“Colpiranno di nuovo come a Parigi”. Firmato: Europol

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La Francia, ancora una volta. Dopo il Bataclan e “Charlie Hebdo”. La Francia ancora una volta. Nel giorno più emblematico: il 14 luglio, la presa della Bastiglia, probabilmente la data di nascita della moderna idea di democrazia. Questa volta a Nizza, città a noi vicinissima, per motivi geografici e per motivi storici. Un camion contro la folla, ottantaquattro morti, moltissimi bambini. L’Isis (o Is o Daesh) che perde terreno sui campi di battaglia siriani e libici, come avevano preannunciato molti esperti, porta la guerra in Europa, soprattutto nei paesi più esposti, la Francia, appunto, e il Belgio, stazioni di partenza di numerosi Foreign Fighters. Figli di immigrati antichi, delusi e arrabbiati, che nei richiami alla “guerra contro i crociati” più che un senso alle loro convinzioni religiose, cercano un una tragica valvola di sfogo per il loro risentimento. Il documento che pubblichiamo è stato redatto alla fine dello scorso gennaio dall’Europol nel corso di una riunione in cui parteciparono i rappresentanti delle polizia degli stati membri dell’Unione Europea. Suona oggi come una terribile profezia. Perché in quelle poche cartelle si diceva che i terroristi avrebbero replicato, semmai con qualche aggiornamento, il copione del Bataclan, che avrebbero messo al centro del loro mirino “bersagli semplici” capaci di scatenare grande allarme sociale attraverso un elevato numero di vittime. Soprattutto si sottolineava che se tutti i paesi europei erano a rischio, la Francia era, però, quello che rischiava di più. Insomma, era il preannuncio di una nuova azione come quella dello scorso novembre. Termina il documento con un riferimento che non lascia grandi spazi all’ottimismo: proprio perché gli obiettivi sono “semplici” non è facile capire dove colpiranno e, soprattutto, non è facile individuare chi lavora alla definizione dei piani di attacco. Il problema, insomma, è complesso: le forze di polizia, gli apparati militari possono difenderci, ma è la politica, l’Europa che deve provare a dare una risposta unitaria. La sfida è più alta e complessa ma forse qualche utile ispirazione potrebbe venire dai modi in cui quarant’anni fa proprio questo Paese si attrezzò per combattere il terrorismo. Altra tempi, altra storia. Ma la minaccia è così consistente che il salto di qualità diventa più che mai urgente ed essenziale

IL DOCUMENTO DELL’EUROPOL

Introduzione

1.1 Background
Il 13 novembre 2015, una serie di attacchi complessi e ben coordinati, ha avuto luogo su obiettivi accuratamente scelti a Parigi che comprendevano uno stadio di calcio, un teatro, due bar e due ristoranti. Gli attacchi sono stati progettati per uccidere e ferire il maggior numero possibile di civili.
Dal punto di vista dell’evoluzione della minaccia terroristica verso Stati Uniti, Francia e Unione Europea, in particolare, gli attacchi del 13 novembre sono stati significativi per due aspetti:
a) Somigliavano a quelli di Mumbai del 2008, in termini di modus operandi, gli obiettivi prescelti, il numero di attaccanti e l’impatto;
b) Ci sono stati tre gruppi di aggressori, tra i quali coloro che sono nati e cresciuti in Francia e i foreign fighters di ritorno.
Lo stile “Mumbai” (anche se eseguito da persone locali) di attaccare bersagli in un paese europeo rappresenta una prima assoluta per l’IS. Combinato con ò’attentato all’aereo di linea russo in Egitto del bombardamento di un aereo di linea russo in Egitto del 31 ottobre 2015, rivendicato anche da IS, e altri attacchi a Suruç e Ankara (Turchia), Beirut e Baghdad, gli attacchi di Parigi sembrano essere parte di una strategia più ampia che si fa sempre più globale, in particolare attaccando la Francia, ma probabilmente nel prossimo futuro anche altri Stati membri dell’UE.
Questa idea è rafforzata dal fatto che ci sono stati consistenti segnali di nuovi progettati dall’ per colpire in altre parti d’Europa, molto probabilmente ancora Francia o in Belgio, che sono stati però sventati attraverso l’attività di polizia che ha fatto seguito agli attentati di Parigi .
L’eventuale cambiamento di strategia di IS ha portato Europol ad organizzare un incontro con i membri della rete di prima risposta (FRN) 2 degli Stati membri che ritengono attualmente di correre un rischio elevato come prossimi elevato bersagli da IS, per discutere di cambiamenti in questo modus operandi. L’incontro ha avuto luogo presso l’Europol, il 30 novembre e il 1 dicembre 2015.
Anche se la riunione è stata ispirata dai recente attacchi dell’Is, le discussioni hanno riguardato la minaccia del tutto il terrorismo di ispirazione religiosa in generale. Al Qaeda continua a minacciare i paesi occidentali, e può risvegliarsi per mettere voce in capitolo entrando in competizione con l’IS, un’organizzazione che sta ora attaccando obiettivi che in precedenza erano considerati fuori dalla loro area di interesse.
1) Il modus operandi sono simili nel momento in cui si parla dell’uso dell’AK 47, delle armi automatiche in entrambi gli attacchi. Gli obiettivi scelti a Parigi e Mumbai, includono entrambi ristoranti, caffè e luoghi di intrattenimento, garantiscono un forte impatto dal punto di vista del numero di vittime e del livello di allarme generato. A Mumbai ci furono dieci attentatori, a Parigi, almeno lo stesso numero. Gli attacchi di Mumbai provocarono 164 morti. Gli attacchi di Parigi hanno provocato 130 morti e 352 feriti. Il tasso di mortalità avrebbe potuto essere anche molto più alto se uno dei tre attentatori suicidi dello “Stade de France”, lo stadio nazionale di calcio dove la Francia stava giocando una amichevole con la Germania, non fossero stati fermati all’entrata da una membro della sicurezza in servizio, e fosse stato in grado di far esplodere il suo giubbotto all’interno dello stadio, e gli altri due si fossero fatti esplodere subito dopo in mezzo alla folla in preda al panico nel tentativo di fuggire dello stadio.
2) La rete di prima risposta (FRN) è una rete di più di 56 esperti di anti-terrorismo provenienti da tutti gli Stati membri dell’Unione Europea, in collaborazione con gli esperti di lotta al terrorismo dall’ECTC di Europol. Questa rete è disponibile per l’attivazione in caso di un grave incidente terroristico (attacco o minaccia) nell’UE o contro gli interessi dell’UE.
3) Il leader di Al-Qaeda, Ayman al-Zawahiri ha detto in un video diffuso il 1 Dicembre 2015: “(….) quindi dobbiamo portare la guerra in casa del nemico, in particolare in Europa e in America, perché lì ci sono i capi della campagna crociata contemporanea. Devono essere uccisi proprio come uccidono, feriti proprio come feriscono, bombardati proprio come bombardano, bisogna farli piangere, renderli orfani e vedove, proprio come fanno piangere, come rendono orfani e vedove”. (SITE Intelligence Group)

1.2 Finalità e scopi
Valutando i mutamenti nel modus operandi di IS e degli altri gruppi terroristici di ispirazione religiosa si ottiene una migliore comprensione della minaccia che questi gruppi rappresentano per gli Stati membri dell’UE. Si comprende lo sviluppo dei possibili scenari futuri, in base ai quali gli Stati membri possono prepararsi meglio per rispondere agli attacchi futuri. Inoltre stimola lo scambio rapido di informazioni e intelligence tra le unità TC.

2. esiti della riunione FRN
L’incontro FRN mirava a generare idee su possibili sviluppi della minaccia rappresentata dell’IS verso l’UE, in termini di cambiamenti rilevanti nel modus operandi e di strategia, a seguito degli attacchi parigini di novembre 2015. I colloqui si sono sviluppati intorno ai seguenti quesiti generali:
• Gli attacchi di Parigi sono il punto di partenza di una strategia che tende a impiegare o stimolare attentati da parte di attentatori solitari nell’Unione Europea, ed è una tendenza che si può sviluppare ulteriormente? Come si potrebbe porre fine agli attacchi degli attentatori solitari?
• Le uccisioni di massa indiscriminate rappresentano l’obiettivo dei futuri attacchi?
• gli attacchi coordinati possono essere il modus operandi del futuro?;
• Gli attentati di Parigi indicano l’intenzione dell’Isl di espandere ulteriormente la propria attività in paesi occidentali?

2.1 terroristi coinvolti
1. L’intelligence pensa… che più attacchi come quelli che hanno avuto luogo a Parigi nel mese di novembre sono attualmente in fase di pianificazione e preparazione.
2. Le cellule terroristiche pronte ad attuare un attacco terroristico sono in gran parte nazionali e / o su base locale. I membri potrebbero essere stati addestrati in Siria, come è avvenuto negli attacchi novembre Parigi, ma non è indispensabile.
3. Prima degli attentati di novembre si riteneva che la principale minaccia terroristica dell’Is all’interno della Ue fosse rappresentata da individui radicalizzati a livello locale, al di là del fatto che un certo numero di combattenti stranieri fosse tornato dalle zone di conflitto in Siria e in Iraq. Considerando il coinvolgimento dei rimpatriati negli attacchi di Parigi, questa valutazione deve essere rivista.
4. Non vi è alcuna prova concreta di terroristi che utilizzano sistematicamente come strumento di viaggio il flusso di rifugiati che cercano di entrare clandestinamente in Europa. È possibile che i musulmani sunniti siriani della diaspora dei rifugiati possono essere vulnerabili ai processi di radicalizzazione. In effetti ci sono relazioni in cui si sottolinea che i centri per rifugiati vengono specificamente di mira dai reclutatori di estremisti islamici.
5. La formazione delle “reclute” è costituita dall’insegnamento di tecniche di guerra riguardanti l’uso di armi, esplosivi e tecniche di uccisione specifiche, che comprendono la decapitazione. Operatori sono inoltre formati in azioni clandestine e di contro-spionaggio. La natura e la struttura della formazione consentono agli attentatori di eseguire atti terroristici in maniera emotivamente distaccata, come dimostrato nella sparatoria di Parigi. L’accettazione della morte è anche vista come un una caratteristica che agevola il reclutamento e per l’utilizzazione negli attacchi terroristici. Fino ad oggi non vi è alcuna prova definitiva che il consumo di droga giochi un ruolo significativo nel raggiungimento di un tale stato mentale.
6. Oltre alle strutture di formazione in Siria, esistono campi di addestramento su scala ridotta anche nell’UE e nei paesi balcanici… Le attività sportive sono stati utilizzate per l’addestramento al combattimento e per resistere agli interrogatori…
7. Le informazioni sugli stranieri che aderiscono all’IS suggeriscono che l’inserimento può avvenire molto rapidamente, senza richiedere necessariamente un processo di radicalizzazione lunga. L’età gioca un ruolo decisivo: i più giovani sono più manipolabili e si radicalizzano più velocemente degli candidati anziani. Elementi importanti nel reclutamento e nello sviluppo di strutture di gruppo sono i legami sociali (provenienza comune, comunanze etniche e geografiche e lingua) e non esclusivamente le credenze o i motivi religiosi o ideologici…
8. In considerazione di questo allontanamento dalla motivazione religiosa nel processo di radicalizzazione in particolare delle giovani reclute, può essere più corretto parlare di una ‘tendenza estremista sociale violenta’, piuttosto che di ‘radicalizzazione’.
9. A una percentuale significativa di combattenti stranieri (il 20 per cento secondo una fonte, ancora di più in base a altre) sono stati diagnosticati problemi mentali prima di entrare nell’ IS. Una grande percentuale di reclute (stime sono alto come 80 per cento) hanno precedenti penali che variano da reati minori ai reati più gravi. Pene e tipi di reati sembrano differire da paese a paese. Può essere che i reclutatori si rivolgono specificamente a criminali con inclinazione verso la violenza, o che ad alcuni criminali l’adesione offra l’opportunità di dare libero sfogo agli impulsi violenti. Uno Stato membro ha riferito che la maggior parte dei rimpatriati, al ritorno a casa avevano ripreso le loro attività criminali.
10. Gli attentatori suicidi potenziali sono indistinguibili tra i potenziali foreign fighters… Attualmente si ritiene che debbano essere in primo luogo disposti a morire come eroi.
11. Internet e social media sono utilizzati per la comunicazione e l’acquisizione di beni (armi, documenti falsi) e servizi, il tutto realizzato in relativa sicurezza dai terroristi attraverso la disponibilità di apparecchi sicuri e criptati, come WhatsApp, Skype e Viber. In Facebook, AVK e Twitter si uniscono gruppi chiusi e nascosti a cui si può accedere solo su invito, e usando il linguaggio in codice. Vengono utilizzati strumenti di anonimizzazione, come Tor ( “The Onion Router”) e le reti di Vpn (Virtual Private Networks). L’uso di strumenti di crittografia e di anonimizzazione serve a prevenire l’osservazione convenzionale da parte delle autorità di sicurezza. Ci sono prove di un elevato livello di conoscenze tecniche da parte dei terroristi di ispirazione religiosa che permetteno loro di fare uso di Internet e dei social media invisibili per le agenzie di intelligence e le forze dell’ordine.

2.2 Gli attacchi terroristici / selezione di destinazione
12. Gli attacchi sollecitati dall’Is non devono necessariamente essere coordinati dalla Siria. Il comando centrale delinea una strategia generale, ma lascia libertà tattica ai dirigenti locali per adattare le azioni alle circostanze del luogo. Questo comporta che la scelta degli obiettivi sia basata sulle capacità del gruppo, sulle dimensioni e sulle risorse…
13. Nella scelta degli obiettivi l’Is ha dimostrato la sua capacità di colpire a piacimento, in qualsiasi momento, e in quasi tutti gli obiettivi prescelti. Nella sua selezione degli obiettivi l’Is mostra di preferire gli obiettivi semplici ma nei quali può potenzialmente causare molte vittime.
14. Questa preferenza per gli obiettivi semplici significa che l’attacco a infrastrutture critiche come reti elettriche, impianti nucleari e gli hub di trasporto non è una priorità. Lo stesso vale per gli attacchi informatici, a causa del basso impatto pubblico generale che tali attacchi avrebbero. Questo indipendentemente dal livello di danni che potrebbero essere causati e dall’impatto che un cyber-attacco eseguito con successo potrebbe avere sulla sicurezza di uno Stato, l’economia e la società nel suo complesso.
15. L’escalation di violenza e l’impiego di attacchi massicci potrebbero rappresentare una nuova fase della strategia dell’Is nella UE. La casualità nella selezione degli obiettivi sollecita gli Stati membri a ‘aspettarsi l’inaspettato’. Eventi imprevisti, tuttavia, non sono da per definizione eventi mai accaduti prima. Si possono benissimo prevedere repliche di attacchi precedenti. Gli attacchi novembre Parigi dimostrano le intenzioni e le capacità di Is di operare al di fuori delle zone sotto il loro controllo, e impiegare un modus operandi già osservato in Iraq, Pakistan e altri paesi. In questo senso questi attacchi hanno stabilito un nuovo standard. Ciò non significa però che la tattica di stimolare individui locali per compiere attacchi “attore unico” sia stata abbandonata. Questo tipo di attacco rappresenta ancora una vera e acuta minaccia.
16. L’ IS è innovativa nella selezione di obiettivi nell’UE, ma conservatore nella scelta delle armi. Il vecchio principio secondo cui “veri terroristi usano le bombe e i pazzi usano le armi” non è più valido. L’arma preferita è l’AK 47, che ha un valore iconico come dimostrato in varie occasioni dall’organizzazione e dai suoi affiliati. L’AK 47 è facile da acquistare e di solito può essere acquistato nel paese in cui è previsto l’attacco, o in un paese vicino, da dove può essere poi facilmente trasportato…
17. Una novità nell’UE è l’uso di cinture esplosive, come quelle utilizzate negli attacchi di novembre Parigi.

2.3 Finanziamento
18. Il finanziamento di operazioni terroristiche non ha subito alcuna modifica marcata nel recente passato. Le fonti di finanziamento di chi opera nella UE sono in gran parte sconosciuti. È ovvio che le spese di viaggio, il noleggio di auto, le case sicure e l’acquisizione dei mezzi di comunicazione, di armi ed esplosivi possono comportare il dispendio di ingenti somme di denaro. Non ci sono prove però delle reti di finanziamento esistenti dell’Is. Nonostante segnalazione che suggeriscono l’uso di valute anonimi come Bitcoin.
19. I viaggi dei combattenti stranieri alle zone di conflitto potrebbero essere finanziati dagli stessi viaggiatori con mezzi legali e attività criminali, come frodi.


2.4 Scenari
Per comprendere i rischi che gli Stati membri dell’UE devono affrontare in un prossimo futuro, si sono presi in considerazione due possibili futuri attacchi terroristici, secondo due linee estreme: sofisticati contro obiettivi duri e contro bersagli facili. Gli attacchi sofisticati quelli accuratamente pianificati, diretti contro obiettivi specifici e professionalmente eseguiti da attentatori ben selezionati, ben addestrati e ben preparati. In altre parole: gli attentati che non sono compiuti in maniera estemporanea, senza alcuna preparazione preventiva rilevante. Obiettivi facili sono quelli che risultano sostanzialmente indifesi a fronte di attacchi violenti. Tutta la popolazione civile è un bersaglio facile. I soldati o poliziotti, persone e luoghi molto protetti sono obiettivi difficili. Una combinazione dei due tipi di attacchi e due tipi di bersagli produce quattro scenari.
Per tutti e quattro gli scenari è stato identificato un piccolo campione di possibili attacchi.


3 Conclusioni
Le discussioni hanno portato alla conclusione che Is sta preparando altri attacchi terroristici, compresi gli attacchi ‘stile Mumbai’, situazione che deve essere tenuta sotto controllo dagli Stati membri dell’Unione europea, e in particolare dalla Francia. Gli attacchi saranno diretti principalmente contro bersagli facili, a causa dell’impatto che generano. Entrambi gli attacchi novembre di Parigi e l’esplosione dell’aereo di linea russo suggeriscono un cambiamento di strategia è verso la globalizzazione. Nel selezionare i loro obiettivi, si ritiene che i comandanti locali godano di un’ampia libertà tattica per adattare i loro piani alle specifiche circostanze locali, aggiungendo alla difficoltà delle forze dell’ordine nello scoprire tali piani, anche quella a individuare le persone coinvolte nella fase di preparazione.
I cambiamenti osservati nel modus operandi non significano che altre tattiche sono state abbandonate. Gli attacchi solitari costituiscono ancora una seria minaccia.
Senza informazioni attendibili sulle intenzioni, attività, contatti e viaggi di noti terroristi è quasi impossibile prevedere esattamente quando e dove il prossimo attacco terroristico avrà luogo, e quale forma assumerà.

fondazione nenni

Via Alberto Caroncini 19, Roma www.fondazionenenni.it

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