Ecco quanto si guadagna in Rai con il nostro canone

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A luglio gli abbonati pagheranno una parte (quella più cospicua) del canone televisivo inserita nella bolletta elettrica, secondo la riforma voluta dal presidente del Consiglio Matteo Renzi per contrastare l’evasione. L’azienda, nel frattempo ha provveduto a mettere on line i compensi superiori ai duecentomila euro lordi di giornalisti, dirigenti e collaboratori. Il compenso che ha destato più scalpore è quello di un collaboratore, il giornalista Francesco Merlo: per garantirsi i suoi servigi viale Mazzini gli ha fatto un contratto da 240 mila euro l’anno. Tra i dirigenti, invece, il recordman è il direttore dell’ufficio legale, Pier Paolo Cotone (292 mila) e il chief digital officer Gian Paolo Tagliavia (292 mila). Per quanto riguarda i giornalisti, le cose vanno piuttosto bene al corrispondente da Rio de Janeiro: Eugenio De Paoli guadagna 290 mila euro l’anno. Molti i giornalisti indicati come direttamente alle dipendenze di qualche direttore. In larga misura questi casi sono il frutto dello spoil system attuato in questi anni, cioè professionisti che avevano avuto un ruolo di vertice e che sono stati “invitati” a compiere un “passo di lato” per fare posto a qualche altro collega. Ma soprattutto ci sono anche gli stipendi superiori e in alcuni casi abbondantemente superiori ai trecentomila euro. A cominciare dal direttore generale, Antonio Campo Dall’Orto: 620 mila euro. E poi un dirigente di lungo corso, proveniente dalle file della Lega, Antonio Marano, Raipubblicità, 392 mila; le nuove arrivate Ilaria Dellatana (da Magnolia) e Daria Bignardi: 300 mila a testa. Se la cavano bene il direttore editoriale, Carlo Verdelli, e il direttore di Raiuno, Mario Orfeo: 320 mila a testa. Non se la passa male il direttore di Rainews, Antonio Di Bella: 308 mila. Giancarlo Leone, figlio dell’ex presidente Giovanni, dirigente di lungo corso, incamera 360 mila euro all’anno. Gianfranco Cariola, direttore internal e auditing, incassa 352 mila euro; Raffaele Agrusti, Chief Financial Officer, 340 mila, Angelo Teodoni, direttore Rai Gold, 325 mila, Fabrizio Piscopo, Rai pubblicità, 322 mila, Paolo Del Brocco 307 mila, Valerio Fiorespino, a disposizione del direttore generale, 303 mila, Carlo Nardello, alle dipendenze del direttore finanza e pianificazione, 302 mila, Paolo Galletti, direttore risorse umane, trecentomila.

Ecco, comunque, i compensi superiori ai duecentomila euro, cominciando dai giornalisti, quasi tutti volti piuttosto noti. Eugenio De Paoli, corrispondente responsabile Rio de Janeiro, 290 mila euro; Biancamaria Berlinguer, direttore Tg3, 280 mila euro; Marcello Masi, direttore Tg2, 280 mila euro; Monica Maggioni, presidente Rai, 270 mila euro; Antonio Ciro Patrizio Preziosi, corrispondente Bruxelles, 245 mila euro; Pietro Marrazzo, corrispondente responsabile Gerusalemme, 244 mila euro; Antonio Bagnardi, direttore centro italiano studi superiori per la formazione radiotv, 240 mila euro; Alessandro Casarin, vice direttore Rai News, 240 mila euro; Anna La Rosa, caporedattore alle dirette dipendenze direttore Raitre, 240 mila euro; Alfredo Meocci, caporedattore alle dirette dipendenze del dg, 240 mila euro; Fabrizio Maffei, direttore ad personam alle dipendenze del dg, 240 mila euro; Susanna Petruni, vice direttore Tg1, 240 mila euro; Scipione Rossi, direttore Rai Parlamento, 240 mila euro Flavio Mucciante – direttore Radio Uno – 239 mila euro Tiziana Ferrario – corrispondente New York, 238 mila euro; Sandro Testi, condirettore giornalistico ad personam alle dirette dipendenze del dg, 231 mila euro; Gabriele Romagnoli, direttore Rai Sport, 230 mila euro; Vincenzo Morgante, direttore Tgr, 228 mila euro; Marco Varvello, corrispondente responsabile Londra, 219 mila euro; Claudio Pagliara, corrispondente responsabile Pechino, 212 mila euro; Emanuele Fiorilli, corrispondente responsabile Istanbul, 211 mila euro; Alberto Romagnoli, corrispondente responsabile Bruxelles, 208 mila euro; Stefano Tura, corrispondente Londra, 205 mila euro; Carmen Lasorella, caporedattore nell’ambito direzione digital, 204 mila euro; Francesco Pionati, caporedattore alle dipendenze del direttore Tg1, 203 mila euro; Stefano Ziantoni, corrispondente Parigi, 201 mila euro; Anna Donato, vice direttore Tgr, 200 mila euro Antonino Rizzo Nervo, presidente centro italiano studi superiori per la formazione radiotv, 200 mila euro; Danilo Scarrone, direttore canali radio pubblica utilità, 200 mila euro.

Ecco i collaboratori più remunerati. Francesco Merlo (1 contratto), professionista, 240 mila euro; Massimo Coppola, (1 contratto) consulente aziendale, 192 mila euro; Alfonso D’Alfonso , (1) consulente aziendale, 162 mila euro; Alessia Fattori, (6) professionista, 90 mila euro; Guido Natale Nori, (1) consulente aziendale, 84 mila; Vincenzo Sorrentino, (18) professionista, 83 mila euro; Roberto Brescia, (14) professionista, 81 mila euro. Nell’anno precedente, cioè nel 2015, la Rai aveva speso in collaborazioni complessivamenteIn tre milioni di euro.
Infine, i dirigenti.Pier Paolo Cotone, direttore affari legali e societari, 292 mila euro; Gian Paolo Tagliavia, chief digital officer e direttore digital, 292 mila euro; Eleonora Andreatta, direttore Rai Fiction, 272 mila euro; Giovanni Parapini, direttore comunicazioni e relazioni esterne, 260 mila euro; Pasquale D’Alessandro, responsabile Rai 5, 247 mila euro; Fabio Belli, responsabile amministrazione finanza e controllo Rai pubblicità, 245 mila euro; Massimo Migani, responsabile gestioni grandi eventi, 247 mila euro; Giuseppe Pasciucco, direttore pianificazione strategica e controllo gestione, 245 mila euro; Lorenza Lei, alle dipendenze del dg, 243 mila euro; Roberto Sergio, vice direttore Radio, 243 mila euro; Marco Zuppi, direttore canone, 242 mila euro; Adriano Coni, responsabile sostenibilità e segretariato sociale, 242 mila euro; Luciano Flussi, dg Rai Pubblicità, 242 mila euro; Pierfrancesco Forleo, direttore diritti sportivi, 242 mila euro; Pietro Gaffuri, ambito digital, 242 mila euro; Massimo Liofredi, direttore Rai ragazzi, 242 mila euro; Roberto Nepote, responsabile centro produzione tv Torino, 240 mila euro; Alessandro Zucca, vice direttore Rai Sport per attività non giornalistiche, 239 mila euro; Roberto Cecatto, direttore produzione Tv, 237 mila euro; Massimo Ferrario, responsabile sede Liguria, 235 mila euro; Valerio Zingarelli, chief tecnology officer, 232 mila euro; Nicola Sinisi, direttore Radio, 228 mila euro; Claudio Nicola, direttore segreteria del Cda, 227 mila euro; Silvia Calandrelli, direttore Rai Cultura, 223 mila euro; Luigi Rocchi, direttore qualità e pianificazione, 217 mila euro; Piero Alessandro Corsini, responsabile Rai World, 216 mila euro; Luca Balestrieri, responsabile struttura satelliti, 215 mila euro; Alberto Longatti, vice direttore produzione tv, 215 mila euro; Luigi Meloni, direttore coordinamento sedi regionali ed estere, 214 mila euro; Francesco Pinto, responsabile centro produzione tv Napoli, 210 mila euro; Giuseppe Sturiale, dg Rai Cinema, 206 mila euro; Paolo Bistolfi, vice direttore Rai Gold, 203 mila euro; Roberto Serafini, direttore pianificazione frequenze, 203 mila euro; Roberto Giacobbo, vice direttore Raidue, 200 mila euro; Maurizio Rastrello, vice direttore staff dg, 200 mila euro; Guido Rossi, direttore staff dg, 200 mila euro.

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