La “trombetta” di Norcia come inno alla speranza

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-di VALENTINA BOMBARDIERI-

Oggi a Norcia risuona la campanella. O meglio una trombetta da stadio, perché quella classica non era più disponibile. Ma quel suono, per quanto non molto gradevole e melodioso, può rappresentare un inizio di normalità per ragazzi e bambini che hanno sentito tremare la terra sotto i piedi così a lungo e così intensamente da sbriciolare palazzi e certezze in quella angosciante mattina del 30 ottobre.

Da giorni insegnati, volontari, militari stanno sistemando banchi, cattedre e si stanno mobilitando perché tutto sia funzionante. Dalle 8.30 alle 13.30 avranno lezione gli studenti delle scuole superiori. Alle 13.30 entreranno gli alunni della scuola primaria e della scuola media. In attesa ancora i piccoli della scuola dell’infanzia. Alcuni ragazzi (circa 200) hanno trovato sistemazione in altri complessi scolastici dell’Umbria. Centocinquanta invece gli insegnati che torneranno in cattedra.

Uno zainetto con la scritta “tutti a scuola” e la bandiera italiana stilizzata. All’interno del materiale didattico una copia della Costituzione. La presidente della Regione Umbria Catiuscia Marini su Facebook definisce gli studenti “il simbolo della ripartenza” e della “speranza che Norcia, Cascia, Preci e tutta la Valnerina ce la faranno. State vivendo una esperienza dura e difficile ma la scuola vi aiuterà a comprendere, conoscere sapere per riacquistare fiducia e forza per il vostro futuro”.

Una situazione che fatica a tornare alla normalità. Risultano assistite in Umbria 4.013 persone. Secondo i dati del Servizio regionale di Protezione civile. Le persone colpite dal sisma che hanno trovato assistenza in alberghi fuori dall’area dell’epicentro sono 1.188 e 395 sono gli assistiti nelle tende. Sono invece 2.224 gli assistiti dalle amministrazioni locali in altre strutture comunali e tensostrutture e altre 206 in strutture ricettive locali.

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