Trump-Putin: rinasce il feeling tra i lacrimogeni


 

-di MAGDA LEKIASHVILI-

L’attesissimo incontro ad Amburgo fra il presidente Trump e Putin ha alla fine avuto luogo. Secondo il protocollo, l’appuntamento avrebbe dovuto avere una durata di quaranta minuti, ma si è protratto in realtà per più di due ore. È stata una prova per ricucire i rapporti “smagliati” dalle vicendevoli accuse. Il presidente statunitense, “onorato” da un incontro con il collega russo, esprime la sua volontà di ricostruire le relazioni fra i due paesi. Nessuno si aspettava che il faccia a faccia dei due leader avrebbe chiuso le ferite aperte tra la Russia e gli Stati Uniti, soprattutto dopo le forti insinuazioni sulle prese ingerenze della Russia nelle elezioni presidenziali americane. Il dialogo, però, potrebbe essere il punto d’inizio per rilanciare una collaborazione. Dialogo, che ha già raggiunto un risultato: la conferma della disponibilità a dichiarare una tregua a mezzogiorno del 9 luglio nel sud-ovest della Siria.

Durante la parte pubblica della conferenza-stampa, Trump ha rifiutato di discutere le elezioni che l’hanno portato alla presidenza, ignorando le domande dei giornalisti; argomento, al contrario, tra i principali del colloquio privato. La Russia ha richiesto delle prove chiare a conferma delle accuse. Tale prova non è stata fornita nel corso della riunione, per cui, sia gli Stati Uniti che la Russia affideranno l’argomento all’intelligence dei rispettivi paesi.

Nessuna decisione concreta (oltre quella sulla Siria) è uscita fuori dalla riunione. Tra i tanti temi in discusione, uno dei principali è stato quello della situazione Ucraina e delle sanzioni contro Mosca per non aver rispettato gli accordi di Minsk. Già un paio di giorni fa, il voto del Senato (97 a favore, 2 contrari) per l’applicazione di nuove sanzioni, ha raffreddato le speranze di Mosca circa una posizione più morbida degli Stati Uniti sull’argomento.

“È un onore essere con Lei”, ha detto Donald Trump a Putin che ha risposto: “Sono contento di incontrarla personalmente. Abbiamo parlato al telefono diverse volte su questioni bilaterali e internazionali molto importanti. Ma la conversazione telefonica non è mai così efficace come gli incontri personali”.

Il ministro degli affari esteri russo, Sergej Lavrov, ha assistito alla riunione e ha definito il colloquio fra Putin e Trump “costruttivo”, determinati a trovare un accordo reciprocamente vantaggioso per i due paesi.

“I presidenti i sono motivati principalmente dagli interessi nazionali e non hanno intenzione di forzare la conflittualità”, ha spiegato Lavrov.

Tutto è avvenuto mentre nelle strade di Amburgo si svolgeva una manifestazione contro il G20. Settantasette poliziotti sono stati feriti negli scontri con i dimostranti. La polizia tedesca, per mantenere l’ordine, ha dovuto usare gas lacrimogeni e cannoni d’acqua. Gli organizzatori hanno annullato la marcia in cui si sono verificati i primi scontri, ma i manifestanti sono rimasti nelle strade e la violenza si è diffusa in altri quartieri della città.

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