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Roma, caos e bugie: M5s non cerchi altrove i responsabili


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-di ANTONIO MAGLIE-

“Ora è un po’ più chiaro il perché un intero sistema ci fa la guerra? E poi credetemi, gira tutto intorno alle Olimpiadi il loro attacco. Le olimpiadi, ovvero l’obiettivo di quei palazzinari che controllano molti giornali e che hanno perso il controllo della Capitale. Sosteneteci, ripulire Roma da 30 anni di partitocrazia è un’impresa titanica. Se i cittadini staranno con noi ce la faremo. A riveder le stelle!” Così parlò Alessandro Di Battista, simpatico esponente del Movimento 5 stelle che dice di aver girato l’Italia (per fare campagna contro la revisione costituzionale) in groppa a uno scooter: da motociclista (non da scooterista) ho dei dubbi ma tutto è possibile anche che a Natale il famoso Babbo scenda dal camino. Mezzi di locomozione a parte, quel suo intervento sulla personale pagina Facebook è un piccolo esempio di “vecchia, nuova politica”: nuova nei personaggi, vecchia nei modi.

Lo facevano in tanti, nella Prima Repubblica: buttare la palla in angolo e quando rientrava in campo, fare melina con strumentali argomentazioni. Che a Roma ci siano persone interessate al gran banchetto che si potrebbe organizzare intorno alle Olimpiadi, è un dato di fatto. Ma in questo nostro dannato e sfortunato Paese le occasioni per banchettare non mancano, non bisogna aspettare per forza i Giochi. Anche la spazzatura, questione che in questo momento devasta il Campidoglio, in fondo può fornire materiale utile per imbandire tavole. Certo, produce cattivi odori, ma si sa pecunia non olet.

In questi giorni molti degli elettori pentastellati si affannano ad accusare i media per l’eccessiva attenzione che stanno prestando alle vicende del Campidoglio. Ma non capita mica tutti i giorni che in un sol colpo vada via un pezzo di amministrazione e i vertici di due aziende municipalizzate. Roma non è, con tutto il rispetto, Livorno e questa attenzione in negativo è l’altra faccia della medaglia dell’attenzione che a Virginia Raggi e al Movimento 5 stelle era stata garantita, in positivo e anche all’estero, alla vigilia delle trionfali elezioni. Come si suol dire: avete voluto la bicicletta, pedalate. Non è che Marino sia stato trattato meglio o che i media si siano voltati dall’altra parte: in fondo la Panda Rossa rispetto alle storie di questi giorni sembra quasi la trama di una favola per bambini.

Comprensibile lo sforzo di Di Battista ma, oggettivamente, cosa c’entrano gli appetiti olimpici con il fatto che un sindaco dimentica di comunicare che un suo assessore, una decina di giorni dopo l’insediamento della giunta, è ufficialmente nel registro degli indagati e che lo stesso assessore faccia quasi finta di nulla per un paio di mesi pur essendo a conoscenza dell’inchiesta che la riguarda dal 18 luglio.

E che c’entra tutto questo con il modo un po’ originale in cui poltrone fondamentali come quella all’ambiente e al bilancio, sono state assegnate? La sindaca ha spiegato ieri che lei la Muraro non la conosceva: gliel’ha presentata agli inizi di giugno un parlamentare pentastellato molto attivo nel campo dei rifiuti Stefano Vignaroli. Ed è stata sufficiente questa presentazione per decidere l’attribuzione della poltrona a una persona degnissima e competentissima ma che aveva alle spalle già dodici anni di consulenze con Ama, quindi in una situazione che, in una logica di giusta e opportuna discontinuità, avrebbe dovuto sconsigliarne la scelta?

E che c’entrano i Giochi con un altro assessore che viene reclutato per vie traverse, segnalato (e contattato) alla sindaca da un avvocato con la quale la Raggi ha lavorato prima di salire al Campidoglio. E il silenzio (che in politica e nella vita rientra nel campo dei comportamenti menzogneri) come si accorda con il sacro vincolo della trasparenza contratto dai pentastellati con i propri iscritti, i propri elettori e con tutto il copro elettorale (compresi i cittadini che hanno votato altri partiti e candidati e quelli che non hanno votato affatto)? E queste soluzioni figlie di presentazioni (i maliziosi potrebbero considerarle “interessate”) come si conciliano con l’impegno a scegliere sulla base della valutazione dei curricula, delle competenze, anche della rottura col passato?

Il fatto è che a furia di concentrarsi sulle Olimpiadi (grande argomento mediatico), ai vertici pentastellati è sfuggito tutto il resto, “sacri principi” compresi, violati e violentati in una logica politica che promette futuro ma non ha proprio nulla da invidiare al passato. Ilvo Diamanti in una analisi su “la Repubblica” si è augurato che il Movimento 5 stelle a Roma scopra la “forma partito”, uscendo dalle logiche del movimento di protesta per entrare veramente e stabilmente in sintonia con le dinamiche di governo. Al momento, della vecchia “forma partito” sembrano aver scoperto i difetti peggiori: le bugie, i tentennamenti, la ricerca di alibi (come nel caso di Di Battista) in assoluto anche accettabili ma che nello specifico servono solo a spostare l’attenzione della pubblica opinione su un altro piano, diverso da quello al centro del dibattito e della contesa.

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