La morte di Casaleggio

Sarà ricordato come il più misterioso leader politico italiano. Gianroberto Casaleggio è morto a Milano nella notte tra l’11 e il 12 aprile dopo una lunga malattia. Aveva 61 anni e l’ultimo tratto della sua vita è stato segnato dalla sofferenza (compreso un intervento chirurgico alla testa nella primavera di due anni fa). La morte sarebbe stata provocata da un ictus. Negli ultimi mesi le sue condizioni si sarebbero aggravate a causa di problemi cardiovascolari e neurologici. Insieme a Beppe Grillo, ha dato vita al Movimento 5 stelle, una intuizione rivelatasi felicissima tanto da consentire al partito di conquistare il maggior numero di consensi alle politiche del 2013 e poi ad assicurarsi la guida di comuni importanti come Parma e Livorno.

Era sicuro, lo aveva detto recentemente in una delle rare dichiarazioni pubbliche, che le prossime amministrative sarebbero state per il suo movimento uno straordinario successo e si preparava, insieme a Grillo, a festeggiare la conquista del Campidoglio con tutti i sondaggi che danno la candidata del Movimento, Virginia Raggi, super-favorita. Da tutti era considerato la vera mente dell’organizzazione politica, promotore di iniziative non sempre felicissime come, ad esempio, il famoso regolamento predisposto per i candidati alle elezioni romane. L’intuizione più grande è stata l’uso del web (in quel campo lavorava con la sua azienda) come strumento di selezione politica e organizzazione del consenso.

E poi la presunta democrazia diretta, l’uno vale uno, slogan che nella pratica, però, si trasformava nel controllo verticistico del Movimento attuato in coabitazione con Grillo, il sedicente superamento di destra e sinistra salvo poi assecondare l’alleanza in Europa con l’Ukip di Nigel Farage. E poi le accuse di controllare, attraverso una versione riveduta e aggiornata del “Grande Fratello”, le mail dei suoi parlamentari, le espulsioni considerate spesso arbitrarie, l’oscurità che avvolge la vita del partito e che a Roma ha rischiato di determinare, per via giudiziaria, l’annullamento delle “comunarie”, cioè il meccanismo che ha portato alla selezione dei candidati al Comune contestate da alcunu esclusi (tre espulsi sono stati reintegrati dal giudice che, però, non ha invalidato le scelte compiute). Un personaggio controverso, brillante e creativo ma che non è mai riuscito a sciogliere i troppi dubbi che circolano sul rapporto tra la sua attività professionale, l’evoluzione della sua azienda e il Movimento 5 stelle.

antoniomaglie

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