Prestito pensione: sulle imprese i costi per gli esuberi?

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-di SANDRO ROAZZI-

C’è voglia di accordo attorno alla questione pensioni. La prudenza è d’obbligo ed ha soprattutto un nodo da sciogliere: le risorse che il Governo metterà realmente in campo. Si parla sempre di una cifra attorno ai 2 miliardi mentre per i sindacati occorrerebbero 500 milioni in più. Non a caso le ipotesi di soluzione in questi giorno saranno montate e rimontate per cercare la quadratura del cerchio.

La leader della Cgil ha fatto riferimento proprio alla insufficienza dei soldi per sospendere il giudizio, pur mostrando interesse. Ma non è voce isolata visto che fu proprio la Uil a evidenziare l’esigenza di trovare risorse adeguate. Mentre però fino a ieri si immaginava che il buon lavoro svolto nel confronto per approdare al massimo ad una presa d’atto, oggi le ambizioni potrebbero crescere. Sulle questioni aperte un po’ di luce si è fatta.

L’Ape assume la veste di una sperimentazione (a partire dai 63 anni) che non graverà in termini di costi sui lavoratori disoccupati, sui disabili e su coloro che hanno congedi parentali per assistervi. Scelta questa di indubbio valore civile, va detto. In questo gruppo verranno compresi probabilmente anche lavoratori edili ed altre figure professionali (ad esempio, infermieri di pronto soccorso) adibiti a lavori usuranti. Sempre che il reddito per tutti non superi i 1200 euro netti, al lordo attorno ai 1600. Oltre si profilano oneri non indifferenti.

Resta da definire anche cosa avverrà per gli esuberi aziendali: la distribuzione degli oneri in particolare diventerà materia di contrattazione nell’impresa (si accollerà tutto o parte dei costi? ). Sembra poi che per i pensionamenti anticipati oggi condizionati da penalizzazioni peraltro “congelate” si viri verso una soluzione che elimini questa… zoppia della pensione.

Anche per i precoci ferve la discussione: risolvere il problema alla radice vuol dire mettere mano ad un miliardo, ma si riflette su altre ipotesi come quella che vedrebbe applicarsi anche a questi lavoratori vicini alla pensione l’Ape fino al raggiungimento dell’età pensionabile (con un costo… dimezzato). Quasi in porto invece il capitolo pensioni in essere: con la 14ma che arriva a lambire i mille euro e la no tax area che raggiunge quella dei lavoratori dipendenti lievemente più alta. Particolare non irrilevante è collegato al fatto che l’anticipo pensionistico si possa chiedere fino al 95%. Vale a dire che i percettori di redditi superiori a quelli per i quali c’è il… soccorso dello Stato potrebbero chiedere anticipi bassi, anche tali da rientrare nell’area che esclude costi. Il prestito non arriva al 100% proprio perché è un prestito che deve garantire anche i… doveri fiscali. Banche e assicurazioni, quindi restano della partita.

Dovrebbe essere la mossa che impedisce a Bruxelles di sollevare obiezioni. Un altro capitolo di spesa, insomma, che finirebbe fuori debito, come altri. Ed in una fase di bassa crescita e di poca autorevolezza degli euro-burocrati pare davvero difficile che emergano veti europei. Ormai si è compreso che queste soluzioni magari affinate serviranno per neutralizzare le rigidità della legge Fornero liberando migliaia di lavoratori da angoscioso attese. Già questo meriterebbe di considerare un eventuale accordo di indubbio valore politico.

Si apre altresì un piccolo varco per una futura flessibilità del sistema previdenziale, capitolo in gran parte ancora da scrivere. I costi non invoglieranno i lavoratori con redditi medi e alti, facendo riemergere il fantasma del tfr. Forse sarebbe il caso però, nonostante i dubbi, che si valutasse con più attenzione questa operazione consenso che il Governo sta praticando, andando oltre le indifferenze del passato. Con i sindacati sulle pensioni (e frenando interventismi sulla contrattazione), con le piccole imprese con il superamento degli studi di settore e la cosiddetta… Iri, con Confindustria in materia di competitività e ricerca.

Dove porta questa direzione di marcia è presto per dirlo anche perché lo stato dell’economia non aiuta e fa dire al Ministro dell’economia che le previsioni verranno corrette al ribasso. Resta il fatto che c’è una dinamica di rapporti fra Esecutivo e parti sociali che pare acquistare più respiro. Se sarà una scelta pragmatica (referendum…) o strategica si vedrà.

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