Ecologia umana, umanesimo integrale e mondo moderno in occasione della 51esima Giornata Mondiale della Terra: prove di geo-riformismo

– di ANTONIO DERINALDIS –

“Per quanto belle possono essere le forme di cui si inebria, l’umanità allora fa una caduta per così dire angelica, essa scopre l’umano, come dice Hoffding, cioè si mette a cercare in sé stessa il proprio interesse supremo e vedendosi nuda, non prova vergogna, come un tempo nel giardino perduto, ma si contempla”.  Così scrive Maritain quando si interroga sul futuro del Mondo moderno e dell’incontro dell’umanesimo cristiano con quello socialista. Inoltre egli evidenzia l’inquietudine che lo accompagna nella continua ricerca dell’umanesimo integrale: “esistere e soffrire con il popolo”. Il suo è il preludio ad un nuovo umanesimo, quello dell’impegno nella difesa della casa comune che è il Pianeta, la città “terrestre”. I solchi delle parole di Maritain sono anticipatori, specialmente quando afferma che “se il genere umano supererà le terribili minacce di schiavitù e di disumanizzazione che oggi affronta, avrà sete di un nuovo umanesimo, e sarà ansioso sia di riscoprire l’integrità dell’uomo, sia anche di finirla con le divisioni interne di cui tanto ha sofferto l’epoca precedente. Per corrispondere a questo umanesimo integrale, occorrerebbe promuovere un’educazione integrale”. La 51esima Giornata Mondiale della Terra offre una rara occasione per riflettere e approfondire i temi in difesa della Casa Comune che è la Terra, le comunità e le città, la relazione tra la natura e la società che la abita dice Papa Francesco nella Laudato Si sul concetto “operativo” e “concreto” che tutto è connesso. L’Agenda ONU 2030 sullo Sviluppo Sostenibile e i suoi 17 Obiettivi da raggiungere rappresentano una meta “geo-riformista” dove le istituzioni, la politica, le parti sociali, il sistema di istruzione e di ricerca, la società civile in un’alleanza strategica per il progresso sono responsabilmente ognuno per il proprio ruolo chiamati ad agire. Una nuova “educazione integrale” in cammino verso quell’ecologia sociale che spesso abbiamo letto o sentito dire necessita di maggior forza nella sua sonora sensibilizzazione. La 51esima Giornata Mondiale della Terra si apre con lo slogan “One People. One Planet” (“Un Solo Popolo, Un Solo Pianeta”). Queste giornate sono occasioni ghiotte per proporre progetti mirati alla realizzazione di interventi e servizi per “Città Amiche della Persona” in chiave integrale “ambiente – salute – clima” oppure per sperimentare “Città Circolari” con piattaforme di territorio finalizzate alla sottoscrizione di accordi di sviluppo locale tipo “Accordo per una Città Verde” come ci indica l’European Circular Economy Action Plan.  Il Recovery Plan italiano è una grande occasione per apportare le riforme di sviluppo sostenibile di cui abbiamo bisogno, ma nello stesso tempo è anche una straordinaria opportunità per la creazione di un nuovo modello di sviluppo che superi le diseguaglianze di ogni tipo e che al centro rimanga la persona. Questa è ecologia umana, è umanesimo integrale, è modernità mondiale, è l’inizio di un nuovo riformismo, il “geo-riformismo” che per dirla con le parole della Giornata Mondiale delle Terra è “one people, one planet”.

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