Domenica musulmani in chiesa contro il terrorismo

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Musulmani domenica in Chiesa per battere il terrore e un fantasma che si aggira per l’Europa chiamato “guerra di religione”. Può essere il momento buono, l’occasione per cambiare il verso di questa triste storia cominciata all’inizio dello scorso anno e proseguita colorando di sangue le strade del nostro continente. Dopo l’appello di Tahar Ben Jellun a denunciare gli estremisti fedeli ad Al Baghdadi, ora una iniziativa chiara e forte. Viene dalla Francia e ad adottarla è stato l’Institut des hautes etudes islamiques che già aveva condannato gli ultimi attacchi. I membri dell’istituto si uniranno ai cattolici nel corso della messa nelle chiese di Parigi, Lione, Marsiglia, Gap, Embrun, Rennes, Lille, Perpignan e Tolone. Ma l’Ihei è andato anche oltre invitando i semplici fedeli musulmani a fare altrettanto in segno di solidarietà con i parenti delle vittime degli attentati di Nizza e di Rouen. L’iniziativa è stata colta al volo in Italia dal Coreis (Comunità religiosa islamica) i cui esponenti si recheranno nelle chiese di Roma, Milano, Novara, Genova, Verona, Sondrio, Ventimiglia, Brescia, Vicenza, Fermo, Siena, Piacenza, Brindisi, Palermo e Agrigento per compiere un gesto analogo a quello dei musulmani francesi.

Nell’attesa di verificare le dimensioni anche numeriche di questa solidarietà, l’iniziativa ha avuto almeno il merito di inserire in un clima plumbeo un motivo di speranza: può esserci una strada alternativa al degrado, all’abisso umano. Dice Bruno Forte, arcivescovo di Chieti e presidente della commissione per il dialogo interreligioso: “Credo che sia un segno molto bello, un segno che aspettavamo e vuol dire come i credenti di tutte le religioni, in particolare cristiani e musulmani, condannino la violenza in nome di Dio, considerandola falsa e contraria ad ogni ispirazione religiosa”. E Famiglia Cristiana aggiunge: “Un segnale incoraggiante, senza precedenti e più che mai necessario in questo momento drammatico dove soffiano sinistri i fuochi di chi evoca una guerra di religione”. Il Coreis tra l’altro rappresenta un pezzo rilevante dell’islamismo in Italia organizzando l’attività di duemilacinquecento moschee. Sottolinea l’Avvenire, il quotidiano della Cei: “Sarebbe una cosa grande. Se anche solo uno su dieci dei cinque milioni di islamici che vivono in Francia rispondesse all’appello del Consiglio francese per il culto musulmano e domenica si recasse in una chiesa, nell’ora della Messa, in segno di solidarietà dopo Rouen, sarebbe davvero una cosa grande”.

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