Nannicini e Boeri, ministri (bocconiani) ombra


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-di SANDRO ROAZZI-

Il sottosegretario Tommaso Nannicini sforna ricette economiche come se fosse il Ministro dell’Economia che prepara la nuova legge di bilancio. Di Piercarlo Padoan nessuna traccia. Semmai può sempre farsi il fegato grosso a Bruxelles… dopo. Chissà cosa ne pensa il diretto interessato?  Dal canto suo il Presidente dell’Inps, Tito Boeri, da lezioni di equità, sottintendendo che le misure proposte per le pensioni sono altro, per lo più assistenza. Anche lui sembra parlare da… Ministro.

Forti questi bocconiani. Insuperabili in recital, ma l’azione di governo dovrebbe essere altra cosa. Certamente l’opposto di show che lasciano il tempo che trovano. È il contrario di monologhi che ignorano il valore dei progetti, del lavoro di squadra. Il bello è che nel frattempo Renzi prende le distanze da Francia e Germania. Ventotene torna ad essere un’isola. Certo è durata pochino, Direttorio compreso. Il fatto è che l’avvicinarsi del referendum impone a Renzi una navigazione più nazional-popolare. 

Del resto la caparbia Merkel ed anche il traballante Hollande non hanno mai esplicitato di condividere la esistenza di un supercondominio a tre. Ed una vacanza a Ventotene non basta. Mentre Bruxelles per bocca di Junker si barcamena in attesa di ordini piu’ precisi. L’Europa continua a negarsi, il fantasma dei nazionalismi la confina nelle paure di chi governa. Ma purtroppo battere i pugni sul tavolo se si è isolati rischia di servire a poco. Senza alleanze vere al massimo possono far incassare un pugno di flessibilità in più, ma non la forza di codecidere. 

Le regole di ieri stanno sopravvivendo a se stesse, creando solo confusione e compromessi fini a se stessi, di corto respiro. E questo avviene perché Brexit pare assorbito, l’euro ha superato l’estate, le banche sopravvivono perché non si può fare a meno di loro. Insomma si guarda indietro, si tira un sospiro di sollievo, ci si siede alle prese con i giochi di sempre. Nei prossimi giorni del resto la scena la riprenderanno le banche centrali, poi si ripartirà con il rebus Grecia, i tira e molla sulle leggi di bilancio. Mentre il Mediterraneo tornerà ad agitarsi, riducendo probabilmente gli arrivi di centinaia di profughi disperati. 

Si naviga a vista, ma non è detto che sia l’atteggiamento più saggio. Forse è solo il più vecchio. Lo scenario non è dei migliori: personalismi, fughe dalla realtà, mancanza di coraggio e di voglia di rischiare. Non si vede all’orizzonte chi possa dare la sveglia: una volta avremmo detto che si poteva sperare nei movimenti sindacali, nelle socialdemocrazie. Nella voglia di libertà e di progresso di chi era escluso. Oggi dobbiamo constatare che sono schemi usurati dal tempo e dai cambiamenti. Ma il nuovo, allora, cosa è? Dove si nasconde? Ha fatto come Garibaldi che tornava dopo ogni delusione a Caprera, rifugiandosi magari a…Ventotene?

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