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L’America straccia le vesti. Della figlia di Trump

NEW YORK, NY - JUNE 16: Ivanka Trump arrives to a press event where her father, business mogul Donald Trump, announced his candidacy for the U.S. presidency at Trump Tower on June 16, 2015 in New York City. Trump is the 12th Republican who has announced running for the White House. (Photo by Christopher Gregory/Getty Images)

Donald Trump Makes Announcement At Trump Tower

-di FEDERICO MARCANGELI-

Che Trump avesse qualche conflitto di interessi era lampante da tempo, ma le vicende della scorsa settimana hanno del grottesco.
Ci sarebbe da ridere se non stessimo parlando dell’uomo più potente al mondo.
I fatti sono abbastanza semplici.
La nota catena di abbigliamento Nordstorm ha deciso di interrompere la distribuzione della linea di Ivanka Trump a causa di una flessione delle vendite. Inoltre un portavoce ha spiegato come la policy aziendale preveda un rinnovamento del 10% dei prodotti ogni anno, facendo rientrare la decisione in questa strategia.
Stiamo parlando comunque di un colosso da 350 negozi negli USA, che quindi non prende certo decisioni economicamente sconvenienti. Dopo l’annuncio (il 3 Febbraio) gli attivisti Anti-Trump hanno festeggiato questa mossa, suscitando le ire del neopresidente. La risposta via Twitter non si è quindi fatta attendere: “My daughter Ivanka has been treated so unfairly by @Nordstrom. She is a great person — always pushing me to do the right thing! Terrible”. La traduzione sottolinea quanto sia stata ingiusto il trattamento riservato alla figlia, causando delle reazioni a catena abbastanza prevedibili.
Il “cinguettio” è stato infatti retwittato dall’account presidenziale, portando ad una perdita dello 0.5% del titolo dell’azienda in borsa.
La società ha recuperato nei giorni successivi quota, ma il danno d’immagine alla Casa Bianca è stato comunque fatto.
Indipendentemente dalle ragioni che hanno spinto la Nordstorm a “boicottare” Ivanka, appare quantomai fuori luogo il comportamento del Presidente.
Una catena di abbigliamento è stata infatti attaccata ufficialmente per una scelta commerciale, il che è comico se pensiamo all’ultra-liberismo (almeno interno) promosso da Donald.
Non solo. Un’azienda Americana ha rischiato di perdere milioni di dollari per aver osato andare “contro” la famiglia Trump. Una condizione molto pericolosa che rischia di avere conseguenze ben più gravi rispetto a questa vicenda.

Informazioni su fondazione nenni ()
Via Alberto Caroncini 19, Roma www.fondazionenenni.it

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