Libera nos a malo

 

– di LONG JOHNN –

20 LUGLIO 2019 – Un piede sulla Luna e due su Marte. Nel giorno del cinquantesimo anniversario dell’allunaggio ti guardi intorno e realizzi che sono arrivati i marziani. Anzi c’erano già, ma non lo avevi capito fino in fondo.

Cosa altro possono essere se non “marziani” questi che, in una macedonia dichiarativa, dove non manca certo una forte dose di “chiù pilu p’ tutti” di albanesiana memoria,  dicono che: abbassano le tasse, non aumentano l’IVA, rinazionalizzano Alitalia, spezzano  le reni all’Europa, assumono  a decine di migliaia nella pubblica amministrazione…danno…fanno…- La maionese impazzita diventa marziana quando arriva il lampo da Porta Pia: la Gronda di Genova è bloccata. Bisogna vedere  prima come va a  finire l’iter per la revoca delle concessioni ad ASPI (autostrade per l’Italia).
Non sono bastate, quindi, le dichiarazioni di chi aveva detto che la revoca delle concessioni avrebbe tirato giù anche gli aerei di Alitalia (espressione da brivido, casomai Alitalia, non gli aerei). Poi arriva il viva Atlantia,che poi è ASPI, perché si è convinta a entrare nel consorzio con lo Stato e Delta Airlines, per non staccare la spina alla grande malata dei cieli, poi questa decisione assurda sulle infrastrutture? Perché tenere Genova e il suo porto prigionieri? Trova un altro soggetto, al limite, ma non si può bloccare il mondo…
Ma quanto deve durare questo stillicidio? Spesso capita che chi è incapace di fare meglio di altri, per combattere il “nemico”,  metta persone in certe posizioni solo per contrastare altri, o altre cose, come in questo caso. Chi lo fa si qualifica, anzi si squalifica, da solo. Il problema però sono i danni che si procurano con questa strategia della demolizione degli altri. I danni all’altrui, certo, ma peggio sono i danni prodotti al tessuto organizzativo o sociale, la cui salute, invece, dovrebbe essere l’obiettivo di chi dirige. Bisogna saper fare meglio degli altri, non demonizzare gli altri o le cose che fanno del bene a tutti. 
 
Un governo della Repubblica non può avere al Ministero delle Infrastrutture chi queste non le vuole fare. Ce n’è sempre una. Basta!
Quanto dovremo aspettare per togliere un cartello di limitazione a 30 chilometri ora all’inizio di via Nazionale a piazza Esedra a Roma con scritto “strada dissestata”? Al centro di Roma, che è il centro del mondo, non scrivi strada dissestata, la aggiusti!
Non solo periferie, qui anche nei centri oramai …
Tutto bloccato: dai nuovi investimenti alla manutenzione straordinaria e ordinaria,. Sembra bandita la voglia di progredire…però: faremo, diremo, assumeremo, taglieremo tasse…Queste sono stupide propagande.  Ineluttabilmente porteranno un conto da pagare salato (che poi pagano sempre quelli che le tasse le pagano davvero). Ci si liberi da questo male. Basta.
 
Preghiamo fratelli e sorelle e diciamo insieme: libera nos a Malo. Al male annidato nei posti destinati a chi dovrebbe fare il bene (non dire di fare con le lame che “grondano” di rosso).
Tratto da https://luciano1958.blogspot.com
fondazione nenni

Via Alberto Caroncini 19, Roma www.fondazionenenni.it

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