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Gli esperti ai governi: “Così vanno fermate le azioni ostili russe”


-di MAGDA LEKIASHVILI-

Nuove proposte per le politiche europee arrivano da Praga. Più di 100 esperti di sicurezza europei e americani e parlamentari di 22 paesi si sono riuniti per firmare un documento che richiama l’attenzione degli altri rappresentati dell’Unione. La dichiarazione di Praga indica sette iniziative urgenti proposte dagli esperti di sicurezza per fermare l’aggressione russa. Secondo loro, i paesi democratici occidentali hanno una percezione “debole” della minaccia proveniente dal Cremlino. La gran parte dell’establishment politico occidentale fatica ancora a riconoscere la realtà della situazione politica. I firmatari del documento confidano che l’Europa la smetta di nominare la Russia come principale fonte di disinformazione ostile e che le denunce ora vengano sostituite da passi concreti per aumentare le capacità di intervento della squadra di servizio europeo per l’azione esterna (struttura dell’Unione Europea responsabile per le questioni internazionali, creata col trattato di Lisbona).

Le azioni aggressive della Federazione Russa non hanno precedenti nella storia del dopoguerra. Il riferimento più diretto è alla crisi Ucraina, dove si contano più di 10.000 vittime causate dall’invasione della Crimea, e alle costanti violazioni della sacralità delle frontiere dei paesi limitrofi. Nel documento si ricorda sia il sostegno finanziario e logistica della Russia ai gruppi estremisti e paramilitari, che le interferenze ostili nelle elezioni democratiche nei paesi occidentali democratici, che, infine, costanti attacchi cibernetici. Eppure, nonostante tutte queste azioni ostili di Mosca, la risposta occidentale non è mai stata forte e chiara. Le motivazioni per evitare di mettere apertamente sotto accusa il Cremlino fanno riferimento normalmente alla presunta necessità di cooperazione nella lotta contro il terrorismo.

Mentre negli Stati Uniti vanno avanti le indagini sul coinvolgimento russo nelle ultime elezioni presidenziali, in Europa non si fa nessun tipo di inchiesta, nche se ci sono informazioni verificate e confermate di intrusioni di Mosca nelle elezioni olandesi, nei referendum britannico e italiano, nelle consultazioni francesi e, più recentemente, in quelle tedesche e nel referendum catalano. “Ciò dimostra che gran parte dell’establishment politico occidentale non ha ancora consapevolezza della minaccia che si trova a fronteggiare” – dice la dichiarazione.

Quali sono i sette passi consigliati?

  1. Gli esperti della sicurezza, invitano in primo luogo i leader politici a riconoscere la minaccia proveniente dalla Russia, altrimenti il Cremlino finirà per percepire la mancanza di una risposta come incentivo a continuare o a incrementare le sue azioni aggressive.

  2. Indagare e illustrare pubblicamente le attività ostili compiute nel contesto nazionale. Le campagne russe a breve termine mirano ad influenzare specifiche elezioni nazionali e referendum. Per fornire una spiegazione approfondita degli sforzi sovversivi russi nei singoli paesi, i parlamenti nazionali dovrebbero costituire strutture investigative per raccogliere e discutere le prove dell’influenza di Mosca e delle operazioni di disinformazione. Poiché la trasparenza è lo strumento migliore che l’Occidente ha a disposizione, questo è l’unico modo efficace per sensibilizzare i cittadini sul problema e sulle conseguenti politiche per darne soluzione.

  3. Ricerca sui risultati che la propaganda russa ha ottenuto. Gli stati membri dell’Unione Europea dovrebbero conducano insieme indagini sociologiche per acquisire dati sui settori della società che si sono dimostrati più vulnerabili a questo tipo di azioni.

  4. Creare un corpo di esperti a livello di Unione Europea. Mentre le istituzioni nazionali sono chiamate a difendere gli interessi domestici, l’Unione ha bisogno di organizzare una difesa comunitartia.

  5. Affrontare politicamente l’aggressore. I rappresentanti europei devono mandare un messaggio chiaro ai Russi per indurli a interrompere le azioni contro le democrazie occidentali.

  6. Costruire un gruppo di lavoro composto dagli stati membri dell’Unione Europea e dalla Nato. La minaccia può essere sconfitta solo attraverso l’azione collegiale.

  7. Diffondere la comprensione del fenomeno all’esterno della comunità degli specialisti. C’è una comprensione relativamente limitata riguardo ai metodi eversivi che la Russia sta usando per diffondere le proprie “verità politiche”. Di conseguenza sono è necessaria l’ampia divulgazione delle informazioni e dei materiali tra i membri “non esperti” dei governi occidentali. La società civile può diventare un argine alla propaganda russa.

I firmatari di questa Dichiarazione rappresentano tutti i principali settori dell’establishment politico e della sicurezza occidentale. Da un vicepresidente del Parlamento europeo fino all’architetto delle leggi di Magnitsky, Bill Browder, ai leader delle grandi think tank degli Stati Uniti come i capi di Brookings Institution o dell’American Enterprise Institute. Hanno partecipato all’incontro anche l’istituto britannico per la Difesa e per gli Studi di Sicurezza del Regno Unito, l’Istituto Polacco degli Affari Internazionali, il centro francese per lo studio e la ricerca sulle decisioni politiche.

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