Il socialismo cristiano di Silone secondo Moro

Moro

 

 

-di ANTONELLO DI MARIO*-

Anche gli storici possono sbagliare ed altri possono ristabilire la verità. Alberto Vacca appartiene a questa seconda schiera di studiosi. “Le false accuse contro Silone”, edito da Guerrini e Associati, è stato presentato ieri a Roma nella sala “Bruno Buozzi” della Uil. 

Due ore di approfondimento per raccontare, sulla base di una ampia documentazione archivistica, che Ignazio Silone non è stato una spia fascista.

L’evento culturale, promosso dalle fondazioni “Pietro Nenni” e “Bruno Buozzi”, entrambe presiedute da Giorgio Benvenuto, rappresenta il pretesto per far conoscere, da parte di chi scrive, il giudizio espresso nel giugno del 1945 da un giovane Aldo Moro verso quell’intellettuale che amava definirsi “un socialista senza partito, un cristiano senza chiesa”.

L’occasione è data dall’opera “Ed egli si nascose”, un’opera teatrale scritta proprio da Ignazio Silone, e pubblicata per la prima volta in lingua tedesca nel 1944, quando l’autore era esule in Svizzera. Il testo fu ripubblicato nello stesso anno, in italiano, da “La Ghilda del Libro” nel Canton Ticino e, poi, in Italia nel 1945, a cura della “Editrice Documento”.

Nell’aprile del 1945 Aldo Moro era diventato il segretario nazionale del Movimento dei laureati ed aveva assunto la direzione della rivista “Studium”. Si trattava di una pubblicazione con una scarsa foliazione, stampata su carta scadente, ma proprio su queste pagine si possono ritrovare tuttora gli editoriali del direttore e la rubrica “Osservatorio” (curata anch’essa da Moro, ndr), con dei contenuti assai critici nei riguardi del ventennio fascista. Moro, quindi, compie un’analisi critica del dramma di Silone: mostra di apprezzare il socialismo dello scrittore abruzzese “per la sua attitudine a superare le angustie del materialismo e per il suo afflato religioso”. Quello di Silone, secondo Moro, appare “un socialismo meditato, vigile, tormentato, ansioso di superare le angustie della formula economica e di quella politica, per adattarsi alla sua profonda anima cristiana, per superare i confini di un umanitarismo incompleto ed aberrante e ritrovarsi di conseguenza come un umanesimo ricco di fermenti spirituali”. Moro non ha dubbi: in “Egli si nascose” esiste la prova della non radicale incompatibilità fra socialismo e cristianesimo, perché “corre per il dramma uno spirito cristiano innegabile e vivo”.

L’attenzione di Aldo Moro per Ignazio Silone, nel caso in questione, rappresenta una vera e propria apertura alla posizione degli altri, caratterizzata dalla condivisione ad un comune patrimonio di valori, basato su una concreta matrice cristiana.

*giornalista ed autore de “L’attualità di Aldo Moro” (Pironti Editore)

fondazione nenni

Via Alberto Caroncini 19, Roma www.fondazionenenni.it

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