Ripresa in chiaroscuro

industria-petrolera.jpg

-di SANDRO ROAZZI-

Rallenta o non rallenta l’industria italiana? I dati sul fatturato e sugli ordini non dissolvono i dubbi, resta però l’estrema mutevolezza del momento economico che però finisce con il frenare aspettative e propensione a investire.

Il fatturato e gli ordini ad aprile su marzo hanno il segno piu’ ma con una distinzione da non trascurare: bene il primo sul mercato interno con la conferma indiretta di un andamento piu’ vivace dei consumi, stranamente difforme il dato degli ordini che sembra volare verso l’estero (+8,1%), ma si contrae vistosamente sull’interno (-3,9%) quasi un preludio ad una prosdima fase economica meno dinamica. Tirano ancora i beni durevoli come se l’orientamento dei consumatori si sia posizionato con maggiore convinzione su questo tipo di acquisti anche se probabilmente il settore auto che finora ha fatto da traino prepotente potrebbe rifiatare almeno un po’.

A complicare la situazione c’e’ inoltre l’incognita energia le cui oscillazioni, specie in basso, sono tali da condizionare ogni volta il …più o il meno. Un segno incoraggiante resta però la performance dell’industria manifatturiera (+9,1%) alla quale mancano due sponde: quella della ripresa dell’industria delle costruzioni che ha effetti anche sui consumi, ma soprattutto quella degli investimenti. La Corte dei Conti nel giudizio sul rendiconto della finanza pubblica 2015 non a caso ha messo il dito sul forte calo dell’impegno dello Stato in infrastrutture ed opere pubbliche, mentre la spesa corrente dal 2009 al 2015 è rimasta sostanzialmente stabile. Qualcosa da rettificare si impone.

fondazione nenni

Via Alberto Caroncini 19, Roma www.fondazionenenni.it

Rispondi