione, attraverso un mutuo concesso dagli istituti di credito.

Il pagamento dell’opera viene effettuato con la voltura della bolletta energetica, in questo modo l’ente continuerà a pagare la bolletta energetica, come se non avesse mai ristrutturato e lo farà per tanti anni, cosi come previsto dal contratto che è stato stipulato con la ESCo, quindi la remunerazione dell’imprenditore è il risparmio energetico che avrà generato con la ristrutturazione.

Alcune considerazioni sulla struttura delle ESCo, non sto facendo uno spot, ma approfondire il funzionamento di queste società ci permette una visuale più ampia del sistema. E’ evidente che sono competitive se sono grandi, essere grandi facilita l’accesso a mutui consistenti dalle banche, in cerca sempre di continue garanzie per erogare e concedere credito, in ogni caso sono società fortemente indebitate e l’equilibrio finanziario spesso non permette di crescere e sviluppare un’attività che ha come scopo l’abbattimento dei consumi. 

Una  ESCo senza credito di fatto non è un impresa, nonostante svolga un’attività economica interessante, tesa  al risparmio energetico e alla valorizzazione degli immobili. 

Partivamo da un presupposto, un incipit o meglio una certezza, dal 2019, per effetto di normative Comunitarie, costruire edifici residenziali usando un suolo nuovo costerà di più, così come le nuove case dovranno essere passive cioè a consumo zero.

La Comunità Europea chiede agli Stati Membri d’intervenire sul vecchio patrimonio immobiliare, costruito senza criteri di efficienza energetica, tant’è che si stima che il 90% degli edifici pubblici e privati sono in classe F, ad alto spreco energetico, questo non è solo un fenomeno italiano, sono interessati tutti i Paesi aderenti, milioni, miliardi di euro di combustibile vario bruciati inutilmente ogni anno, contribuendo a peggiorare l’aria delle nostre città in modo sensibile.

Abbiamo un’occasione importante economica e politica  su cui concentrarci, il rinnovamento e l’efficientamento energetico  degli edifici pubblici e privati, rappresenta una grande occasione.

Il rinnovamento delle periferie delle grandi città significa riqualificare e valorizzare quei luoghi, quelle periferie dimenticate da tutti, tema dibattuto molto nelle recenti campagne elettorali per il Sindaco delle grandi città.

  L’occasione può essere importante e il primo punto di forza è rappresentato dagli sgravi fiscali, aumentati con il tempo in modo rilevante, già da qualche anno lo Stato promuove le ristrutturazioni immobiliari (55%) e poi con il secondo governo Prodi si è aggiunto la ristrutturazione energetica, con potenti sgravi fiscali, si è passati da un 36% dei primi anni del 2000 a 65% previsto fino a fine 2016. Che cosa accadrà nel 2017? Il Governo Renzi prorogherà ulteriormente la quantità e la qualità degli sgravi? Tutte domande che dovranno trovare risposta nel prossimo documento finanziario ed economico del Paese.

Ritengo, tuttavia, che non solo è auspicabile il mantenimento degli sgravi, ma si dovrebbero dare indicazioni più lunghe nel tempo, è difficile programmare prestiti senza saper in anticipo, almeno per quanto dura il prestito, a quanto ammonta ciò che devo pagare al netto degli sgravi.

Secondo punto di forza è rappresentato dal risparmio energetico che si realizza, passare da classe di rendimento F a classe di rendimento A si hanno sensibili riduzioni di costi energetici e miglioramenti importanti sulla tenuta termica della casa, quindi al risparmio fiscale si unisce il risparmio energetico.

Terzo punto di forza, apparentemente invisibile, a breve termine, è la riduzione di emissioni nocive nell’aria, è interesse comune ridurre la quantità di agenti nocivi nell’aria che respiriamo, il continuo aumento di emissioni di CO2 sono la principale causa di malattie respiratorie, delle dermatiti e causa di molti tumori, aspetto che da solo dovrebbe spingerci ancor di più a lavorare per ridurre la nocività che provochiamo al “sistema vita“ nel pianeta.

Quarto elemento di forza è quello che le ristrutturazioni degli immobili attiva i germi per una ripresa del lavoro in edilizia e nell’indotto, a titolo di esempio, nella sola Milano e solo nel settore edile, dati Cassa Edile, si è passati da oltre 40.000 addetti nel settore a 20.000 nel giro di pochissimi anni, nonostante i cantieri di EXPO, City Life e i grattacieli di Porta Nuova.

La crisi economica, non ancora superata, ha messo in luce come il settore edile sia uno dei primi a fermarsi, trascinando dietro un consistente numero di attività complementari, ferro, legno, sabbie, meccanica specifica, movimento terra, laterizi, piastrelle, vernici, marmo, ecc. La ripresa del settore, anche diversificato, nella forma ESCo, può nella valorizzazione termica degli immobili,  generare un effetto keynesiano importante.

Quali i punti di debolezza? In primo luogo la crisi economica, occupazionale e di reddito che ha colpito l’Europa e in modo particolare il nostro Paese. La disponibilità di risorse economiche è andata scemando in modo preoccupante e non ha permesso agli italiani di mettere in cantiere spese strutturate come un mutuo, piuttosto, abbiamo osservato un fenomeno d’indebitamento o sovraindebitamento attraverso piccoli finanziamenti, più di uno contemporaneamente e per beni spesso non così fondamentali. 

Il secondo punto di debolezza è il credito, stretto anch’esso dalla crisi economica, oggi le banche sono molto più attente, si concedono finanziamenti attraverso garanzie, ed in un momento di crisi spesso gli individui non sono in grado di esibirle, neanche con un parente.

Insomma le banche stanno usando vecchi paradigmi, ti do credito se hai garanzie e le garanzie sono generalmente rappresentate da una busta paga di dipendente assunto a tempo indeterminato, oggi condizione che riguarda la metà dei lavoratori italiani.

La difficoltà del credito inibisce gli individui a ipotizzare una ristrutturazione, nella carta, vantaggiosa. Potrei risparmiare, ma non ho accesso semplice al credito, macchina ferma, niente ristrutturazioni, niente risparmio energetico, niente ripresa del settore, aria inquinata, malattie, ecc.

A fronte di queste considerazioni si osserva nel credito un elemento di strozzatura del sistema, determinato in parte dalle banche, ma dal punto di vista tecnico una garanzia è di norma ed è buona prassi per qualsiasi istituto di credito, tuttavia ritengo sia necessario anche un’ulteriore incentivazione e l’unico in grado di farlo è lo Stato e le sue Regioni.

Potrebbero essere istituiti fondi di garanzia sui mutui con procedure di bando pubblico,  gli interessati potranno aderire, i benefici potranno riguardare una minore percentuale nel mutuo, ormai ai minimi storici, del conto interessi e una maggiore facilità nell’erogazione.

E’ possibile realizzare un piano che possa portare benefici al pubblico, alle imprese, ai lavoratori ed ai consumatori con una forte attenzione all’ambiente tutto con risorse limitate, a copertura, a garanzia dei mutui a carico dei cittadini. Può essere un’ importante occasione per muovere le acque stagne dell’economia è poter nei prossimi anni darsi degli obiettivi importanti come quello di ristrutturare il patrimonio immobiliare italiano, contribuire veramente al risparmio energetico e perché no, aria più pulita e prospettiva.

 

fondazione nenni

Via Alberto Caroncini 19, Roma www.fondazionenenni.it

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