Eureka! Il bail in è incostituzionale

Abi

-di SANDRO ROAZZI-

Ora fra l’Europa e le banche italiane spunta la…Costituzione. All’assemblea dell’Abi il presidente Antonio Patuelli dopo aver reclamato un’ Europa “meno  burocratica e più democratica” ha sostenuto che norme del “bail in”   giudicate intangibili dall’Eurogruppo a Bruxelles contrastano con il dettato della Costituzione che “incoraggia e tutela il risparmio in tutte le sue forme…” Alla Costituzione si è rifatto anche il Ministro dell’Economia Piercarlo Padoan quando ha assicurato l’impegno del Governo nei riguardi dei risparmiatori. E lo stesso Ministro come pure il Governatore della Banca d’Italia Ignazio Visco non hanno escluso, con prudenza,  interventi pubblici nel rispetto delle regole europee. 

Lo scopo è quello non solo di evitare rischi “sistemici” ma anche di fare dell’Italia una mina vagante di questa Europa mai tanto divisa sul dopo Brexit. Le banche sono un crocevia fondamentale in questa direzione, contigue come sono all’economia reale ma anche possibili bersagli per i mercati ed obiettivi talvolta a buon mercato per la golosità di taluni investitori esteri. 

Patuelli e Visco si sono però dati da fare per evitare generalizzazioni. Lo fa il Presidente dell’Abi quando ricorda che “tutte le energie bancarie sono orientate in Italia alla ripresa” e il sistema sta innovando, mentre  il Governatore ricorda come gran parte delle esposizioni deteriorate si “concentra presso banche in buone condizioni…nonostante la recessione. Le banche significative con livelli di crediti deteriorati particolarmente elevati… detenevano alla fine del 2015 15 miliardi di sofferenze al netto delle svalutazioni già conteggiate in bilancio”. Insomma il problema è serio ma non siamo all’emergenza. Certo in questa situazione  di fronte ad una platea attenta ma difficile da “coinvolgere” emotivamente le considerazioni di Patuelli e di Visco assumevano un doppio significato: di rassicurazione, ma anche di richiamo al sistema bancario. 

Lo ha fatto il Presidente dell’Abi quando ha  insistito sul tema della trasparenza ed ha condannato  i recenti scandali a danno dei risparmiatori, lo ha fatto Visco quando sostiene che il sistema bancario non è solo ma si deve dar da fare per ridurre i suoi limiti ed i suoi errori. L’immagine delle banche in Italia non è delle migliori e i motivi francamente non mancano , basta chiedere a piccole imprese e famiglie. Insomma la preoccupazione resta forte e si avverte. In modo sintetico, quasi brutale, l’ha resa il Ministro Padoan: dopo Brexit lo scenario è peggiorato, tutto è più complesso. Anche se il dialogo con Bruxelles prosegue intenso. L’incertezza sul futuro è resa anche nell’Assemblea dell’Abi da una Europa sconclusionata ed incapace di distinguere i diversi momenti per soluzioni realistiche ed appropriate. Non a caso Patuelli ha ricordato che aiuti di Stato verso le banche in altri Paesi sono stati nel passato frequenti. Alla Merkel saranno fischiate le orecchie. Mentre oggi si erigono barricate anche contro interventi che Padoan definisce di  “natura precauzionale”. Non la Bce, certo, più flessibile e  neanche quel Moody’s che riduce le previsioni di crescita dell’Europa ma per rischi di “contagio politico”. La partita è in mano ai Governi: faranno gol, agendo assieme ed  impedendo la deflagrazione dell’Europa o si faranno autogol a vantaggio dei nazionalismi in un clima sempre più aggressivo? Il bivio è questo.

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