Istat, l’Italia che sparisce

 

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-di ANGELO GENTILE-

Al contrario di quel che pensa e dichiara a voce spesso altissima Matteo Salvini, nessuno sta invadendo l’Italia; semmai è l’Italia che da sola sta provvedendo a scomparire. Lo dice l’Istat che in materia è probabilmente più autorevole e anche documentata del leader della Lega Nord che alzerebbe muri anche in alto mare. La questione è grave, gravissima perché c’è un aspetto della crescita che pochi prendono in considerazione: l’aumento del Pil va quasi di pari passo con l’aumento della popolazione. Ecco allora che, al di là dei problemi strutturali che zavorrano la nostra ripresa, se anche tutte le condizioni economiche venissero rispettate in presenza di una contrazione del numero degli abitanti, soprattutto di quelli in età attiva, faticheremmo comunque a prendere il volo.


L’Istat lo ha certificato con grande chiarezza: lo scorso anno, rispetto al 2014, i residenti nella nostra penisola (isole comprese) sono diminuiti di 130 mila sessantuno unità. E la riduzione è stata limitata dall’aumento degli stranieri, un aumento che ha seguito un andamento non proprio prossimo a quell’invasione di cui parlano quelli della Lega Nord: 11.176 presenze in più. Ma gli stranieri o, come diceva l’ex presidente Giorgio Napolitano, i “nuovi italiani” ci hanno dato una mano anche sul fronte delle nascite altrimenti il saldo sarebbe stato decisamente più negativo (17 mila culle vuote in più rispetto al 2014). Al contrario, sul versante dei decessi (647 mila) abbiamo avuto un aumento di ben cinquantamila unità. Conseguenza: il saldo tra nati e morti è stato negativo per quasi162 mila unità. Ma senza gli stranieri (che, al contrario hanno fatto segnare un saldo positivo di 66 mila unità) sarebbe andata anche peggio (227.390).

Un Paese che invecchia e che si aggrappa sostanzialmente alla più alta natalità degli stranieri. Un Paese che vede ridursi la quota di quindicenni (13,7 per cento della popolazione, con una riduzione dell’1 per cento sull’anno precedente), salire quella degli ultrasessantacinquenni (+22 per cento) e contrarsi l’area della popolazione attiva. Per la precisione siamo 60.665.551, cinque milioni sono gli stranieri, cioè l’8,3 per cento della popolazione totale.

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