La tela del terrore: dieci morti a Monaco

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Dopo l’accoltellatore isolato di Wurzburg il cui gesto è stato immediatamente rivendicato dall’Isis, l’attentato in piena regola portato a termine da un solo uomo armato, un diciottenne tedesco-iraniano. Un bagno di sangue: dieci morti, compreso lo sparatore, e sedici feriti.. Monaco di Baviera il palcoscenico tragico di questo nuovo attacco; un affollato centro commerciale l’area in cui si è sviluppato il dramma. Un po’ come a Parigi, come al Bataclan. Ma questa volta la matrice è più incerta, probabilmente diversa. E se la polizia tedesca afferma che non vi sono elementi per parlare di pista islamica, l’Is comunque “esulta” inserendo anche questo atto criminale nel “programma di terrore” annunciato con la mobilitazione dei “lupi solitari”.

In realtà, gli inquirenti vogliono capire. Il giovane era incensurato, i vicini lo descrivono come un ragazzo apparentemente tranquillo: complicato capire, a poche ore dal fatto, cosa abbia armato la sua mano. Perciò in una conferenza stampa nella notte il capo della polizia di Minaco, Hubertus Andare ha sottolineato che i moventi e contatti del killer di Monaco il giovane “aveva la cittadinanza tedesca e iraniana” e viveva nel capoluogo bavarese da diversi anni. Andrae non ha voluto precisare se si sia trattato di un “atto terroristico” o di “follia”: al momento si parla di “sparatoria”, ha detto sottolineando che la definizione dell’atto è legata al movente dell’omicida, tra le cui vittime sono anche “adolescenti”. Ora si indaga anche su un finto annuncio apparso su Facebook nel quale si annunciava che, all’ora della strage, nel fast food sarebbe stato offerto cibo gratis: è possibile che a postarlo sia stato lo stesso attentatore.

L’attentatore ha aperto il fuoco in un centro commerciale nella zona del villaggio che ospitò gli atleti nel corso delle Olimpiadi del 1972, quelle del famoso attentato organizzato da “Settembre nero” e conclusosi con una vera e propria carneficina (rimasero uccisi undici atleti israeliani, cinque terroristi e un poliziotto tedesco). Tutto è cominciato intorno alle 17 e cinquantadue nel centro commerciale non a caso chiamato Olympia. Il punto centrale della sparatoria, un fast food di McDonald’s. Un testimone ha raccontato di aver visto l’uomo caricare l’arma e poi sparare in faccia ad alcuni ragazzi.

Minuti di terrore con il tedesco-iraniano che dopo aver sparato sulla folla si è dato alla fuga. Una fuga breve: a circa un chilometro dal centro commerciale si è suicidato sparandosi un colpo alla testa. È stato ritrovato riverso al suolo e con uno zainetto rosso sulle spalle e la presenza di quello zainetto ha consigliato i poliziotti a far intervenire gli artificieri che con un robot hanno accertato l’assenza di materiale esplosivo. In pochi minuti la zona si è riempita di agenti: in circa 2.300 sono accorsi sul posto. Bloccata la metropolitana, evacuata la stazione centrale a pochi passi dal cuore della città, da Marienplatz: in quella zona veniva segnalata un’altra sparatoria ma si trattava solo di una fuga improvvisa e di massa determinata dal panico seguito alla diffusione della notizia. Immediatamente Inviti pressanti sono stati rivolti ai cittadini a rimanere al riparo, in casa. Poi l’affastellarsi delle testimonianze. L’ attentatore che passeggiava sul tetto del garage del centro commerciale e gridava “stranieri di m…” Un video illustrava il battibecco tra il giovane stragista sul tetto e un un inquilino del palazzo di fronte.

L’attentatore parlando di sé diceva in tedesco corretto e senza accenti particolari di essere tedesco (cosa che escluderebbe la pista islamica e dovrebbe necessariamente dare luogo ad altre interpretazioni), di essere stato in cura e di essere cresciuto in un quartiere povero abitato da persone che sopravvivevano con il sussidio pubblico (il giovane abitava insieme ai genitori a Maxvorstadt, alla periferia di Monaco). E al cittadino che lo insultava, rispondeva: “Sono tedesco, fottuti turchi”. Ore confuse, una confusione confermata dalle contraddittorie testimonianze. Una testimone, infatti, alla Cnn raccontava che l’attentatore aveva gridato “Allah è grande”. Mentre si diffondeva la notizia della fuga di altri due complici ma a situazione normalizzata, il capo della polizia spiegava che non vi erano tracce di altri partecipanti alla sparatoria. Sul posto arrivavano anche le forze speciali, le teste di cuoio. Per ore i treni sono rimasti fermi, mentre l’accesso all’aeroporto, rimasto comunque aperto, era complicato e le autostrade verso il nord chiuse.

Prima della scoperta del corpo senza vita del tedesco-iraniano, la caccia all’uomo è andata avanti per ore mentre le ombre della sera cominciavano ad avvolgere una città impaurita e tormentata e la Germania, soprattutto nella capitale, Berlino, rafforzava le misure di sicurezza. Nel frattempo Angela Merkel si precipitava nella sede della Cancelleria mentre il ministro dell’interno, Thomas De Maiziere interrompeva le vacanze per rientrare nella capitale. Difficile dare dei contorni precisi alla vicenda. Anche fornire certezze sul numero delle persone che avevano sparato. A tarda notte qualche dato più certo lo forniva il ministro della Cancelleria federale, Peter Altmaier affermando: “ Al momento abbiamo sicurezza di una persona. Non sappiamo se questa persona avesse dei complici”.

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