Pil fermo ma le parti sociali ora si muovono

PIL

-di SANDRO ROAZZI-

Anche nel secondo trimestre il Pil resta immobile. Insomma si allunga ancora un po’ la crescita zero. Le speranze, modeste, di un lieve incremento che aiutasse ad immaginare un Pil nel 2016 vicino almeno all’1% sono andate deluse per ora. A bocce ferme il Pil di quest’anno si fermerebbe allo 0,7%. Sul piano tendenziale invece l’incremento c’è ed è dello 0,8% segnalando che l’economia malgrado le apparenze si muove. E lo si vede anche dalla dinamica di import ed export, forse l’unico barlume di fiducia in questo momento.

Per il resto se il Pil è fermo, i consumi sono…stazionari. Ma quelli delle famiglie registrano comunque un leggero incremento. Avanti piano come tutto il resto. Al palo, e non di poco invece, il valore aggiunto del settore industriale con una flessione dello 0,6%, probabilmente dovuta alla precedente stasi dell’export e al mercato interno altalenante.

Decimali o non decimali il problema resta lo stesso: occorre un colpo di frusta per la nostra economia. Un segnale da valutare positivamente arriva pero’ dalle parti sociali. Il documento comune su cig straordinaria e sulle aree di crisi è un buon viatico per tornare a costruire le condizioni per una svolta. Se il Governo guarda da quella parte tempestivamente le cose potrebbero andare anche meglio. Ed il Pil pure.

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