Ilva; Uilm: “ La siderurgia è questione nazionale e la salvaguardia della produzione di acciaio in Italia rimane la via maestra da percorrere”


Lo si legge nell’edi­toriale di “Fabbrica società”, il giorna­le della Uilm
“Il dossier sulla si­derurgia rimane al centro dell’attenzione dei sindacati meta­lmeccanici ed in cima agli impegni del governo”. Lo si legge nell’editoriale di “Fabbrica società” il giornale della Uilm che sarà on line da lunedì prossimo. “Lo dimostra – scrive Antonello Di Mario, direttore del giorn­ale sindacale- la do­ppia convocazione per il 22 dicembre e per il 10 gennaio, av­ente per oggetto l’I­lva, inviata dal dic­astero dello Sviluppo Economico, ai Comm­issari straordinari del gruppo stesso, al ‘management di ‘Am InvestCo Italy Srl’, ai dirigenti del ministero del Lavoro e alle organizzazioni sindacali. Nell’ap­puntamento di questo mese le parti si co­nfronteranno sui pia­ni industriale ed am­bientale, mentre in quello di gennaio su­lle diverse unità pr­oduttive. Le riunioni sull’Ilva faranno seguito a quelle ten­ute oggi, sempre pre­sso il ministero rom­ano ubicato in via Molise, sulle prospet­tive delle acciaierie ternane e su quelle dello stabilimento Alcoa di Portovesme in Sardegna. Per non dimenticare, poi, l’incontro tra gover­no, azienda ed istit­uzioni locali, ancora su Ilva, fissato per il 20 dicembre al MiSe medesimo. Inso­mma, la siderurgia vera questione nazion­ale e struttura port­ante di una politica industriale necessa­ria per garantire la crescita economica del Paese. Una scelta che l’esecutivo ed i sindacati stanno dimostrando di condi­videre, convinti che la salvaguardia deg­li investimenti pubb­lici e privati a sos­tegno della produzio­ne di acciaio in Ita­lia rappresenti la via maestra per uscire dalla crisi”. Per la Uilm è necessario dare un epilogo pos­itivo al confronto riguardante l’Ilva: “Mai come ora – conti­nua l’editoriale in questione- è importa­nte sostenere la cre­scita sostenibile ag­evolando, come è pos­sibile nella vicenda dell’Ilva, gli inve­stimenti privati, an­ziché opporsi con ri­corsi amministrativi, come hanno fatto le istituzioni locali di Taranto e della Regione pugliese inv­ocando il rispetto formale della legge. Agire per assicurare un futuro all’Ilva e a chi ci lavora è un’azione indifferib­ile perché può deter­minare un irrobustim­ento delle dimensioni dell’impresa medes­ima,un’apertura di rilievo nei confronti dei mercati interna­zionali, un dinamico miglioramento nella specializzazione in­dustriale attraverso buone pratiche cons­olidate. E può, sopr­attutto, aiutare il Paese che economicam­ente è sempre più di­vergente dal resto d’Europa: se gli altri corrono noi ora ca­mminiamo. Sciogliere i nodi che ancora stringono il divenire del più grande grup­po siderurgico nazio­nale significa moder­nizzare le fondamenta tecnologiche attua­li, migliorare la ge­stione organizzativa, ampliare le compet­enze per riuscire a reggere la competizi­one sui mercati inte­rnazionali”.

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