L’Isola e il Continente, sempre “separati in casa”

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-di ILARIA COLETTI-

L’interrogativo che ci ha tormentato da giorni ha avuto finalmente una risposta: la Gran Bretagna ha scelto di uscire dall’Europa. È stato un testa a testa costante in cui da un primo sondaggio è emerso un vantaggio del “Remain”. Alla fine il referendum sul Brexit si è concluso con il “Leave” che ha prevalso sul suo avversario per veramente un pugno di voti, il 53, 4% contro il 46, 6%.

Nigel Farage, leader dell’Ukip, ha definito il 23 giugno come l’Independence day della Gran Bretagna e commentando i risultati ha asserito “è una vittoria della gente vera, una vittoria della gente ordinaria, una vittoria della gente per bene. Abbiamo lottato contro le multinazionali, le grandi banche, le bugie, i grandi partiti, la corruzione e l’inganno”. Di contro David Cameron, premier britannico e paladino del “Remain”, ha annunciato che a breve si dimetterà perché conscio che ci sia bisogno di una nuova leadership nel nuovo rapporto creatosi tra Gran Bretagna ed Europa. Rapporto che come la storia ci insegna è stato sempre alquanto controverso.

Già 41 anni fa, il 5 giugno 1975, i britannici furono chiamati a votare su questo stesso tema, ma i sudditi di Elisabetta decisero a larga maggioranza, il 67, 2% contro il 32, 8%, di rimanere nella Comunità (allora si chiamava così). La decisione di votare fu presa dall’allora premier laburista Harold Wilson, che come David Cameron era stato da poco rieletto e per cercare di risolvere i dissidi all’interno del suo partito utilizzò il referendum come ultima spiaggia.

Ma se nel ’75 gli euroscettici erano soprattutto i rappresentanti della sinistra interna con numerosi esponenti dell’esecutivo che quindi avevano provocato una divisione interna ai “Labour”; oggi i fautori del “Leave” si annidano soprattutto a destra. All’epoca inoltre i conservatori erano soprattutto europeisti perché attratti dalle prospettive di arricchimento che il Regno Unito avrebbe potuto sfruttare al meglio entrando nel mercato comune. Addirittura Margaret Thatcher, partecipò attivamente alla campagna sulla permanenza della Gran Bretagna nella Comunità europea, prima di diventare un’accanita nemica dell’Europa continentale.

Tempi diversi, risposte diverse. Ma oggi come allora tutto è nato dal controverso rapporto esistente tra le due parti. Rapporto che almeno per ora ha raggiunto un approdo negativo.

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