L’Italicum tra contraddizioni e voltagabbana

IMG_0043.JPG

-di FEDERICO MARCANGELI-

La legge elettorale sta tenendo banco in questi giorni, con botta e risposta su più fronti e conflitti molto accesi.
In questo tourbillon di posizioni e proposte, ci ha incuriosito l’evoluzione delle posizioni sul tema nel corso del tempo.

“Stiamo cercando di fare capire a più persone possibile il perché l’Italicum non vada bene, è contro la Costituzione o comunque politicamente inopportuno”. Così scriveva Beppe Grillo il 21 Aprile del 2014 in un’intervista all’avvocato Besostri pubblicata sul suo blog. Il 18 Dicembre di quest’anno l’aria sembra invece essere cambiata, con un’apertura totale all’italicum. Per il leader dei 5Stelle, la legge elettorale della camera andrebbe addirittura estesa al Senato. Per riassumere, l’incostituzionalità è un problema finché fa comodo.

Nel 2015, per Salvini la legge elettorale era “indegna, imbarazzante, da regime” (il 21/1/2015 alla manifestazione per contestare il no della Consulta al Referendum proposto dal Carroccio sulla Legge Fornero), mentre oggi è pronto ad andarci al voto. Anche qui l’indegnità è a targhe alterne e si dissolve magicamente nel tempo.

Discorso simile si può fare per Giorgia Meloni, anche lei innamoratasi di una legge elettorale che nel 2014 definiva “porcata”.

Il problema è però anche interno al partito di maggioranza, con le correnti del PD che oscillano tra Mattrellum e Italicum a giorni alterni. Nel congresso di qualche giorno fa non sono mancati scambi di battute in merito. Un incontinente (verbalmente parlando) Giachetti ha apostrofato Roberto Speranza con un “faccia da c**o”, proprio per il suo voltafaccia sul tema.

Non dimentichiamoci però della stampella del Governo Gentiloni: Alfano.
Per lui l’importante è votare il più tardi possibile e su questo ha anche dimostrato una certa coerenza.

fondazione nenni

Via Alberto Caroncini 19, Roma www.fondazionenenni.it

Rispondi