Artemisia Gentileschi, Caravaggio, Klimt e un Natale d’arte

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-di FEDERICA PAGLIARINI-

Siamo ormai in pieno clima natalizio. L’avvicinarsi delle feste porta sempre un po’ più di tempo libero da dedicare alla cultura. E di mostre non ne mancano di certo, in tutta Italia.

Partiamo con Roma e con i numerosi eventi che ci offre. A Palazzo Braschi è stata inaugurata il 30 novembre la mostra intitolata “Artemisia Gentileschi e il suo tempo”. La pittrice, nata a Roma nel 1593 (anche se di origini toscane), è stata una delle più importanti precorritrici dello stile caravaggesco. L’esposizione vuole dare una rivincita alla figura di questa forte donna che è riuscita a far valere i suoi diritti (anche se con tempi purtroppo lunghi) sulla violenza subita dal suo maestro di disegno Agostino Tassi. Un traguardo molto importante in quel periodo storico. Le opere esposte sono circa cento e come dice il titolo, ci sono anche quadri di artisti a lei coevi. Per quale motivo? Perché si vuole riflettere sui diversi periodi della sua arte (fiorentino, veneziano e londinese) e sull’impatto che questi hanno avuto sugli altri pittori. La mostra sarà visibile fino all’8 maggio 2017.

Al Complesso del Vittoriano è molto interessante la mostra del pittore americano Edward Hopper, già iniziata ad ottobre. Potremo ammirarla fino al 12 febbraio 2017. Un pittore schivo, solitario e taciturno L’artista che è riuscito a fermare il tempo nei suoi quadri. Le scene, tutte tratte dal quotidiano, sembrano una cartolina o una fotografia. Paesaggi, interni di locali, orizzonti sono i suoi soggetti preferiti. E la luce fredda, quasi artificiale, rende ancora di più questo senso di “cristallizzato nel tempo”.

Sempre a Roma è da vedere “Van Gogh Alive” a Palazzo degli Esami. Un allestimento multimediale, formato da una moltitudine di schermi (un sistema particolare chiamato “Sensory4”) che vede ripercorrere tutta la vita e la carriera artistica del pittore olandese. E’ sicuramente un evento per tutti, anche per chi è meno addentrato nel mondo dell’arte. Le immagini a grande dimensioni, le musiche e gli effetti “ipnotizzano” lo spettatore. Una cosa simile era stata fatta qualche mese fa, sempre a Roma, con Caravaggio.

In ultimo una mostra alle Scuderie del Quirinale: “Il museo universale. Dal sogno di Napoleone a Canova”. Un evento particolarmente importante perché è stato pensato per una ricorrenza. Quest’anno è l’anniversario del rientro a Roma delle opere artistiche e archeologiche dello Stato Pontificio portate via dai napoleonici nel 1816. Quindi di tutti quei capolavori inviati in Francia e che dovevano impreziosire il Museo del Louvre. A seguito di questo rientro, l’Italia cominciò a domandarsi circa il destino di tantissime opere che avevano abbandonato le chiese a causa della soppressione degli ordini religiosi all’inizio dell’Ottocento. Oltre a questo anche la perdita di alcuni capolavori rimasti in Francia e la demanializzazione di tante opere accatastate in depositi di fortuna. Di conseguenza si aprirono musei ancora oggi molto importanti. E’ il caso della Pinacoteca di Brera a Milano o delle Gallerie dell’Accademia di Venezia. L’idea della mostra è quella di ripercorrere le tappe di questi eventi storici.

Spostiamoci ora a Firenze e alla mostra “Klimt Experience”. Sulla scia di quella di Van Gogh, anche questa vuole esporre la vita dell’artista tramite un percorso multimediale. Lo spettatore è ancora coinvolto a 360 gradi. Ci si sente in qualche modo dentro le opere d’arte e dentro la vita dell’artista.

Per ultimo non si può non parlare e consigliare una mostra sullo straordinario Caravaggio, a Milano. Ci troviamo alla Pinacoteca di Brera. “Attorno a Caravaggio” è il suo titolo. Un’ emulazione della mostra itinerante che si sta svolgendo in Gran Bretagna tra Londra, Edimburgo e Dublino, il cui titolo è appunto “Beyond Caravaggio”. Nel caso milanese la mostra è incentrata sui quadri presenti in collezione permanente. In particolare ruoterà attorno alla “Cena in Emmaus” che l’artista dipinse nell’ultima fase della sua vita, dopo essere scappato da Roma, probabilmente a Palestrina. Oltre a lui, sono esposti alcuni quadri attribuiti dai critici a Caravaggio. Ancora oggi sono tante le incognite su alcuni dipinti e l’incertezza dell’attribuzione al Merisi è ampia. Questo è dovuto soprattutto ai tanti copisti che, dopo la sua morte, cercarono di raggiungere il suo stile.

antoniomaglie

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