Il rebus del fisco italiano

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-di SANDRO ROAZZI-

La ghigliottina su Equitalia sembra voler sanare l’immagine di un fisco incubo sui contribuenti mentre nel frattempo cominciano le grandi manovre per rivisitare i vertici della Amministrazione tributaria e ci si domanda che fine faranno i dipendenti della…giustiziata. Nel frattempo il Governo sta mettendo mano ad una sanatoria che secondo il Ministro Padoan non va chiamata condono ma che gli assomiglia davvero molto. Specie se accostata alla operazione che dovrebbe favorire un ulteriore rientro dei capitali in Italia. Decisione che ha scatenato sui social ed oltre la indignazione degli onesti.  Manca solo un dettaglio: una riflessione su cosa e’ stato il fisco italiano in questi anni. Cominciamo dalla “rabbia” degli onesti. Negli ultimi anni si e’ assistito ad un teatrino degli orrori che ha visto la politica, quasi tutta, guardare dall’altra parte e l’opinione pubblica, onesti compresi, restare sostanzialmente indifferente. Il riferimento e’ alla…scoperta che lo Stato poteva incassare somme evase e ormai solo da riscuotere per diverse centinaia di miliardi una prima volta,  per svariati miliardi una seconda. Ma non l’ha fatto, mentre crescevano le more e gli interessi e l’insofferenza verso le richieste del fisco.  Denaro con il quale, recuperato almeno in parte,  si sarebbe potuto abbassare sia il debito pubblico che la pressione fiscale tanto per citare un’opera…buona.

Ed invece niente: solo la constatazione che gran parte di quella montagna di evasione, grande evasione per lo più era ormai irraggiungibile. Nessuno sa nemmeno chi erano quegli evasori e se magari ci hanno riprovato. Nulla, neanche la curiosità. Domanda inevitabile: dove era la politica, dove erano  la ‘sinistra delle tasse’ e il centrodestra del…calo delle tasse? Come si e’ manifestata la reazione degli onesti e di coloro che invocava una vera lotta all’evasione fiscale? Non pervenuto. Oggi si strepita per il recupero senza more ed interessi di somme ben più modeste…Allora manco un girotondo.

Ed in questo caso Equitalia con tutti i suoi errori c’entra poco.   Ma anche sulla questione delle more ed interessi una riflessione va fatta: il loro peso spesso abnorme, diciamo la verità, si giustificava più per l’impotenza dello Stato a controllare che  per ripristinare una equità vera. Seconda osservazione: via Equitalia e siamo d’accordo, ma la riscossione ed i controlli  che sorte avranno? E perché nel frattempo buona parte dello Statuto del contribuente che doveva garantire i diritto dei cittadini e’ rimasta nel cassetto della burocrazia tributaria? Perché in sostanza non si riesce a mutare il rapporto fra cittadini e fisco,  nella direzione di relazioni più civili ed umane, perché non si riesce al tempo stesso ad abbattere il muro delle furbizie che sottraggono risorse alla collettività , “protette” anche da una illogica omertà presente ancora nella nostra società?

Reduci come siamo da una lunga recessione e’ necessario fare delle distinzioni fra chi si e’ “difeso”, sbagliando certo, per sopravvivere e quel mondo di potentati legali e non che invece ha profittato ingiustamente, meglio… dolosamente.    Un mondo che confina con quel fenomeno invasivo e pericoloso della malavita con il colletto bianco che ormai situa le sue attività’ in pianta stabile nelle varie aree del Paese appetibili finanziariamente ed economicamente. Su questo insieme di questioni gli orientamenti  della politica e talvolta della realtà sociale non paiono essere indirizzati a quella chiarezza di intenti che si invoca ad ogni pie’ sospinto sul resto dei problemi politici.   Su un punto pero’ gli “onesti” avrebbero ragione a ribellarsi: nella nuova legge di stabilita’ gli incentivi fiscali per le imprese sono notevoli, compresa la fine degli studi di settore per i “piccoli” mentre resta del tutto indeterminata la sorte della riforma dell’IRPEF che dovrebbe far rifiatare soprattutto quel che resta del ceto medio,  il lavoro dipendente e i redditi da pensione. Anche in questo caso questi settori sociali sono come al solito stati trattati come un  fanalino di coda, tacitati da elargizioni come nel caso della, pur giusta, estensione della 14ma si pensionati.  Il ritorno nella economia e sul piano sociale delle agevolazioni fiscali per le imprese e’ tutto da verificare, specie sul versante occupazionale. C’e’ da sperare almeno che vi siano assunzioni di responsabilità da parte di queste categorie diverse rispetto al passato.  Ma non sarebbe male comunque che proprio per monitorare queste novità  la questione fiscale rimanesse un tema da affrontare da parte di tutti, partiti e forze sociali.  Una svolta in questa direzione farebbe bene all’economia ma soprattutto alla civiltà di questo Paese.

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