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I fatti di Roma e gli “apprendisti stregoni” della politica


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Oggi Roma ha conosciuto una tranquilla giornata di ordinario delirio con i tassisti protagonisti. Le proteste rumorose, poi le violenze (con qualche professionista della provocazione in piazza). Così una categoria che ha anche numerose buone ragioni per protestare avendo davanti un futuro nebuloso, dopo uno sciopero che ha assunto le caratteristiche di una brutale serrata e una contestazione sotto la sede del Pd che ha superato i limiti della civiltà, ha finito per trasformare la propria particolare questione sociale e sindacale in un problema di ordine pubblico. Ma se gli eccessi dei diretti protagonisti possono essere la conseguenza di uno stato di frustrazione, i comportamenti assunti da capipopolo e teorici esponenti istituzionali sono solo il prodotto di una maniera “malata” di intendere la dinamica politica.

Beppe Grillo, per sfruttare elettoralmente la vicenda, ha immediatamente abbracciato la causa dei tassisti puntando il dito contro il Pd. Lo ha seguito la sindaca, Virginia Raggi che è scesa in strada a solidarizzare per poi frettolosamente correggersi quando la violenza è salita da protagonista sul palcoscenico. In un mondo normale chi ritiene di far politica dovrebbe essere sempre in grado di valutare le conseguenze delle proprie azioni anche in rapporto allo stato di tensione che le accompagnano. Una valutazione che a Grillo non poteva sfuggire ma che ha deciso consapevolmente di non prendere in considerazione.

Di peggio ha fatto la sindaca Raggi la quale dovrebbe avere come obiettivo, al di là delle ragioni di una parte (la sua), quello di garantire la regolarità nell’erogazione dei servizi a favore della comunità che l’ha scelta per governare. Invece la sindaca, sorprendendo anche buona parte della sua base elettorale, ha deciso di schierarsi dalla parte di chi avendo interrotto da giorni un servizio pubblico, produce disagi a chi di quel servizio vorrebbe (avendone il diritto) usufruire. Insomma, tra i tassisti e gli utenti ha scelto i primi obbligando i secondi a vivere una giornata delirante come quella di ieri con il traffico impazzito, la città paralizzata e un pezzo di trasporto pubblico inutilizzabile. Il Movimento 5 stelle ha fornito così una ulteriore prova dell’inguaribile debolezza della sua cultura di governo. D’altro canto, se la dinamica politica, il confronto sulle cose da fare, la ricerca del benessere collettivo viene identificato con una campagna elettorale continua e senza esclusione di colpi, è automatico che alla fine prevalga solo lo sfruttamento intensivo e distruttivo delle rabbie della piazza. Ma le rabbie, per quanto fondate, si manifestano in maniera irrazionale mentre chi governa dovrebbe usare la razionalità.

Informazioni su fondazione nenni ()
Via Alberto Caroncini 19, Roma www.fondazionenenni.it

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