Processori Intel i3 i5 i7, mCore e Pentium quali differenze?

– di GIORGIO BERTUZZI CAMPRECIOS –

Oggi tratterò l’argomento di alcuni dei processori Intel più comuni. Infatti molti si chiedono quali sono le differenze principali tra le varie famiglie dei processori Intel quindi gli Intel core i7 core i5 core i3 e Pentium.

Da alcuni anni la Intel ha introdotto proprio questi nomi per i suoi processori, insieme a un nome che arriva dal passato, il Pentium. Mentre per core M diciamo subito che sono i processori dedicati al mondo dei dispositivi portatili quindi notebook o altri dispositivi di piccole dimensioni.

Per dire nella maniera più semplice possibile e in linea di massima, poiché non posso dilungarmi nel minimo dettaglio nel citare tutte le differenze specifiche tecniche dei processori, gli core i7 sono più veloci dei core i5, gli core i5 a loro volta sono più veloci dei core i3 e infine gli core i3 sono a loro volta sono più veloci dei Pentium.

Il numero nella sigla dei processori a sua volta non ha niente a che fare con il numero dei core. Per core si intende il cuore elaborativo del processore.

Sappiamo tutti che i processori sono fatti da più core, quindi da più “unità elaborative”. Core i7 non si significa che vi siano sette core, così come per core i5 non si intende che ne abbia 5 e così via; semplicemente si è deciso di dare un numero al fine di identificare una famiglia di prodotto proprio per dare un riferimento agli utenti finali e dare quindi una immediata idea delle relative prestazioni dove il numero più alto indica il processore più performante.

L’appartenenza o meno di un processore ad una di queste famiglie è definita da un insieme di caratteristiche cioè da un mix di varie specifiche. Partiamo dal numero di core, dalla velocità di funzionamento, dalla velocità e presenza del turbo boost, la presenza o meno del hyper threading piu della dimensione della cache.

Mi rendo conto che alcune di queste definizioni potrebbero non significare niente per alcuni di noi, ma la presenza o meno di queste caratteristiche sarà indubbiamente indicativo per definire la “qualità prestazionale del processore”, anche se non è sempre così ben marcata la differenza.

I processori che hanno maggior numero di core – fisici – hanno quindi migliori capacità di elaborare i dati e di fornire prestazioni ragguardevoli e scendendo nello specifico core i5 e core i7 hanno il medesimo numero di core, cioè 4, mentre core i3 e Pentium ne hanno “soltanto” 2.

La differenza in questo caso riguarda l’hyper threading che è una tecnologia che permette ai sistemi operativi di “vedere” il processore come se in realtà avesse il doppio dei core fisici, una sorta di simulazione,… una virtualizzazione.

Quindi avremmo una situazione del tutto simile a questa: un i7 che abbia in più l’hyper threading avrebbe un 4 core fisici e 4 virtuali, mentre un i5 senza l’hyper threading avrebbe unicamente i suoi 4 core fisici, un i3 più l’hyper threading 2 core fisici e 2 virtuali, ed infine il Pentium con i suoi due core fisici.

Ricordiamoci però che, la virtualità non garantisce pari prestazioni dei “gemelli fisici”, quindi un core i5 con i suoi 4 core fisici rimarrà sempre più performante del core i3 con i suoi 2 core fisici e 2 core virtuali in quanto quest’ultimo non potrà raggiungere la parità prestazionale né tanto meno sperare di superarla.

La logica di tutto ciò è nella politica del rapporto prestazione/costi. Maggiori prestazioni maggiori costi, ma anche prestazioni che debbono per forza di cosa mantenere una quota di mercato ragionevolmente longeva in termini di sostenibilità di costi da parte degli utenti finali.

Una logica perversa,… direi che si chiami “legge di mercato” ? 🙂

Altra caratteristica importante è la memoria cache. Questa è considerata come la quantità di memoria che il processore ha a sua disposizione per immagazzinare  una serie di informazioni che poi dovrà usare per effettuare le sue operazioni di calcolo.

Facciamo un esempio pratico: immaginate di dover spostare da un computer a un altro 16 gigabyte di dati di foto e avete a disposizione una chiavetta con solo metà della memoria necessaria, cioè da 8 gigabyte.

Cosa farete: inserireste la chiavetta da 8 gigabyte in un computer, copiereste i primi 8 gigabyte di dati circa, togliereste la chiavetta inserendola nel secondo computer, trasferireste i file, e rieseguireste nuovamente l’operazione per la seconda volta al fine di terminare l’operazione i copia dei dati.

Se, invece, aveste a disposizione una chiavetta USB da 16 gigabyte è ovvio che l’operazione diverrebbe molto più veloce perché basterebbe inserirla solamente una volta per copiare tutti i dati e trasferirli sul secondo computer.

Questo esempio banale ben si adatta ad introdurre l’importanza di un precessore che abbia la maggior capacità di memoria possibile di cache per limitare il numero di operazioni di cancellamento e il ricaricamento della memoria per quindi effettuare le operazioni di calcolo in maniera più veloce.

Gli core i7 hanno 8 MByte di memoria cache, gli core i5 hanno 6 MByte di memoria cache, gli core i3 hanno 3/4 MByte di memoria cache ed infine i Pentium hanno 3 MByte di memoria cache (n.d.s. con i byte che equivalgono ad 8 bit si indica la capacità di memoria, con i MByte/s e i bit/s la velocità con la quale si trasmettono i dati, spesso confusi dai più, ne parleremo più in là).

Il clock di sistema, ossia la velocità calcolata in Gigahertz (miliardi di oscillazioni – operazioni – al secondo) che esprime la velocità con la quale il processore effettua i suoi calcoli non è più indice assoluto di prestazione tra le varie famiglie di calcolatori, e non è detto che un processore che funzioni ad un clock di sistema più alto sia per forza più veloce in termini assoluti, quindi non prendete questo parametro come termine definitivo di scelta.

Stesso discorso per il turbo boost che è la capacità del processore di aumentare il proprio clock di sistema quando le operazioni di calcolo non sono troppo complesse, quando quindi si usa tendenzialmente un “singolo core”.

Possiamo dire che tra le varie famiglie di processori, solitamente partendo dal numero più alto al più basso quindi dal 7, poi la 5, poi la 3 ed infine la famiglia del Pentium maggiore è la frequenza e maggiore è la velocità con cui si effettuano i calcoli ma, anche in questo caso come già detto, non si prenda in considerazione l’aumento di clock di sistema aggiuntivo del turbo boost come parametro assoluto di miglior qualità prestazionale assoluta perché processori di famiglie diverse possono avere “architetture di sistema” tali da pareggiare o superare le prestazioni del processore cui facciamo riferimento.

Riassumendo:

Quindi ricapitoliamo molto velocemente i quali sono le principali differenze tra i processori core i7 i5 e i3 e Pentium.

Lascio qui uno schema generale che da una indicazione di massima come voluto da Intel come regola base per classificare le proprie famiglie di processori come tra i più performanti ai meno perfomanti.

Core i7 = 4 core, hyper threading, 8 MB Cache
Core i5 = 4 core, nessun hyper threading, 6 MB Cache
Core i3 = 2 core, hyper threading, 3/4 MB Cache
Pentium = 2 core, nessun hyper threading, 3 MB Cache

1- Il primo fattore molto importante è quello del numero di core. Maggiore del numero di core, maggiori saranno – nominalmente – le prestazioni.

2- Dopodiché c’è da tener di conto la presenza o meno del hyper threading, cioè quella tecnologia che permette di far vedere ai sistemi operativi programmi come se ci fossero il doppio dei processori dei core disponibili. Rimane assodato che un core fisico è più performante rispetto uno virtuale donato dal hyper threading.

3- Infine c’è da ricordare la quantità di memoria cache. Maggiore quantità di memoria migliori sono le prestazioni

4- La frequenza del clock di sistema voglio ricordare che non è un fattore che dovete tenere in considerazione in termini assoluti. Frequenza più alta non significa necessariamente maggiori prestazioni

Consiglio spassionato: ricordate poi quanto succitato. Il tutto, alla fine della fiera, si traduce in un calcolo preciso tra spesa e guadagno in funzione della necessità!

Auguri,… 🙂

Giorgio Bertuzzi Campreciós

Sistemista informatico nel campo delle telecomunicazioni, ho un passato fiorente in aziende come Italtel, Sirti, WIND e Fastweb. Mi diletto anche, per pura passione, nel realizzare siti web. Sono un appassionato motociclista, adoro lavorare il legno e adoro scrivere articoli, ed ogni tanto mi innamoro nel rileggerli.

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