L’Umanesimo dell’Impegno per un nuovo modello di sviluppo: percorsi di riformismo

– di ANTONIO DERINALDIS –

Pietro Nenni nella sua esperienza di politico e di attento analista della società ci ha regalato una citazione che ha tracciato un’epoca di impegno sociale, politico, sindacale e civico: “Fai quel che devi, succeda quel che può”.  Ma nel frattempo Papa Francesco nel giorno della Pentecoste 2021 ha fatto un appello al Mondo: “No alle ideologie. Si all’insieme”. Il concetto che ognuno di noi è parte di un tutto secondo il detto latino “pars pro toto” è l’emblema della centralità e del rispetto della dignità sociale, economica ed ambientale della persona. L’umanesimo integrale di Maritain nella sintesi tra cristianesimo e socialismo si avvia sulle strade illuminanti ma non impossibili dell’ecologia integrale, base del nuovo umanesimo, sofia dell’umanesimo dell’impegno.  La ricerca continua di un nuovo modello di sviluppo è già segnata nel raggiungimento degli Obiettivi di Sviluppo Sostenibile (SDGs) dell’Agenda 2030 promossa dalle Nazioni Unite. La “comunità educante” di cui spesso abbiamo letto in psicologia sociale ben presto dovrà fare posto ad una “leadership educante” che nelle università del Pianeta chiamano “educational leadership” e “civic engagement”.  Lo sviluppo sostenibile è dottrina sociale ispiratrice che ha punti rilevanti nel rispetto dell’Umanità, è la road map del futuro e del “tempo che verrà”.  Costruiamo “oggi” una “Generazione dell’Impegno” che abbia nel progresso e nel futuro “inclusivo”, “sostenibile” e “accessibile” la visione kennediana delle reti del sapere verso una “alleanza per il progresso”.  Il riformismo cosi come lo abbiamo inteso rimane vitale nelle sue radici ma si “ri-genera” nei temi e obiettivi perchè un nuovo Mondo sta per nascere dopo la crisi pandemica con alle porte le sfide della transizione verde e della trasformazione digitale. L’Agenda 2030 sullo Sviluppo Sostenibile è l’Appello ai Popoli, è il tempo dell’armonia civica e dell’amicizia sociale, è scuola di riformismo per tutti e per tutte le età, è un progetto per un “piano responsabile di innovazione sociale, tecnologica e industriale” per dirla con le parole di Pierpaolo Bombardieri – Segretario Generale della UIL.  La “Generazione dell’Impegno” è la declinazione dell’Agenda 2030 come realizzazione del “modello di sviluppo” che ha come orizzonte il 2050 superando le diseguaglianze e mettendo al centro il lavoro, il green, il digitale, le città, la società della conoscenza, la lotta alla povertà, la parità di genere, la persona, la vita.  La “re-sustainability” (ri-sostenibilità) integrata con il “re-devolopment” (ri-sviluppo) è il più alto senso di responsabilità “umana” del tempo che abbiamo da vivere con tutte le sue difficoltà per disegnare un “futuro a misura di persona”, perché “noi siamo unità’ nella realizzazione di un’architettura globale che alimenti quotidianamente la democrazia. L’umanesimo dell’impegno declinato dalla “generazione dell’impegno” è sconfiggere la povertà e la fame; garantire una vita sana e promuovere il benessere di tutti a tutte le età; garantire a tutti un’istruzione inclusiva e promuovere opportunità di apprendimento permanente eque e di qualità; raggiungere la parità di genere attraverso l’emancipazione delle donne e delle ragazze; garantire a tutti la disponibilità e la gestione sostenibile di acqua e servizi igienico-sanitari; assicurare la disponibilità di servizi energetici accessibili, affidabili, sostenibili e moderni per tutti; promuovere una crescita economica inclusiva, sostenuta e sostenibile, un’occupazione piena e produttiva e un lavoro dignitoso per tutti; costruire infrastrutture solide, promuovere l’industrializzazione inclusiva e sostenibile e favorire l’innovazione; ridurre le disuguaglianze all’interno e tra i paesi; creare città sostenibili e insediamenti umani che siano inclusivi, sicuri e solidi; garantire modelli di consumo e produzione sostenibili; adottare misure urgenti per combattere il cambiamento climatico e le sue conseguenze; conservare e utilizzare in modo sostenibile gli oceani, i mari e le risorse marine per uno sviluppo sostenibile; proteggere, ristabilire e promuovere l’utilizzo sostenibile degli ecosistemi terrestri, gestire le foreste in modo sostenibile, combattere la desertificazione, bloccare e invertire il degrado del suolo e arrestare la perdita di biodiversità; promuovere lo sviluppo sostenibile; rafforzare gli strumenti di attuazione e rivitalizzare il partenariato globale per lo sviluppo sostenibile; rafforzare le modalità di attuazione e rilanciare il partenariato globale per lo sviluppo sostenibile. Solo così potremmo dire con le parole del Premio Nobel Esther Duflo “the ultimate goal of building a more humane world” (traduzione: “l’ultimo obiettivo costruire un mondo più umano”, da “Good Economics for Hard Times”). E potremmo dire che abbiamo dato un contributo alla “scuola di futuro”.

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