Olimpiadi un affare? Per ora solo in quattro casi

©2015_HeusiAction
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-di SANDRO ROAZZI-

Le Olimpiadi di Rio bussano alla porta ma sarà un Brasile inquieto ad accogliere le delegazioni di atleti provenienti da ogni parte del mondo. Nel frattempo persino la potente società d’affari Goldman Sachs si diletta di previsioni e vede ancora una volta primeggiare Stati Uniti e Cina, nell’ordine (106 medaglie contro 88), con la Gran Bretagna fresca di Brexit, a fare la terza forza. Più indietro la Russia, penalizzata dalle inchieste sul doping. Per fortuna, Goldman Sachs è verso l’Italia più benevola di come ci ha trattati agli Europei di calcio in Francia (data per vincitrice): allora ci vedeva subito fuori agli ottavi, ora invece pronostica lo stesso bottino di medaglie conquistato a Londra, da agguantare sopratutto in punta… di fioretto. Benino anche il Brasile in odore di raddoppio di podi, a partire da quello più alto della pallavolo. La parola dal 5 agosto passera’ alle gare ed alle possibili sorprese. Sullo sfondo resta però un interrogativo: conviene ospitare un’Olimpiade? In un suo studio il direttore del Cresme, Bellicini, segnala nell’epoca moderna quattro Olimpiadi di successo: Londra 1948, Roma 1960, Los Angeles 1984, Barcellona 1992.
Le ragioni sono varie: l’Olimpiade londinese del 1948 riscopriva l’ideale di pace e di incontro fra i popoli senza più armi e vittime, come volle De Coubertin, dopo le rovine della guerra. Costò poco, lo sforzo di ricostruire dalle macerie viaggiava su altri binari. Gli stessi atleti si accontentarono di poco, comprese le baracche dove dormirono. Un filo rosso lega invece le Olimpiadi di Roma e Barcellona. Le due città beneficiarono di molte infrastrutture anche non sportive che modernizzarono la vita cittadina: si pensi alla via Olimpica ed alle altre opere stradali di Roma, all’aeroporto Leonardo da Vinci, al villaggio Olimpico poi trasformato in case popolari. Allora buona parte delle risorse, sottolinea il Cresme, venne dal Coni che gestiva i sogni domenicali degli italiani con il totocalcio. 

Ma fecero capolino per la prima volta anche i diritti televisivi. A Barcellona, per esplicita ammissione degli organizzatori, si guardò al modello Roma con lo stesso obiettivo: migliorare la città, dalla rete stradale al verde e alle spiagge tanto per gradire. Con il positivo risvolto della disoccupazione dimezzata. Infine Los Angeles, l’unica Olimpiadi conclusasi con un guadagno netto: a… vegliare su di esse un magnate detentore di una delle più importanti società di viaggi negli Usa. Con intese da favola: 225 milioni di dollari dal network televisivo Abc, 130 milioni dagli sponsor. E 140 milioni dai biglietti venduti, malgrado fosse una Olimpiade con… boicottaggio incluso (dalla Unione sovietica in risposta a quello subito a Mosca). Alla fine si contarono 215 milioni di dollari di profitti. Devoluti in beneficenza. E in Brasile? Forse l’effetto migliore potrebbe essere quello di determinare una tregua nelle traversie istituzionali e politiche attuali. Il resto lo faranno le imprese sportive ed i record. Se ci saranno.

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